Quando il Nebbiolo è Roero: 12 etichette in degustazione

29/3/2021 799
Roero nel calice
Roero nel calice

di Monica Bianciardi

Coniugare il rinnovamento attraverso la modernità senza dimenticare la tradizione; un ambizioso traguardo quello dei Vigneron del Roero che per essere raggiunto con successo deve coinvolgere una visione ampia dove passione sensibilità e attenzione per i dettagli possono davvero fare la differenza per garantire un ottimo risultato .

Con una superficie di 15558 ettari il territorio del Roero sorge sul versante sinistro del Tanaro, coltivazioni e borghi storici si inseriscono in un contesto composto da
colline scoscese inframezzate da tratti boschivi. Il nome discende dall’antica famiglia che governò il piccolo feudo per secoli.  I produttori del Roero inseguono da tempo un progetto comune per portare i loro vini in una crescita qualitativa tesa ad espandere la denominazione verso nuovi orizzonti. La produzione si attesta intorno alle 7 milioni di bottiglie i vini sono ottenuti da uve Nebbiolo per un minimo del 95%. Il Nebbiolo prodotto nel Roero nasce su terreni magri, ma ricchi di sabbia e minerali, dove tra le numerose colline in un saliscendi di pendii ripidi e repentini, la vite trova un habitat  ideale grandemente irradiato dalla luce solare. Il Roero è considerato una zona semi-arida. Le colline roerine sono infatti quasi totalmente sprovviste d’acqua: i sottili strati marnosi che si alternano a quelli sabbiosi offrono riserve idriche solo temporanee, come dimostra il paesaggio viticolo cosparso di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana o di pozzi per pescare dalle falde acquifere. Fu l’emersione dal mare, tra i 2 e i 3 milioni di anni fa, a portare alla formazione delle colline del Roero. Una spinta che portò anche al sovrapporsi di vari tipi di suolo. L’origine marina dei terreni li rende piuttosto poveri di sostanza organica ma ricchi in sali minerali. Dal punto di vista climatico, le Alpi Marittime portano ad escursioni termiche molto importanti. Questo esalta le caratteristiche organolettiche con l’ottenimento di vini dal varietale fragrante particolarmente profumati con ampia parte aromatica, palati suadenti con tannini dolci ed eleganti non particolarmente aggressivi che lasciano un finale dolce. Il Roero è un territorio abbastanza giovane per la produzione di qualità, le prime bottiglie di Roero vengono etichettate nel 1985; nonostante la denominazione abbia una memoria storica recente, i vini prodotti riescono a mantenere le caratteristiche peculiari ed un ottima tenuta nel tempo. Un Nebbiolo ingentilito nei tratti con connotazioni vivaci e profumate, generoso nei colori e dall’ottimo equilibrio che ben si accompagna alla quasi totalità dei piatti tipici locali.

Roero nel calice
Roero nel calice

Fondato nel 2014, il Consorzio di Tutela Roeroha l’obiettivo di proteggere e promuovere il Roero Docg Bianco e Rosso attraverso la sinergia fra i produttori e i viticoltori del territorio. Fulcro delle attività del Consorzio, che ad oggi rappresenta 233 soci tra produttori e viticoltori, è la valorizzazione del territorio del Roero e del suo vino simbolo: quello del Roero è un paesaggio che nel tempo è stato trasformato e plasmato dalla presenza delle vigne tanto da essere incluso nella lista dei Paesaggi Culturali Patrimonio Unesco, nel 2014, assieme a Langhe e Monferrato.

Tasting Notes 

Bajai Roero 2017 -Adriano Moretti –
Monteu Cru “Bric nota”.
Affinamento: 8 mesi in barriques da 225 L di rovere francese, media tostatura, III e IV passaggio. Infine, 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Rosso intenso dal riflesso granato. Emergono note di confettura di frutto scuro e spezie con richiami di cioccolato e tabacco. Palato avvolgente morbido, caldo e strutturato con texture tannica infiltrante che sul finale termina con una vena sapido, amarognola.

Demarie Roero DOCG 2017 

Vecchio vigneto di uve nebbiolo di proprietà dell’azienda, impiantato nel 1946. Vinificazione: tradizionale con un affinamento di 18 mesi in barrique
Rosso granato con riflessi rubini brillanti, le note olfattive vertono su toni floreali di viola con frutti di bosco in composta dai rimandi di cacao, caffè, liquirizia. Palato con struttura possente morbido e avvolgente in cui ritornano nel finale sensazioni speziate e marasche sotto spirito.

Enrico Serafino Oesio 2017

Nonostante l’annata calda riesce a combinare una sincronia felice tra l’ammiccante succosità del frutto scuro e le note balsamiche in cui si immettono lievi tonalità di spezie piccanti, pepe rosso, floreali di viola e riflessi agrumati. Intenso ed avvolgente, ben modulato dalla freschezza sullo sviluppo, tannini dolci e scorrevoli risultano ben distesi su un finale polposo senza contrarsi.

