Roma, siamo stati all’Antica Pizzeria Da Michele a Flaminio: ecco com’è andata

18/3/2019 1.6 MILA
Da Michele - la pizza fritta
Da Michele – la pizza fritta

di Floriana Barone
L’Antica Pizzeria Da Michele a Napoli è un’istituzione. La prima sede romana della  famiglia Condurro è stata inaugurata alla fine del 2016: la pizzeria si trova all’interno di Explora, il Museo dei Bambini, vicino a Piazza del Popolo. E’ sicuramente la pizzeria a Roma che fa più pizze al giorno.

Da Michele
Da Michele

Una location insolita, ma molto frequentata. E anche qui, come a Napoli, non è possibile prenotare.

Da Michele - i pizzaioli davanti al forno
Da Michele – i pizzaioli davanti al forno
Da Michele - il forno Valoriani
Da Michele – il forno Valoriani

Cosa mi è piaciuto

La pizza
La pizza è quella di sempre, diventata ormai un simbolo in Italia e nel mondo: viene definita “a ruota di carro” perché straborda dal piatto. Cottura perfetta, condimento adeguato e gustoso. Per l’impasto si utilizza la farina Caputo blu e la lievitazione avviene tra le 36 e le 48 ore: il prodotto è leggerissimo.

Le pizze sul menu sono poche, segno distintivo delle pizzerie dei Condurro: se a Napoli sono solo due (la Margherita e la Marinara), a Roma si può scegliere tra quattro proposte. I pizzaioli preparano la Margherita (9€ la tradizionale, 10€ con doppia mozzarella), la Cosacca (8,50€), la Marinara (8€) e la Napoletana (11€).

Da Michele - la classica Margherita
Da Michele – la classica Margherita
Da Michele - la Margherita
Da Michele – la Margherita

Molto buono anche il calzone (‘O Cazone) con ciccioli, salame Napoli, fiordilatte di Agerola, ricotta di bufala, pecorino Dop, olio di semi e pomodoro (13€): il ripieno è abbondante e ben bilanciato.

Da Michele - il ripieno del calzone
Da Michele – il ripieno del calzone
Da Michele - il ripieno della pizza fritta
Da Michele – il ripieno della pizza fritta

Anche la pizza fritta non delude: è croccante e leggera con una farcia molto ricca e viene preparata con gli stessi ingredienti del calzone (13€).

 

Il locale
Bello il forno a legna Valoriani, posto all’entrata del locale, che dona la giusta atmosfera alla pizzeria.

I pizzaioli lavorano ininterrottamente e controllano con scrupolo tutte le pizze in uscita.

Dentro i posti a sedere sono circa 120, con un piano rialzato, oltre a un ampio ambiente esterno chiuso e luminoso, dedicato in particolare alle famiglie con bambini, molto comodo per la gestione dei più piccoli: questo spazio però è lontano dal calore e dai profumi del forno e dal banco pizza a vista.

C’è anche la possibilità di ordinare un piatto di pasta in bianco o al sugo per i bambini: un’attenzione in più che non sempre è presente nelle pizzerie.

 

I dolci
I dolci sono di ottima qualità e arrivano direttamente dall’Antica Pasticceria Vincenzo Bellavia di Napoli (6€): babà, pastiera, torta caprese e qualche altro dessert.

 

Il baba' di Vincenzo Bellavia
Il baba’ di Vincenzo BellaviaDa migliroare

Da migliorare

Il servizio in sala
Il servizio è molto veloce, ma appare un po’ distaccato. Secondo me oggi, in pizzeria, il personale di sala dovrebbe “coccolare” il cliente, spiegare la filosofia del locale, guidarlo nella scelta delle pizze, soprattutto se assaggia per la prima volta un prodotto diverso da quello romano. E, in generale, un sorriso in più non guasterebbe.

 

Gli antipasti fritti
Nota debole della pizzeria: gli Aristofritti (i fritti dell’Antico Regno di Napoli) che vengono serviti in un unico piatto, “‘A Tiella”(10€) che comprende una crostatina di riso, una crocchetta di patate e baccalà, una frittatina di pasta, un crocchè di patate, due arancini di riso, scarola, olive e capperi (ogni pezzo aggiuntivo 2,50€). La pastella è buona, ma i fritti sono piccoli e, a mio giudizio, risultano carenti di personalità, compresa la frittatina di pasta.

Da Michele - ‘A Tiella
Da Michele – ‘A Tiella
Da Michele - la frittatina di pasta
Da Michele – la frittatina di pasta

Tra gli antipasti ci sono anche i nodini fritti, accompagnati da salsa al pomodoro campano e stracciatella di bufala(10€), la Donna Carmela e cioè orologio di verdure della tradizione napoletana, con nodini fritti (15€) e la Don Michele: mozzarella di bufala aversana da 250 gr, misto di maialino casertano e contorni della tradizione, accompagnati da nodini fritti(20€).

 

Le altre voci del menu

La carta delle bevande comprende le birre d’Janara, la birra artigianale prodotta dalla Saint John’s di Faicchio(BN), Nastro Azzurro e Peroni, alcuni vini e distillati: il Piedirosso Pompeiano Igt dell’azienda vinicola Sannino (19€), Ottouve di Gragnano Doc di Salvatore Martusciello (19€), il Trentapoli Asprino d’Aversa Doc spumante brut (19€), la Falanghina Igp e la Falanghina frizzante Igp dell’Azienda vinicola Sannino (19€). Il calice di vino costa 6€, mentre i distillati 3,50€.

