Sapori Italiani di Andrea Ena, dalla Sardegna a Bratislava


Andrea Ena

Andrea Ena

di Bruno Sodano

La storia di Andrea Ena comincia lontano dalla Slovacchia e molto vicino al destino. «È nata nel 2002, quando ho conosciuto una ragazza slovacca a Monaco. Mi ha portato a Bratislava per farmi conoscere il suo Paese. Da lì è cambiato tutto».

Un anno dopo, nel 2003, apre il suo primo locale. Oggi è alla guida di Sapori Italiani – U Taliana, il terzo progetto della sua avventura slovacca, aperto ormai da otto anni, insieme al fratello Alessio. Un ristorante pizzeria che nel tempo è diventato molto più di un locale: un presidio di cucina italiana e, soprattutto, di identità sarda nel cuore di Bratislava. «Sapori Italiani negli anni ha portato tanto d’Italia in Slovacchia. I clienti slovacchi amano la cucina italiana, e amano anche noi italiani. La richiesta è cresciuta tanto e ogni anno cerchiamo di migliorare, perché il cliente oggi è sempre più esigente».

La pizza che cresce insieme al pubblico

Negli ultimi anni anche il concetto di pizza in Slovacchia è cambiato profondamente. «È cresciuto molto, anche grazie a 50 Top Pizza. È una motivazione non solo per noi, ma per tanti pizzaioli. Dopo la pandemia c’è stata un’ulteriore evoluzione: la pizza è condivisione, è stare insieme, è poter assaggiare gusti diversi in una serata tra amici o in famiglia».

La più richiesta resta la margherita, intramontabile. Ma il pubblico slovacco ama molto anche le pizze con prosciutto crudo e non disdegna le versioni più elaborate. Negli ultimi tempi Ena sta introducendo sempre più prodotti affumicati italiani: provola affumicata, mozzarella di bufala affumicata, ingredienti che incontrano curiosità e consenso.

La margherita di Andrea Ena

La margherita di Andrea Ena

La Sardegna come bussola

Quando gli si chiede cosa rappresenti la Sardegna, Andrea non parla solo di un luogo geografico. «Per me la Sardegna è il mare, il sole, la gente, casa. È qualcosa che a volte si spegne, ma poi si riaccende. Io torno almeno due volte l’anno, ma ho portato tanta Sardegna anche qui». Nel menu compaiono riferimenti diretti all’isola: dai primi piatti agli antipasti, fino ad alcune pizze con ingredienti simbolo come la bottarga. Una cucina italiana dichiarata, ma con un cuore sardo ben riconoscibile.

I culurgiones sardi

I culurgiones sardi

Il ristorante: un luogo che racconta

Sapori Italiani è anche uno spazio costruito per essere vissuto. Al piano inferiore la pizzeria è a vista, con il forno che domina la scena, affiancato dal bar e da una pasticceria che lavora durante tutta la giornata. La sala è ampia e luminosa, con una grande vetrata che in inverno permette di mangiare guardando la neve cadere fuori, regalando un’atmosfera quasi nordica ma con un’anima italiana. Al piano superiore si trovano lo shop e diverse sale, alcune più riservate per pranzi e cene di lavoro, con una selezione di bottiglie che accompagna bene la cucina e completa l’esperienza.

Il menu: pizzeria e ristorante insieme

La proposta è doppia e coerente: pizzeria e ristorante convivono nello stesso progetto. Il menu comprende antipasti, zuppe, insalate, piatti di pesce, primi piatti e contorni, con un’attenzione evidente alla cucina italiana e a quella sarda in particolare. Infatti non possono mancare i culurgiones sardi. Tra i primi piatti si ritrovano ricette che parlano italiano senza mediazioni, mentre la pizza resta il fulcro del progetto. L’impasto è ben lavorato, leggero, con prodotti di ottima qualità. La margherita è eseguita con grande precisione ed è proposta a un prezzo sorprendentemente accessibile per il contesto: 8,40 euro. Tra le pizze più interessanti spiccano il calzone e una versione con crema di avocado, gamberoni rossi crudi e bottarga, che unisce freschezza e equilibrio con un tocco contemporaneo. Il capitolo dolci chiude idealmente il viaggio in Sardegna: tra le proposte compare la seadas, realizzata in modo impeccabile, fedele alla tradizione e rara da trovare fuori dall’isola.

Un ristorante “slow” nel cuore della città

Sapori Italiani è pensato come un luogo aperto a tutti: famiglie, bambini, clienti business, anziani che vengono per un caffè e un tiramisù. «Siamo un ristorante-pizzeria slow food: si viene qui per gustare il prodotto italiano e per stare bene insieme». Il progetto si sviluppa su più livelli: sotto il ristorante e la pizzeria, sopra uno shop dedicato ai prodotti italiani, con una forte presenza sarda. Pane carasau, pecorino, Cannonau: chi vuole può portarsi a casa un pezzo d’Italia – e di Sardegna – direttamente da Bratislava.

50 Top Pizza come svolta

Il riconoscimento nelle classifiche internazionali ha segnato un passaggio importante. «Negli ultimi tre anni la mia vita da pizzaiolo è cambiata. È una motivazione per me e per tutti quelli che lavorano con me. Vogliamo migliorare sempre, crescere, proporre qualcosa di nuovo ma con equilibrio e con una marca italiana riconoscibile». Ena rivendica il valore del lavoro di squadra: la crescita personale come strumento per far crescere anche i collaboratori, in un progetto che punta sulla qualità, sull’identità e sulla continuità.

Un caso di integrazione gastronomica

La storia di Andrea Ena è quella di un sardo arrivato per amore e rimasto per costruire. Oggi è diventato un personaggio noto in Slovacchia, tra televisione, libri e riconoscimenti, ma la sua forza resta la semplicità del gesto: portare l’Italia – e la Sardegna – in un Paese che l’ha accolta con curiosità e rispetto. La sua pizzeria non è solo un indirizzo gastronomico, ma un esempio riuscito di integrazione culturale attraverso il cibo: una Sardegna che vive a Bratislava, senza folklore e senza nostalgia, ma con una pizza che parla chiaro.

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