Marco Porello Roero Riserva 2016 San Michele

Fermentazione con lieviti indigeni in inox a cui seguono 20 mesi in botte in rovere di Slavonia. Vibrante di frutti rossi e fiori, lo spettro olfattivo è segnato da tonalità fresche e leggiadre, con mentolo ed erbe aromatiche, la componente speziata è solo accennata e ben integrata nel bouquet. Palato saporito e complesso, progredisce con freschezza completato da un giusto contrappunto tannico, definito ed elegante.

Azienda Agricola Benotti Rosavica – 2015
Terreni composti da sabbia limo e argilla a 270 metri slm da vigne di circa 40 anni. Raccolte manuali macerazioni sulle bucce per circa 30 giorni senza controllo delle temperature barrique di rovere francese di secondo passaggio per 12 mesi più altri 12 mesi di bottiglia. Colore granato e profumi esuberanti con fiori rossi frutti neri e spezie piccanti, il palato ha ricchezza di aromi freschezza e tannini docili, che ne determinano un’ottima bevibilità.

Pace Roero Riserva 2015

Vinificazione in acciaio e affinamento in legno per 18 mesi. Bacche scure, aromi balsamici e speziati. Potenza e grande esuberanza fruttata, tannini vividi ed elastici con modulazioni date da bella freschezza dove polpa e tensione scorrono su un unico lungo binario di sapore.

Emanuele Rolfo Roero Riserva 2015 

Dopo la vinificazione il vino riposa in botti di legno di rovere da 25 hl per 12/14 mesi. Intenso con frutti rossi piccoli e maturi di ribes, gelso e agrume rosso, floreali viola, leggere note speziate.
Avvolgente e caldo il frutto si avverte con pienezza addolcita da tannini morbidi e finale sfumato con bella persistenza.

Ponchione Roero Monfrini 2015

Vigne del 1997 affinamento in barrique per 16 mesi. Spessore potenza frutto nero in confettura, tabacco, spezie, foglia di tè, molte erbe aromatiche e tratti floreali alleggeriscono e rinfrescano il quadro olfattivo. Palato caldo e materico con sviluppo dato dall’intreccio tra il frutto e le tostature, sorso serrato, tannini fitti sorso profondo con chiusura disidratante.

Generaj Roero Bric Aût Riserva 2013 –Gian Paolo Viglione 

3 mesi in inox, poi tonneau e barrique per 27 mesi. Profilo olfattivo esuberante di frutto rosso maturo ed etereo intriso da note dolci di tabacco fresco, cacao, caramella di fragola e mentolo. Ingresso rotondo, stemperato da molta freschezza, il sorso rivela tensione data da tannini fitti e austeri, finale disidratante ma determinato da un accattivante ritorno alla nota dolce del frutto.

Bric Paradiso Roero Riserva 2012 Tenuta Carretta

Le uve provengono da un singolo vigneto di Nebbiolo che fà parte della tenuta già citato sui documenti del 1878. Un profumo dalla timbratura dolce con intense note di amarena matura, accompagnate da tamarindo, spezie, cacao, tabacco, fiori rossi, viola, e freschi richiami balsamici. Esordio al palato volumico e piacevolvelmente declinato sui toni fruttati, tannino disteso ma avvertibile, sul finale acquisisce una sfumatura speziata.

Roero Riserva Ròche d’Ampsèj  2011 –Matteo Correggia 

Vigneto singolo Ròche d’Ampsèj Vinificazione acciaio e legno da 6 hl, più affinamento legni piccoli. Olfatto concentrato e morbido dato da frutti neri sotto spirito, mora, gelso, prugne, cioccolato, ginepro, spezie dolci e piccanti. Palato con struttura importante ma dalla buona reattività e tannini decisi che si distendono su un finale amaricante e speziato.

Negro Riserva 2010 Sudisfà

Annata che ha dato molte soddisfazioni eroiche, la 2010. Il nome Sudisfà significa letteralmente “soddisfatto”. Vinificazione tradizionale ed affinamento di 32 mesi tra botti barrique in rovere e bottiglia. Al naso inizialmente austero si apre dopo qualche istante nel bicchiere con un attacco floreale dove mirtilli, ribes nero, viole, si amalgamano a note ferrose con rabarbaro, pepe verde ed una sottile balsamicità accentuata da toni di agrume rosso. Dinamismo e stratificazione il palato si esprime con personalità e compattezza del frutto assecondando una fine trama tannica ed un finale dalle vibrazioni sapide, riesce a mantenere nel tempo una beva aggraziata lungamente persistente.

Roero nel calice
Roero nel calice