Relais Le Jardin a Firenze: quando la toscana incontra la creativita’ contemporanea


Relais Le Jardin, chef Lopopolo

di Marina Betto

Siamo nel cuore elegante e discreto di Firenze, all’interno dell’Hotel Regency, struttura cinque stelle affacciata su piazza Massimo D’Azeglio, un elegante villino costruito nella seconda metà del 1800 quando Firenze divenne capitale d’Italia. Le sale al pian terreno sono impreziosite dalle vetrate artistiche di Tito Chini e il ristorante, che guarda verso il giardino interno dell’hotel, si trova nella Sala della Veranda, lo spazio più contemporaneo e luminoso.

Ristorante Relais Le Jardin, Hotel Regency Firenze

Qui la cucina è affidata all’Executive Chef Claudio Lopopolo, pugliese di Bisceglie, classe 1990, e il suo percorso professionale racconta già molto della cucina che oggi propone a Firenze. Giovanissimo ha lavorato tra Trentino ed Emilia Romagna per poi fare esperienze a Londra e in Australia. Tornato in Italia è approdato al Campo del Drago di Castiglion del Bosco, a Montalcino, dove è rimasto per sei anni. Successivamente è arrivato a Firenze, passando per la cucina della Pescatoria. Fino ad assumere la guida del Relais Le Jardin.
Quella di Claudio Lopopolo è una cucina difficile da racchiudere in una sola definizione. C’è l’anima pugliese, naturalmente, con la sua memoria mediterranea e c’è la Toscana, luogo dove si sta affermando la sua identità professionale ma affiorano nei suoi piatti anche le esperienze internazionali che hanno allargato il suo vocabolario gastronomico. Lo stesso chef sente di essere parte di una continua evoluzione, in cui i colori, i sapori e le consistenze devono trovare un’armonia di contrasti leggeri. Il gusto finale è sempre piacevole, mai invadente da accompagnare con il vino giusto.
Dalla Puglia alla Toscana, Terra, Radici, Vita, sono i menù degustazione tra cui scegliere (da 110 a 135 euro) oltre la scelta A’la carte (scelta minima: due portate 75 euro). La carta dei vini spazia tra tutte le regioni italiane con un focus incentrato sulla Toscana, non mancano champagne e vini esteri.

Relais Le Jardin, Benvenuto dello chef

“Iniziamo con un cervello, perché tutto inizia dalla nostra mente”.
L’idea è tanto divertente quanto significativa: dietro l’apparenza di un piccolo cervello si nasconde una pappa al pomodoro. Un omaggio immediato alla Toscana, naturalmente, ma anche una dichiarazione di intenti. La tradizione c’è, ma non viene riproposta in maniera letterale. Il percorso inizia a prendere forma anche attraverso il primo vino servito, un rosato della cantina trentina Claudia Augusta, da Pinot Nero e Chardonnay, che accompagna l’avvio della degustazione. Arrivano poi un bignè salato con ricciola e caviale e una mousse di topinambur con fegatini e miso di nocciola. Sono piccoli assaggi che mettono subito in evidenza una caratteristica: la capacità di lavorare su sapori anche importanti mantenendo una certa eleganza e leggerezza.
Anche il servizio del pane diventa un piccolo spettacolo. Grissini fatti a mano, pane sfoglia con sale Maldon, e tarallo sono accompagnati da due tipi di burro: uno leggermente salato e uno agli agrumi e naturalmente anche dall’olio toscano che in questo caso è il Laudemio di Marchesi Frescobaldi.

Relais le Jardin, Sua Maestà la Carota

Poi arriva Sua Maestà la Carota con la sua clorofilla, presentata con un gel che l’avvolge e la nappa. La carota rimane ben al dente e con una grande intensità aromatica. Esempio di come si possa lavorare in modo complesso su un singolo ingrediente.
La tradizione viaggia tra la Toscana e la Puglia con la Tiella in fermento, una rilettura del tradizionale riso, patate e cozze. La ricetta popolare è completamente diversa nella forma.

