Provolone del Monaco: De Simone e Ruocco confermati presidente e vice del Consorzio di Tutela


Provolone del Monaco Dop

Provolone del Monaco Dop

Saranno Giosuè De Simone e Matteo Ruocco, rispettivamente presidente e vicepresidente, a guidare le sorti del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop per il prossimo triennio 2019-2021.

Questo il primo dei responsi dell’assemblea ordinaria ospitata nella sede consortile a Montechiaro di Vico Equense, coordinata dal direttore Vincenzo Peretti.

Confermate anche le altre figure del direttivo con la presenza dei casari storici Peppe Albano della Verde Fattoria di Monte Comune e Salvatore Russo del caseificio Perrusio. Giuseppe Ferraiuolo in rappresentanza dei caseifici aziendali.

Ampio spazio agli allevatori. Il Provolone del Monaco Dop tutela la razza del bovino agerolese. Massima attenzione verrà data nei prossimi mesi proprio all’alimentazione ed alla riproduzione degli animali che forniscono il latte da utilizzare, per la produzione del formaggio stagionato più famoso della regione Campania, secondo le modalità previste dal disciplinare di produzione.

Grandi soddisfazioni invece continuano ad arrivare dal mercato e dai consumatori. La soglia di produzione continua a crescere, grazie anche all’ingresso di nuovi caseifici che assicurano qualità e continuità a quello già esistente. Obiettivi che consentono di guardare al futuro con ottimismo e puntare a fare crescere l’affetto intorno al prodotto.

Allevatori e Casari col direttivo

Allevatori e Casari col direttivo

Prosegue la guerra alla contraffazione. Rinnovata infatti la convenzione con quanti dovranno vigilare per scoprire i tentativi di imitazione e di frode ai danni dei consumatori che purtroppo continuano a verificarsi.

L’intensificarsi delle apparizioni nei programmi televisivi nazionali e regionali oltre che la partecipazione alle principali kermesse del gusto servirà ad aiutare i consumatori a conoscere meglio il Provolone del Monaco Dop e ad acquistare solo prodotto autentico.

Un commento

  1. Come per i grandi vini è buono subito ma capace di reggere anche affinamenti estremi (chiaramente in luoghi idonei e vocati come ad’esempio grotte o cantine)di una decina di anni(sperimentazione personale)dove la complessità ed intensità di aromi e sentori raggiunge vette inimmaginabili.Non solo per Campanilismo ma per quel tanto di esperienza che si accumula in una vita spesa alla ricerca del buono posso tranquillamente affermare che siamo di fronte ad uno dei più grandi formaggi al mondo.Ad Maiora da Francesco Mondelli

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