Roma whisky festival- Distillati da riscoprire

11/3/2018 804
Cognac J.Dupont, Fanny Fougerat e Armagnac Laballe
Cognac J.Dupont, Fanny Fougerat e Armagnac Laballe

di Marina Betto

L’onda di whisky che ogni anno travolge Roma, richiamando appassionati da tutta Italia e anche dall’estero è giunta alla sua settima edizione. Oltre alle 200 degustazioni possibili e svariate masterclass che riguardano il whisky quest’anno si è potuto assaggiare  anche diversi Cognac e Armagnac che timidamente si sono proposti in questa manifestazione. L’assaggio di whisky non è così facile come quello di vino e  degustare così tante etichette in una sola volta costringe a fare una selezione preventiva magari tralasciando le etichette più note per dedicarsi alle novità o bere solo whisky con grandi invecchiamenti e più difficili da trovare. Da provare e avere è il sesto imbottigliamento ufficiale del Roma Whisky Festival Kilchoman, un single malt di Islay maturato in botti di bourbon, un’edizione limitata che non smentisce il carattere di Kilchoman ma con note più rotonde.

Whisky islandesi, irlandesi, scozzesi, indiani al Roma Whisky Festival
Whisky islandesi, irlandesi, scozzesi, indiani al Roma Whisky Festival

Floki Icelandic Whisky è prodotto in Islanda da Eimverk Distillery si distingue per la florealità che ricorda i fiori di camomilla al naso poi note più acute di verde e legni freschi, lascia aroma di bocca speziato di pepe e cannella. Floki è un whisky che fotografa la terra da cui proviene detta di ghiaccio e fuoco dove c’è l’energia geotermica dei geyser e l’acqua più pura del mondo viene sfruttata per fare questo whisky; nella versione “torbata” di Floki( Sheep Dung Smoked Reserved) viene utilizzato  per la maltazione appunto il letame  di pecora con sorprendenti note smoky delicate e poco pungenti. Paul John  peated della Johon Distilleries prodotto a Goa  India mantiene note molto morbide e florealità tropicale che si sposano bene con una pasticceria secca alla mandorla o con dessert al cioccolato. Bushmills 10- 16 e 21 anni di invecchiamento sono whiskey irlandesi prodotti nell’omonimo villaggio situato in Irlanda del Nord. Il 16 anni fa sue note spiccate di more e mirtilli dense e caratteristiche. Una delle più note distillerie irlandesi rimane Jameson  che da meno di un anno si arricchisce di due nuovi prodotti invecchiati in botti di birra. Il Jameson Caskmates invecchiato in botti di Guinness e  Ipa Edition; il primo con finish che ricorda le note tostate e di caffè e cioccolato extra dark della Guinnes, l’altro la florealità e la dolcezza di una birra Ipa, entrambi molto piacevoli sono fatti per essere gustati  in un pub. GlennGrant sosituirà a breve il whisky invecchiato 5 anni con il 10 anni poi ci saranno solo il 12 e il 18 anni; grande pulizia ed equilibrio per questo whisky conosciutissimo che proviene dallo Speyside regione delle Scozia nota per prodotti morbidi, equilibrati, floreali e freschi senza forti contrasti e asperità, una conferma e uno stile sempre gradito ed inimitabile.

Tra i bourbon americani l’immancabile assaggio di Bulleit, anche nel cocktail creato da Jerry Thomas Speakeasy  e il JackDaniel’s dall’impronta fruttata di banana che è il suo marchio di fabbrica. Tra i Cognac e Armagnac  J.Dupont e Chateau de Laquey poi il LaBalle  Bas Armagnac 3 e 12 anni imbottigliati in maniera moderna sono due prodotti molto accattivanti se si pensa che l’Armagnac ha più di 700 anni di storia. Il Cognac Fanny Fougerat Petit Cigue è una scoperta essenziale. Inanzitutto è un piccolo veleno come recita l’etichetta ( piccola cicuta) è un Cognac proveniente da Borderies avvolge con sensazioni fruttate, albicocca uva, melone via via più agrumate e leggermente pungenti è espressione di alta qualità perchè non ha bisogno di artifici.