Ristorante La Cantinella, 50 anni di storia sul mare di Napoli
di Ornella Buzzone
Ci sono indirizzi che non hanno bisogno di presentazioni, perché fanno parte del racconto stesso di una città. Il ristorante La Cantinella, affacciata sul lungomare di Santa Lucia con il Vesuvio davanti agli occhi e il Golfo che si apre come un sipario naturale, è uno di quei luoghi che Napoli custodisce come un patrimonio emotivo prima ancora che gastronomico. Quest’anno compie cinquant’anni. Mezzo secolo iniziato nel 1976, quando Giorgio Rosolino padre diede vita a quello che sarebbe diventato un simbolo della cucina di mare partenopea.
All’inizio era quasi un club. Esclusivo, riservato, elegante. Si entrava con una tesserae e ogni tavolo aveva il suo telefono sip. Una veranda sul lungo mare, un’atmosfera internazionale, una Napoli sofisticata che accoglieva diplomatici, artisti, imprenditori, personalità di ogni parte del mondo. Proprio nel 1976 arrivò anche la prima stella Michelin assegnata alla città di Napoli. Un riconoscimento storico, mantenuto per oltre trent’anni, che consacrò La Cantinella come riferimento assoluto dell’alta cucina di mare. Una stella che oggi non è più sulla carta, ma resta impressa nell’identità del ristorante.
Oggi alla guida c’è ancora Giorgio Rosolino, affiancato dalla figlia Sandy. Un dialogo continuo tra esperienza e visione contemporanea, tra memoria e futuro. E tutto questo si percepisce chiaramente appena ci si siede a tavola.
Ho iniziato il mio pranzo vista mare con il salmone marinato servito con riso venere e yogurt magro. Un piatto che gioca sull’equilibrio. Il salmone, delicato e setoso, racconta una marinatura misurata, mai invadente. È un inizio elegante, contemporaneo, che dimostra quanto la tradizione qui sappia dialogare con sensibilità moderne.
Poi è arrivato il calamaro ripieno con olive e capperi. E qui si torna dritti al Mediterraneo più autentico. Il calamaro è tenerissimo, farcito con un ripieno sapido e profumato, dove olive e capperi regalano quella spinta marina e leggermente pungente che accende il piatto.. È un piatto che parla la lingua del Sud senza bisogno di traduzioni.
Le linguine con scampi, crema di zucchine e pomodoro del Piennolo sono state il cuore pulsante del percorso. La pasta è cotta alla perfezione, avvolta da una crema di zucchine vellutata che non copre ma accompagna. Gli scampi, dolci e carnosi, sono protagonisti assoluti. Il pomodoro del Piennolo, con la sua nota leggermente acidula e intensa, richiama immediatamente il territorio. È una preparazione che unisce mare e orto campano con una naturalezza disarmante.
La frittatina di spigola ripiena di fiordilatte e basilico su salsa di pomodoro, è stata una sorpresa. Un piatto che gioca con la memoria, quasi un omaggio alla tradizione napoletana, ma reinterpretato con eleganza. La spigola è delicata, il fiordilatte si scioglie al centro regalando cremosità, il basilico esplode in freschezza. È un boccone che profuma d’estate, di casa, di Napoli vera.
E poi il dessert. Una sfoglia calda
fatta al momento, farcita di mela annurca e crema pasticciera, servita con gelato alla vaniglia. La sfoglia è fragrante, la mela annurca regala quella nota leggermente acidula e profumata che pulisce il palato,
il gelato alla vaniglia completa il tutto con una carezza fredda che contrasta la temperatura della sfoglia. È un finale rassicurante e goloso, ma mai eccessivo.
Mangiare alla Cantinella significa vivere un’esperienza che va oltre il piatto. La sala luminosa, il legno caldo, il servizio attento ma mai invadente. E poi il Vesuvio lì, davanti, che rende ogni pranzo o cena qualcosa di irripetibile.