Relais Le Jardin, Tiella in Fermento

C’è il riso crispy, la spuma di patate, la cozza, il pomodoro e l’olio al basilico. Il tutto viene completato da un elemento amaricante cioè la birra, così come si gusta nelle trattorie in Puglia ed è qui che l’anima di questo piatto viene fuori, dialogando con la dolcezza della crema di patate e la sapidità marina della cozza. La fermentazione aggiunge profondità e una nota agrumata.
Non è casuale che proprio la fermentazione sia diventata uno degli elementi distintivi della cucina di Lopopolo che gli permette di valorizzare la materia prima e aggiungere complessità.

Relais Le Jardin Menù 2026 Assassinio a Sorrento

Assassinio a Sorrento invece è un piatto che racchiude tre modi di raccontare il pomodoro: gnocco alla Sorrentina, spaghetti all’assassina e crudaiola. In questo piatto gioiello, dall’impatto visivo perfetto, è il pomodoro ad essere protagonista, declinato in consistenze differenti. Il risultato è delicatissimo e allo stesso tempo intenso. Il pomodoro ha il sapore pieno dell’estate mentre gli gnocchi, leggermente grigliati portano verso la Costiera. In abbinamento arriva uno Stajnbech Pinot Grigio 2025, equilibrato e morbido che accompagna il piatto senza sovrastarlo.

Relais Le Jardin, Tortelli ripieni di anatra, gel di arance, fagiolini e salsa foie gras

Con i Tortelli ripieni di anatra, salsa al foie gras, gel di arancia e fagiolino arriva un Pinot Nero Aliotti 2023, è prodotto nell’area sopra Arezzo. Un vino artigianale, con una punta selvatica, una sua identità ben precisa che lo rende interessante accompagnato a questo piatto dall’anima profondamente toscana. Il Tortello è ricco, intenso ma allo stesso tempo delicato. L’anatra e il foie gras portano profondità, mentre l’arancia e il fagiolino contribuiscono a dare slancio e freschezza. E’ forse qui che emerge meglio la cifra della cucina del Relais Le Jardin: delicata non significa affatto povera di sapore, al contrario, i sapori ci sono anche quelli più profondi e persistenti, ma vengono trattati con misura.
Il secondo piatto è un filetto di Bisonte con lattuga verde liquida, ravanelli marinati e gel di ciliegia. La carne è morbidissima, i ravanelli marinati la rinfrescano, mentre la lattuga liquida non è solo un elemento cromatico ma apporta al piatto il suo carattere vegetale, fresco e croccante mentre la ciliegia introduce un altro elemento di contrasto con la sua propria acidità.
Se la cucina di Lopopolo cerca l’equilibrio, anche la sala si muove nella stessa direzione. Durante la cena ho trovato uno staff cordiale, molto efficiente e professionale mai rigido e impalato. L’eleganza qui non si traduce in distanza. Il lavoro della sala al Relais le Jardin è storicamente legato a figure come quella di Paolo Mercurio che recentemente è indicato come Restaurant Manager, a conferma di una continuità nella costruzione di un servizio attento ma sempre più naturale. Il servizio accompagna la degustazione senza sovrapporsi all’esperienza, i piatti vengono raccontati senza quella formalità eccessiva che a volte rende il fine dining più distante di quanto dovrebbe essere. In questo senso, cucina e sala parlano la stessa lingua: un linguaggio fatto di precisione, attenzione e leggerezza. Un lavoro di squadra quello del Relais Le Jardin che gli ha fatto ottenere ottimi risultati per esempio nella Guida del Gambero Rosso.

Cantina Claudia Augusta Trento Doc Brut Rosé Metodo Classico, Stajnbech Pinot Grigio, Pinot Nero Aliotti 2023, Fattoria Montellori Vin Santo della Signora DOC 2019

Infine arriva il pre-dessert all’ibisco e lamponi, fresco e piacevolmente acidulo. Poi il Vin Santo, Fattoria Montellori, come da tradizione toscana, ottimo, con un retrogusto che ricorda il cognac, accompagna il dessert.
Un finale davvero riuscito: frutta a pasta bianca, sorbetto alla pesca, bavarese al tè nero e pan di Spagna. A guardarlo sembra quasi una torta, ad assaggiarlo invece è una vera dichiarazione d’estate. La pesca è protagonista, il sorbetto porta freschezza, il tè aggiunge profondità e il pan di Spagna restituisce quella sensazione rassicurante e familiare di dolce tradizionale. Una torta che sa d’estate, magnifica.

