Rareche a Vallo della Lucania, il più grande mercato rurale naturale del Cilento. Ecco i protagonisti!

8/5/2021 914
Rareche, mercato rurale naturale
Rareche, mercato rurale naturale

Rareche il mercato naturale a Vallo della Lucania

Rareche si tiene ogni sabato e domenica nell’ex convento dei Domenicani nel cuore di Vallo della Lucania, proprio a fianco alla Chiesa di San Giorgio. Ha resistito nel corso dei mesi e alla fine è una esplosione di una rete che si è creata naturalmente nel Cilento nel corso degli anni che vede protagonisti tanti giovani ritornati al lavoro della terra e alla manualità e anziani che continuano a tramandare le tradizioni con maggiore consapevolezza.
E’ come dicono nell’autodefinirsi i protagonisti, si tratta di un mercato di “agricoltura locale, sostenibile e naturale; un Mercato di idee, del tempo lento e dell’arte. E’ identità, creatività, etica, cultura, convivialità. Rareche è comprendere le proprie radici per essere consapevoli del proprio futuro”.

Cosa comprare a Rareche

Non troverete quello che cercate ma cercate quelo che offrono le stagioni, i tempi giusti della coltivazione, il variare dei mesi e degli anni. Una iniziativa unica nel suo genere in Campania.
Rareche, in dialetto napoletano e cilentano, vuol dire radici.

Rareche, ortaggi e pasta da grano sostenibile
Rareche, ortaggi e pasta da grano sostenibile
Rareche, l'angolo delle erbe aromatiche
Rareche, l’angolo delle erbe aromatiche
Rareche, Mario di Bartolomeo de Le Starze
Rareche, Mario di Bartolomeo de Le Starze
Rareche, la mozzarella di Mario
Rareche, la mozzarella di Mario
Rareche, cacioricotta di capra
Rareche, cacioricotta di capra
Rareche, insalata da agricoltura biodinamica
Rareche, insalata da agricoltura biodinamica
Rareche, i taralli
Rareche, i taralli
Rareche, la pasta alla canapa
Rareche, la pasta alla canapa
Rareche, le farine
Rareche, le farine
Rareche, la farina di Terra di Resilienza
Rareche, la farina di Terra di Resilienza
Rareche, i biscotti
Rareche, i biscotti
Rareche, i grani di montagna
Rareche, i grani di montagna
Rareche, i saponi naturali
Rareche, i saponi naturali
Rareche, le tisane con erbe del Cilento
Rareche, le tisane con erbe del Cilento
Rareche, pizza cilentana
Rareche, pizza cilentana
Rareche, l'olio extravergine di salella
Rareche, l’olio extravergine di salella
Rareche, marmellata di arance e zafferano del Cilento
Rareche, marmellata di arance e zafferano del Cilento
Rareche, gli eroi del carciofo - recuperato - di Pattano
Rareche, gli eroi del carciofo – recuperato – di Pattano
Rareche, Carciofo di Pattano
Rareche, Carciofo di Pattano
Rareche, le uova felici del Cilento
Rareche, le uova felici del Cilento
Rareche, dall'orto al mercato
Rareche, dall’orto al mercato
Rareche, le lagane
Rareche, le lagane
Rareche, i fiori
Rareche, i fiori
Rareche, le peonie
Rareche, le peonie
Rareche, il mughetto dlla felicita'
Rareche, il mughetto della felicita’
Rareche, i cesti veri, con le canne
Rareche, i cesti veri, con le canne

