Scottadito a Roma, felicissima combinazione di scuola e veracità


Scottadito a Roma, Simone Coletti e Stefano Deli (foto profilo FB)

Ristorante Scottadito a Roma
Via Veglia, 14 (Montesacro – Fermata Jonio, Metro B)
Tel.
06 9716 2153
Aperto: solo a cena
Chiuso: domenica
scottaditoristorante.it

 

di Virginia Di Falco
Se è vero che l’exploit di trattorie contemporanee che ha toccato in lungo e in largo tutti i quartieri della Capitale ha un po’ stufato, soprattutto quando si veste di semi-nuovo il solito trio ricicciato di cacio e pepe-carbonara-matriciana, dobbiamo registrare negli ultimi quattro o cinque anni a Roma un numero considerevole di locali interessanti.
A nostro avviso è definibile come interessante la trattoria che riesce a tenere insieme tecnica e rusticità. Mestiere e ruspantezza, se così si può dire.
E’ il caso di Scottadito a Montesacro, aperto quattro anni fa da due chef amici e soci, Simone Coletti e Stefano Deli, con alle spalle esperienze importanti come Convivio Troiani, Acquolina e Heinz Beck in Portogallo – giusto per citarne qualcuna. Scuola e gavetta, insomma.
Poi, come suggerisce il nome, mani e testa devote al fuoco. Nel senso che sulla brace mettono praticamente di tutto (pure i fiori di zucca!).

Scottadito Roma, la sala

Scottadito a Roma, scorcio sala

L’ambiente è quasi spartano, prevale il legno scuro che ricorda, anche questo, la trattoria di una volta, con un servizio di notevole accoglienza e simpatia. La carta dei vini copre diverse regioni italiane, è ben organizzata e senza ricarichi eccessivi, con ampia mescita (bonus). Il pane lo prendono da un forno di quartiere ed è buonissimo.

Scottadito Roma, pane e pomodoro

Un menu che mette in difficoltà i più curiosi, tale è la scelta (non abbiate timore a osare, qui la doggy bag è sacra) molto ben organizzato, vario e in soddisfacente equilibro tra piatti della tradizione e abbinamenti originali.
E’ però soprattutto con gli antipasti che Simone e Stefano sembrano divertirsi di più:  i peperoni arrosto finiscono in ceviche, con salsa tonnata e ‘nduja calabrese; un cannellone ripieno di scarola e ricotta viene rinvigorito dalla mortadella arrosto; i friggitelli alla brace con salsiccia di pecora e salsa allo yogurt sono goderecci.

Scottadito a Roma, ceviche di peperone

Scottadito a Roma, ceviche di peperone, dettaglio

Scottadito a Roma, il cannellone

Scottadito a Roma, friggitelli, salsiccia di pecora e yogurt

Tra i primi piatti, buona la fregola con peperoni arrosto, alici e caprino, anche se un po’ troppo carica; sfiziosa la tagliatella tiepida con granchio blu e ventricina. Il consiglio sui secondi piatti (nel nostro caso fuori menu) è senza dubbio la lingua di manzo, doppia cottura, servita con salsa verde e patate alla brace.

Scottadito Roma, la fregola

Scottadito Roma, lingua e patate alla brace

Scottadito a Roma, la cicoria

Insomma, con i sapori e le cotture si va dritti al sodo, senza smancerie. Scuola e mestiere sono al servizio della materia prima, dal quinto quarto ai vegetali, dal pesce ai formaggi. E il piatto finale non ha mai bisogno di più di un minuto per essere presentato al tavolo.

Se fanno anche carbonara e amatriciana? Sì, le fanno. Ma se proprio volete virare sulla tradizione nuda e pura provate la scarola affogata con capperi e olive, una goduria.

Scottadito Roma, la scarola con capperi e olive

Per la chiusura dolce il faro è la classicità: tiramisù, bomba fritta, crema inglese e pesche nel vino. Conto medio sui 45 euro, rapporto qualità prezzo degno di nota. Indirizzo imperdibile.

 

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