Quella di Lopopolo è una cucina contemporanea con l’uso di fermentazioni, gel, spume e trasformazioni, ma rimane sempre riconoscibile il sapore dell’Italia: il pomodoro, la pasta, le verdure, la carne, l’olio, il pane. In una città come Firenze, dove il peso della tradizione gastronomica è enorme, al Relais Le Jardin è l’equilibrio dei sapori che piace.

Relais Le Jardin
Piazza Massimo d’Azeglio 3, 50121, Firenze

 

Scheda del 5 luglio 2024

Relais Le Jardin: un viaggio gastronomico nel cuore di Firenze

chef Claudio Lopopolo

Chef Claudio Lopopolo

di Stefano Incerti

Ci troviamo all’interno dell’elegante hotel di lusso Regency, nel cuore di Firenze. Ex dimora ottocentesca di ministri ed alti funzionari. L’hotel fa parte del rinomato circuito Small LuxuryHotels of the World.

Entrata Hotel

Relais Le Jardin – Entrata Hotel

Il ristorante Relais Le Jardin, che si trova all’interno dell’hotel, rappresenta un’autentica esperienza di fine dining. Qui, ogni piatto non è solo un capolavoro per il palato, ma anche un’opera d’arte per gli occhi, grazie alla cura estetica ed alla passione con cui vengono preparati.

Il timone della cucina è saldamente nelle mani di chef Claudio Lopopolo. Nato in provincia di Bari, classe ’90, è atterrato al Relais Le Jardin nel 2022 dopo varie esperienze in Italia ed all’estero. In accordo con la Direttrice dell’Hotel, Claudia Gallo, la mission è stata quella di portare nel ristorante dell’hotel, anche clienti esterni: mission perfettamente riuscita.

La sala

Relais Le Jardin – La sala

In un ambiente raffinato ed elegante da 25/30 coperti, Lopopolo propone dei piatti che raccontano e rispettano sì il territorio ma anche le sue origini, come ad esempio la rivisitazione contemporanea di riso, patate e cozze, piatto di grande impatto gustativo.

Il giardino

Relais Le Jardin – Il giardino

Il Relais Le Jardin non offre solo piatti degni di menzione, ma anche una location rilassante ed accogliente. Durante la bella stagione, gli ospiti possono godere di una cena nel meraviglioso giardino dell’hotel, un’oasi di tranquillità nel centro della città. Questo setting unico, arricchito da un servizio gentile e professionale, rende ogni visita un’esperienza indimenticabile. Ogni membro del team è dedicato a garantire che gli ospiti vivano una serata perfetta, anticipando ogni necessità ed offrendo un servizio impeccabile. L’attenzione ai dettagli e la passione per l’ospitalità sono evidenti in ogni gesto, contribuendo a creare un’atmosfera di eleganza e calore.

Con Claudio Lopopolo, Relais Le Jardin ha intrapreso un viaggio verso la contemporaneità e l’innovazione. Lo chef ama amalgamare tecniche culinarie all’avanguardia con la ricca e variegata tradizione della cucina italiana, dando vita a piatti che sorprendono ed incantano, mantenendo sempre un profondo rispetto per le materie prime, per il territorio e per la sostenibilità.

La sua proposta gastronomica si declina in 3 menù degustazione: ENDO (4 portate per conoscere la storia dello chef a 95 Euro), ESO (7 portate a fantasia dello chef – 120 Euro) VEGETARIANO (4 portate a fantasia dello chef – 78 Euro).

Come si mangia al Relais Le Jardin

Amuse Bouche

Relais Le Jardin – Amuse Bouche

Iniziamo la nostra degustazione con dei buonissimi amuse
bouche. Tartelletta con baccalà mantecato, polvere di olive nere e peperoncino, cannolo ripieno di avocado e pomodorini confit ed un macaron con carbone vegetale con mousse di pecorino e tartufo pregiato.

Pane e grissini

Relais Le Jardin – Pane e grissini

In arrivo il pane caldo ed i grissini stesi a mano. Tutto fatto dallo chef e dalla sua brigata.