Chi sono i protagonisti di Rareche

di Nicola Nicoletti

Salvatore, organizzatore di eventi, a Napoli dettava la musica da far ascoltare, Antonio, barbetta quasi curata laureato in sociologia e Francesca, intraprendente promotrice finanziaria che non ha fatto vendere il terreno di famiglia, cosa hanno in comune? La passione per la terra.
Assieme a tanti altri giovani della provincia salernitana, si ritrovano alle 9 ogni sabato a Vallo della Lucania per promuovere i loro prodotti, parlare con la gente, raccontare le loro storie. La cosa più interessante è l’età, ragazzi dai 20 anni in su hanno organizzato “Rareche”, un incontro per i protagonisti dell’agricoltura locale, sostenibile e naturale, “un mercato di idee, del tempo lento e dell’arte”, recita la locandina. In un tempo in cui i Neet (i giovani famosi per né lavorare né studiare) riempiono le pagine i libri di sociologia, qui si riuniscono persone che con i loro “sì sì”, sì allo studio e al lavoro, dicono ben altro.
Partito il 26 settembre Vallo della Lucania (Sa) nell’ex Convento dei Domenicani oggi trasformato nel Palazzo della Cultura, Rareche (parola dialettale usata per indicare le radici) sta diventando un appuntamento da non perdere per chi vuole conoscere le eccellenze nel territorio del parco del Cilento, Diano, Alburni a km 0. Pensato da Andrea Rinaldi (Happy People pubbliche relazioni), Mario Di Bartolomeo (azienda agricola Le Starze) ed Edmondo Soffritti (azienda La Petrosa) richiama circa 20 realtà che da San Mauro Cilento a Rofrano, da Camerota a Cicerale, espongono prodotti di qualità.
Giovanni Speranza, 32 anni da Rofrano ha dato vita al “Biohope”, dove giocando con il suo cognome, assieme a Raffaella, mostra come voglia andare alle radici della sua terra. Coltivando castagne e il pomodorino di Rofrano, ha dato una svolta alla sua storia nel 2017. Con la sua metà, ha iniziato con 10 ettari di terra e oggi vende anche per corrispondenza crema di cime di rapa, patate, mele e altre primizie. “Non ero soddisfatto di quello che facevo, i miei avevano un terreno e credevo di sapere già tutto sul tema. Sono andato a un seminario sull’agricoltura organica, e lì si è accesa la lampadina”.
Mimmo De Martino da Montesano sulla Marcellana, fulminato da Jairo Restrepo Rivera, l’agronomo che ha dato vita all’Agricoltura Organica Rigenerativa, pratica che aiuta gli agricoltori a rendersi indipendenti dall’utilizzo di fattori di produzione esterni, ha cambiato vita 3 anni fa.
I giovani non mancano.
Salvatore Cavaliere arriva da Roccagloriosa e a soli 22 anni, invece di perdersi tra videogiochi e influencer vari, continua l’opera iniziata dal nonno coltivando farro e miele. Ci sono le donne come Francesca Romano e Sara Cammarosano. La prima è una determinata promotrice finanziaria e si annuncia con un magnifico poster del Cervati. “Ho sviluppato la coltivazione senz’acqua di patate, mais, fagioli, origano e timo nell’azienda Monterberry a Monte San Giacomo. Il timo e le erbe di montagna sono la base del mio lavoro. Organizzo giornate di escursione e degustazione: tutti rimangono soddisfatti”, racconta solare. Sara, gentile e professionale, ha studiato con passione arte orafa e qui espone raffinati gioielli, ma si impegna anche come ricercatrice sui preziosi del museo di Roccagloriosa. L’oro rosso del Cilento, lo zafferano montanese di Luca, illustra un progetto originale di grande respiro. La storia delle cooperative la scrive San Mauro Cilento come la celebre coop Nuovo Cilento. Oltre a produrre superbo olio e olive ammaccate, dà spazio a fichi, farine, pasta e sottolio dei vari soci.
Da Caselle in Pittari arriva Terre di Resilienza dove il “filosofo comunitario” Antonio Pellegrino al mulino macina grani antichi da anni e con 14 compari ha creato un’azione pratica di solidarietà per tornare al vero pane del Cilento. Tiziana Sansone, parlata sussurrante, nata in Venezuela, dopo anni in Spagna torna nella terra originaria, Novi Velia, creando una boutique artistica modella la ceramica con svariate creazioni. Il vino è presente con Tenuta Cobellis che da anni distribuisce rossi e bianchi non solo in Italia. Grazie al lavoro dell’enologo Lorenzo Scotto Aglianico, Fiano, Greco e Sangiovese, Coda di Volpe sono coltivati su 400 ettari nel comune di Vallo della Lucania. Liquori e profumate tisane invece di sono inventate dal brillante Giuseppe Pastore a Casal Velino. Miele di alta qualità, ma anche il farro, uno degli alimenti più antichi usati dall’uomo, sono esposti da Francescoantonio Cavaliere, apicoltore di Roccagloriosa mentre Edmondo Soffritti dell’azienda premiata da Legambiente La Petrosa, è orgoglioso dei cereali antichi, come il farro monococco prodotto nel fertile terreno di Ceraso. Salvatore e Paola, una giovane e dinamica coppia di Camerota, organizzano degustazioni e percorsi di trekking.
Non è assente la cultura grazie alla Libreria Pagina 5 di Vallo dove Sofia Fusco promuove testi che parlano di agricoltura. Mario Di Bartolomeo, giovane e coinvolgente, è ben inserito nella lavorazione dei prodotti caseari ovini e caprini guidando l’azienda agricola Le Starze di Pattano che con il bianco delle mozzarelle e il verde del mirto colora un ricco stand.I meno giovani, Angelo di Novi Velia e Aniello di Omugnano, a fine e inizio del percorso, impagliano cestini: solo legando i fili, le radici possono far crescere frutti nuovi in questo mercato giovane e antico in cui i colori, i profumi e le chiacchiere animano un antico chiostro domenicano, finalmente rianimato, nonostante il covid.
Rareche, il nostro acquisto
Rareche, il nostro acquisto

Rareche mercato rurale naturale

 

Un commento

    Carla

    Quando un articolo contiene tutto, anche belle foto, al lettore viene spontaneo dire: peccato è già finito!

    10 maggio 2021 - 09:23Rispondi

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