Roma, Il Sorì l’enotavola di Paky Livieri a San Lorenzo

20/10/2018 2.9 MILA
Il Sorì, Paky Livieri

di Virginia Di Falco
Ancora più cambusa da marinaio, dopo 5 anni, Il Sorì, la bottega di Paky Livieri. In realtà cambusa da surfista, ché lui nel suo furgone in giro per l’Europa carica innanzitutto la tavola.

Il Sori',il banco
Il Sori’,il banco

E non ha mai perso la curiosità che lo porta in Francia, dai piccoli produttori di Champagne, o in Spagna, tra le onde delle Asturie.
E così qui, per gioco, un jamon buono da impazzire con sopra un’acciuga cantabrica, diventa «mare e monti», con le bolle di Reims che sono in degustazione su una lavagna sempre fitta fitta di etichette.

Il Sori', jamon iberico
Il Sori’, jamon iberico
Il Sori’,mare e monti secondo Paky Livieri

E, ancora, il roastbeef inglese ingolosito da maionese e senape, con un rosato da cesanese che risveglia e disseta il palato. E infine la sapidità e carnosità di uno sgombro pescato e conservato in un villaggio di poche anime che i sorsi di un bianco toscano biodinamico sanno trattare col rispetto che merita.

Il Sori’,roastbeef con maionese e senape

Non finirebbe mai di raccontare, Paky, affabulatore napoletano come ogni napoletano padrone di lingue e dialetti, mentre entra ed esce dal laboratorio che fa anche da piccola cucina. Taglieri di salumi e formaggi, tortillas, mozzarella di bufala di Paestum, terrine, o tapas, come quelle con i Pimientos del Piquillo, i peperoni rossi più carnosi e sodi dell’universo ancora oggi arrostiti sui carboni.

Il Sori’,pimientos del Piquillo

Si beve con una curiosità senza confini, è il caso di dire. E mentre siete con la testa Oltralpe ecco che vi si riconduce a due passi da casa, nell’azienda a pochi chilometri da Roma che vi era sfuggita.
Qui invece non sfugge nulla, in un’atmosfera di grande piacevolezza, con spesa per tutte le tasche, sia in enoteca che ai tavoli.

Il Sori’,lo sgombro delle Asturie
Il Sori’,la piccola azienda dello sgombro asturiano
Il Sori’, il Tucuca, rosato da cesanese

QUI DI SEGUITO LA NOSTRA SCHEDA DEL 2014:

di Virginia Di Falco
Sarà anche come dicono i più modaioli, che San Lorenzo a Roma “non si porta più”, surclassato da posti più alternativi, come il Pigneto o diversamente recuperati come Centocelle.
Ma per intere generazioni continua a essere il quartiere popolare al quale si è affezionati da sempre, quello degli studenti, dei locali re-interpretati più che ristrutturati, dove le idee, per anni, hanno fatto più di ingegneri e architetti messi insieme.
In tanti, invece, sono andati via negli ultimi anni. Ci sono ovviamente le eccezioni, come Tram Tram della caparbia Fabiola Di Vittorio che del suo quartiere mai e poi mai farebbe a meno.
O anche chi si è trasferito in centro con la sua attività, portando con sé ricordi e nome, come Enrico Pierri, con il suo Sanlorenzo.
Paky (Pasquale) Livieri anima napoletana trapiantata a Roma, invece, al nome San Lorenzo ha sempre associato il barbaresco di Angelo Gaja, e così ha poi deciso di chiamare la sua enotavola: il Sorì.

Il Sorì, uno scorcio della saletta

Esattamente tre anni fa ha aperto proprio qui una enoteca che è pure una piccola bottega di cose buone. Soprattutto, è anche una piccola tavola, sia calda che fredda, a seconda dei prodotti che gli arrivano in cucina e – da come si capisce subito – a seconda di come «gira ‘a capa». In carta si trovano infatti sempre almeno un piatto di carne e uno di pesce; taglieri di formaggi e salumi, crostoni (ottimo il pane) e una fantastica mozzarella di bufala di Paestum, con consegne giornaliere. Le verdure non mancano mai, grigliate o ripassate in padella. Così come il polpo, cucinato alla gallega oppure con le zucchine alla scapece.

Il Sorì, mozzarella e ricotta di Paestum

Se poi si sta sintonizzati con il suo profilo Facebook si intercettano gli appuntamenti a tema, con le ostriche e lo champagne, degustazioni di annate particolari, oppure, nei periodi di festa, con pastiere e casatielli fatti come tradizione comanda.

Ogni sera, alla lavagna trovate circa una trentina di etichette alla mescita, dalle bollicine francesi alla Mosella (che Paky conosce molto bene e adora) al Sud meno scontato, alla Campania tutta. Con prezzi più che onesti, tanto al bicchiere che sugli scaffali.
Da non perdere l’angolino della dispensa, dalla pasta al tonno, alle conserve.

Il Sorì, polpo con le zucchine alla scapece

Chè a Pasquale questo piace: selezionare e, soprattutto, condividere. L’attenzione dell’oste moderno che si legge negli occhi quando chiedi un suggerimento sul vino o quando gli è arrivato un prodotto che deve farti assaggiare.

Un posto dove si sta bene, e dove è piacevole farsi contagiare.

 

Il Sorì
Bottega Eno Gastronomica

Via dei Volsci, 51
Tel. 393 431 8681
Aperto dal lunedi al sabato, dalle 17:30 alle 20:00
Chiuso: domenica
www.ilsori.it

 

2 commenti

    marella

    (12 giugno 2014 - 17:13)

    Decisamente un gran bel posto!

    Ilaria

    (12 giugno 2014 - 23:39)

    Sembra proprio che a capa gira bbuon! Il polpo è da provare, mai mangiato con zucchine!

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