Riso, patate e cozze

Relais Le Jardin – Riso, patate e cozze

E’ la volta di riso, patate e cozze in chiave contemporanea. Nel piatto principale è servita una vellutata di patate con al suo interno le cozze sgusciate. Nel piattino davanti al piatto principale troviamo una cozza sbollentata e marinata con un guscio riprodotto con il nero di seppia, quindi edibile. Il riso è presentato sottoforma di chips leggera e croccante. Componendo il boccone con i tre ingredienti il gusto è proprio quello del tradizionale piatto pugliese. Un piatto che spinge molto sulla sapidità con un gusto schietto e pulito che arriva dritto al cuore sino ad emozionarci.

Volevo essere una ribollita

Relais Le Jardin – Volevo essere una ribollita

Volevo essere una ribollita. Questo è l’omaggio dello chef alla Toscana ed a Firenze in particolare. Il piatto è stato ideato pensando alla ribollita ma sostituendo alcuni ingredienti. Troviamo spuma di fagioli neri e fagioli toscanelli, verdure cotte sottovuoto e passate nel burro, patata viola, dolce e del Mugello, gel di bieta, croccante alla verza, cavolo nero cristallizzato, terra di fagioli toscani e giro d’olio toscano. Un piatto che ho apprezzato per la sua bellezza e per aver sentito tutti, i tanti ingredienti che lo compongono.

Risotto Margherita

Relais Le Jardin – Risotto Margherita

Arriviamo al risotto Margherita, piatto signature dello chef. Si tratta di un risotto ai tre pomodori con crema di bufala, basilico cristallizzato ed olio al basilico. Il riso spicca per la sua qualità della cottura e gioca molto sul gusto dei tre pomodori. Un piatto confort che non può non piacere, se, come in questo caso, è eseguito alla perfezione.

Tagliolini

Relais Le Jardin – Tagliolini

Tagliolini all’ortica mantecati al burro affumicato, ricci di mare, polvere di lime fermentato e salsa di ostriche Gillardeau. La pasta fresca è di buona fattura, tanto per spessore quanto per porosità. Ricci di mare e salsa di ostriche spingono nuovamente sul pedale della sapidità. Al lime il compito, perfettamente eseguito, di ripulire il palato dopo ogni forchettata. Applausi.

Il carciofo

Relais Le Jardin – Il carciofo

Carciofo in doppia cottura con maionese all’aglio nero, ricotta di bufala, pepe fermentato, polvere di paprika affumicata, polvere di prezzemolo e jus di gambo di carciofo. Non è la prima volta che mi esalto con dei piatti vegetariani e questo trend sta aumentando sempre di più. Ho scoperto molta abilità da parte degli chef nel trattare l’elemento vegetale, giocando con cotture, abbinamenti più o meno audaci e consistenze.

Triglia

Relais Le Jardin – Triglia

Sandwich di triglia, gel di barbabietola, umami di sedano, spinaci clorofilla e zafferano di San Giminiano. Ottima la cottura del pesce ed ancora un grande gusto della parte vegetale del piatto.

Babà

Relais Le Jardin – Babà

Terminiamo con un babà con bagna al rhum, infusione di caramello e gel esotico su salsa tropicale e crema al mascarpone, preparato dalla talentuosa Pastry Chef Agostina De Cristo.

Quanto si spende al Relais Le Jardin

Oltre ai menù degustazione rispettivamente da 78, 95 e 120 Euro, è possibile scegliere à la carte con gli antipasti che vanno da 25 a 29 Euro, primi da 28 a 35 Euro e secondi da 36 a 38 Euro.

In conclusione possiamo asserire che il Relais Le Jardin è più di un semplice ristorante: è un viaggio attraverso sapori raffinati, innovazione culinaria e un’ospitalità senza pari. Per chi cerca un ottimo fine dining a Firenze, il Relais Le Jardin è una tappa obbligata.

Relais Le Jardin c/o Regency Hotel
Piazza Massimo D’Azeglio, 3
51121 Firenze
Tel.: 055 24 52 47
E-mail: [email protected]
Url.: regency-hotel.com

 

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