 

Conclusioni
L’Antica Pizzeria Da Michele rimane un indirizzo valido per una buona pizza napoletana a Roma, soprattutto per chi ama la tipologia a “ruota di carro”. A mio giudizio, sarebbe opportuno rivedere la parte dedicata ai fritti della casa, dividendoli e lavorando meglio su ogni singolo pezzo.

 

L’Antica Pizzeria Da Michele (Flaminio)
Via Flaminia, 82

00196 Roma
Tel. 06/32600432
Aperto tutti i giorni dalle 12:00 alle 17:00 e dalle 19 alle 00:00
Non si accettano prenotazioni
Il servizio al tavolo 1,50€
http://damicheleroma.it/
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8 commenti

    Dario

    (18 marzo 2019 - 16:52)

    Lodare la qualità della pizza è d’obbligo perché non si discute.
    Ma sarebbe d’obbligo anche una bella nota negativa per un prezzo che non sta né in cielo né in terra….13 euro il calzone?
    E non parlatemi di costi nella pizzeria romana che sforna più pizze al giorno di tutte le altre.

      Floriana

      (19 marzo 2019 - 15:15)

      Buonasera Dario, sinceramente non posso commentare negativamente questo prezzo perché sia il calzone che pizza fritta sono enormi. In più sono molto buoni e ben farciti.

    Paolo Mazzola

    (19 marzo 2019 - 16:13)

    Condivido il giudizio di Floriana, il servizio dovrebbe orientarsi a valorizzare il luogo e la storia dei Condurro, essere più personale e meno da catena che si sta diffondendo nel mondo. Ma la pizza per me è molto buona, ed anche l’antipasto , i nodini fritti mi è sembrato gradevole

    luca

    (20 marzo 2019 - 10:11)

    “Buonasera Dario, sinceramente non posso commentare negativamente questo prezzo perché sia il calzone che pizza fritta sono enormi”.

    Così risponde l’autrice all’obiezione di Dario. Esprimo alcune considerazioni.
    __
    Per giustificare il prezzo si prende in considerazione il parametro della QUANTITÀ.
    A)
    È un parametro trascurato nei food blog italiani:
    direi avversato, denigrato. Chi, nei commenti, ne fa cenno viene
    bacchettato e considerato un “camionista”: uno che predilige la quantità alla qualità e, quindi, con un basso livello di gusto sensoriale.
    Le trasmissioni di Rubio sulle trattorie dei camionisti dimostrano, invece, il contrario: i camionisti, verso cui esprimo simpatia, vogliono mangiar bene e sanno riconoscere un cibo ben cucinato.
    B)
    Il parametro Quantità è importante, secondo me, per arrivare a formulare, in modo corretto, la valutazione dell’importante Rapporto Q/P(qualità/prezzo).
    Questo Parametro o CRITERIO è FONDAMENTALE per stilare una classifica o una recensione:
    chi legge con attenzione, e non superficialmente, i food blog, sa già che è un criterio trascurato o preso in scarsa considerazione dai food blogger italiani.
    Perché?
    Il motivo va ricercato nella “forma mentis” prevalente dei food blogger
    e nella “mission” che li posiziona dalla parte dei ristoratori, pizzaioli, produttori ecc…
    I clienti, i consumatori sono, essenzialmente, soggetti da persuadere, influenzare ecc…a favore… dei primi accennati.
    C)
    Conclusione.
    Più volte ho dato, nei dibattiti, rilevanza al Rapporto Q/P e, quindi, mi rallegro del fatto che la Quantità
    (importante parametro per il Rapporto
    Q/P) sia stata presa in considerazione.
    __
    PS
    Ma, entrando nello specifico dei prezzi della pizzeria, il parametro Quantità riesce a convincere e a giustificare i prezzi alti?
    NO.
    PPS
    E, comunque, lodevole il fatto che, in questa recensione, vengano formulate delle critiche: evento raro sui food blog italiani.
    Perché sarebbe necessario un Cambio di Paradigma: passare dalla Promozione da Televendita a una Critica Gastronomica Seria e Coraggiosa… a favore… dei clienti e dei consumatori.
    È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago.

      floriana

      (22 marzo 2019 - 08:31)

      Buongiorno Paolo! Basterebbe poco per sistemare in generale il servizio e valorizzare una storia familiare molto importante per Napoli, soprattutto se si arriva per caso in questa pizzeria (magari entrando nel museo). Il menu ha una pagina con qualche riga sull’Antica Pizzeria Da Michele, ma non è sufficiente e io sono sempre molto curiosa sulle specialità del posto.

    Marco Galetti

    (20 marzo 2019 - 11:57)

    Lodevole la scelta di Floriana, di aver voluto trovare posto, nella sua analisi, per un inconsueto (a livello generale) “Da Migliorare” in neretto su bianco, credo sia un passo in avanti nella direzione auspicata da amici e lettori verso la critica che può essere educata, ponderata, utile a chi sforna e a chi legge con l’intenzione di assaggiare alla prima occasione

      floriana

      (22 marzo 2019 - 08:25)

      Buongiorno Luca! Ha avanzato delle giuste considerazioni sul discorso della Quantità. Molti prezzi a Roma sono alle stelle e non hanno giustificazione, soprattutto se poi prendiamo in considerazione anche l’altro criterio, quello della qualità.

        floriana

        (22 marzo 2019 - 08:37)

        Caro Marco, grazie. Non è facile scrivere una critica educata e ponderata. Spero che questa scelta possa rappresentare uno stimolo per i lettori, come hai giustamente auspicato.

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