E accanto ai grandi classici di mare, ai crudi impeccabili e ai piatti che raccontano il Mediterraneo in purezza, La Cantinella non dimentica mai le proprie radici più profonde. Perché Napoli non è solo pesce, è memoria, è domenica a tavola, è sugo che sobbolle piano. E allora in carta trovi una pasta e patate che profuma di casa, polpette al sugo morbide e avvolgenti, una genovese lenta e intensa, un ragù che sa di tradizione e di tempo dedicato. È una scelta precisa, quasi identitaria: accogliere tutti. Chi desidera il mare, chi ama la cucina di terra, chi cerca il gusto autentico della storia partenopea. La Cantinella non è soltanto l’indirizzo elegante scelto dal turista che passeggia sul lungomare. È il ristorante dei napoletani, delle feste in famiglia, delle ricorrenze importanti, delle serate tra amici in cui si vuole mangiare bene e sentirsi a casa, in un ambiente ospitale, caldo, profondamente vero.
E c’è un motivo in più per prenotare. Durante l’American Cup, La Cantinella diventa un osservatorio privilegiato sul mare. Sedersi ai tavoli vista Golfo significa avere un posto in prima fila non solo per gustare una grande cucina di mare, ma anche per ammirare le regate, l’energia internazionale, le vele che tagliano l’acqua con il Vesuvio sullo sfondo. Un’esperienza che unisce sport, panorama e alta ristorazione in un’unica, irripetibile cornice.
Cinquant’anni di storia non si improvvisano. Si costruiscono giorno dopo giorno,servizio dopo servizio, con una visione chiara e una fedeltà incrollabile alla propria identità. La Cantinella è questo. Un luogo che non rincorre le mode, ma resta saldo, elegante, consapevole.
Se vuoi capire davvero cosa significa la grande cucina di mare napoletana, non limitarti a sentirne parlare. Vieni. Siediti in prima fila sul lungomare di Santa Lucia. Ordina. Assaggia. E lascia che sia il mare a raccontarti il resto.
La Cantinella
Via Cuma Angolo, Via Nazario Sauro, 42 – 80132 Napoli
Tel: 081 764 8684
Prezzo medio
Circa 50/70 euro a persona, variabile in base alla scelta del pescato, dei crudi e ai vini.
Scheda del 20 luglio 2021
Cantinella Story, Giorgio Rosolino la cucina di mare e i primi 45 anni di un locale cult di Napoli
Un locale storico che resta al passo con i tempi senza rinunciare alla sua identità. Piano piano il cambio generazionale è in corso fra Giorgio Rosolino e la figlia Sandy, la materia prima delle barche di Santa Lucia resta sempre eccellente, il servizio inappuntabile. La cucina gioca sulla essenzialità e la semplicità, senza fronzoli, si mangia il mare e si beve vino cercato dalla carta ampia e profonda fatta di vini campani, italiani e francesi.
Ecco le foto del nostro ultimo pranzo e la storia del locale, raccontata da Santa di Salvo
Il menu de La Cantinella a Napoli
La storia del ristorante La Cantinella di Napoli
di Santa Di Salvo
Anche oggi, lontani anni luce gli anni della dolce vita partenopea che si svolgeva nei locali sul lungomare, “La Cantinella” resta il salotto buono di una napoletanità che resiste al cattivo gusto contemporaneo. A tenere accesa la fiammella c’è sempre lui, Giorgio Rosolino, elegante patron di un locale orgoglioso di essere rimasto se stesso nei suoi 45 anni di vita. Compleanno che valeva la pena di festeggiare, e così è stato la scorsa settimana con un brindisi tra i clienti più affezionati e una cena collettiva che ha visto la partecipazione degli chef che si sono avvicendati ai fornelli del ristorante, primo locale a Napoli a conquistare nel 1980 la stella Michelin.
Ma di stelle e di ospiti famosi Giorgio Rosolino è restìo a parlare, lamentando una smemoratezza che in realtà è un misto di discrezione e nonchalance. Uno stile che Giorgio ha imparato da papà Angelo, un mito per tutti i manager del settore, l’uomo che creò un impero di night e ristoranti da Posillipo a via Partenope. Quelli erano tempi, vien voglia di dire. E proprio a papà nel 1976 Giorgio chiese il locale che era in gestione. Nella sala grande della Cantinella di oggi c’è stato anche un pezzo dello Shaker, lo Shaker Club. Chi ha qualche anno di troppo non ha dimenticato il ruolo centrale di questo night nella vita notturna della vivacissima Napoli anni Sessanta. La Napoli degli spogliarelli al Trocadero, gestito addirittura da una principessa Pignatelli, primo locale ad accogliere l’esibizione di un trans. La Napoli del Rosso e Nero dove si sostava per l’aperitivo. La Napoli, appunto, dello Shaker, dove erano di casa Fred Bongusto e Bruno Martino, Peppino di Capri e Marino Barreto, Franco Califano e Renato Carosone, che proprio là aveva esordito nel 1948, con un contratto di Angelo Rosolino firmato su un pezzo della carta blu in cui si avvolgeva la pasta.
Nei locali della Cantinella ci fu negli anni Sessanta un ristorante di lusso chiamato Caprice. Poi per breve tempo questi locali diventarono La Vela. Infine, con molta maggior fortuna, prende il volo La Cantinella, e Giorgio da subito riesce a dare al locale il suo imprinting personale. A partire dall’arredo coloniale realizzato dall’architetto Sandro Petti. La caratteristica “incannucciata” ancora oggi conferisce alla sala un’atmosfera calda e accogliente. E ai fornelli? Fedeltà ai piatti classici, ma con una giusta rivisitazione adatta ai tempi. Distaccandosi dal dogma dell’intoccabilità delle ricette, ma senza mai snaturarle, Giorgio Rosolino ha negli anni lavorato con i suoi chef a valorizzare i migliori prodotti di stagione e una materia prima sempre superlativa. Alla festa di questo compleanno c’erano quasi tutti: Gianni Piezzo, Edmondo Esposito, Aldo Bruno, Andrea Casillo, Basilio Avitabile, Francesco Paduano, Antonio La Volla, Ciro Economico, Roberto Simaz.
E gli ospiti famosi? Qui ne sono passati tanti da non riuscire a contarli più. Da Botero che ha regalato a Giorgio un suo disegno (“me lo sono portato a casa, confesso”) a Dario Fo che gli ha lasciato uno schizzo tanto osé da dover essere nascosto agli occhi di tutti… Pian piano arrivano anche gli aneddoti. Come quello, affascinante, dell’incontro tra Fred Bongusto e Maradona appena arrivato a Napoli. Bongusto voleva fare un disco assieme a lui, discussero tutta la sera, non si accordarono. E Claudio Baglioni che arriva a notte fonda dopo il concerto e chiede uno zabaione. “Avevamo chiuso tutto, scappai all’Excelsior a chiedere le uova e glielo preparai. In cambio lui, gentile, suonò la chitarra per noi”. Tra presidenti della Repubblica (Ciampi, Pertini, Cossiga) e politici di primo piano, per alcuni anni La Cantinella fu “la succursale di Montecitorio”. Ma anche il backstage di artisti come Brian Ferry, John Turturro, Keanu Reeves, Ron Howard, Lionel Richie, Joe Cocker. Molti passati anche per l’adiacente Cantinella Club, attivissima per alcuni anni. Ci fermiamo qui, aspettando un nuovo anniversario.
Via Cuma Angolo, Via Nazario Sauro, 42
Tel: 081 764 8684
Sempre aperto, la domenica solo a pranzoRistorante La Cantinella a Napoli




















