Si è chiusa la terza edizione del TuttoPizza 2018


Tuttopizza

Tuttopizza

di Bruno Sodano

Si è concluso, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, “Tutto Pizza” il salone internazionale dedicato agli operatori del mondo ho.re.ca (Hotellerie-Restaurant-Catering) specializzati nel ramo pizzeria. Tantissimi sono stati gli operatori del settore e tantissimi gli addetti ai lavori che hanno letteralmente invaso i padiglioni dedicati alla Kermesse. Il taglio del nastro è stato seguito dai “numeri della pizza” emersi da un’analisi svolta da Cna Alimentare per Tuttopizza. Prima, però, vorrei focalizzare l’attenzione su quello che è diventata oggi una fiera: una sorta di Start Up. Uno degli organizzatori, Raffaele Biglietto, ha precisato: “Le Start Up sono possibili anche su prodotti tradizionali ed è un po’ quello che noi ci aspettiamo da Tuttopizza. Nonostante il sopravvento web, se si investe in una tipologia di fiera differente, dove gli espositori organizzano eventi e manifestazioni di confronto, di formazione, aumenta il numero di visitatori perché sono interessati a confrontarsi, conoscersi e scoprire tante cose nuove. – aggiunge – i dati di tutto pizza sono il risultato che è possibile fare qualcosa a Napoli pur essendo un territorio difficile. Il traguardo è generare valore, non per la società che organizza la manifestazione, bensì per tutto il comparto pizza”. Ritornando ai dati economici troviamo numeri molto interessanti e per la prima volta scorporati da quelli del complessivo settore della ristorazione.

E’ la Campania la prima regione d’Italia per numero di aziende che produce pizza (17.436) pari al 14 per cento del settore. E’ il dato che emerge dal Rapporto elaborato dal Responsabile nazionale Cna Alimentare, Gabriele Rotini, per conto di Tuttopizza, la fiera in corso di svolgimento a Napoli ideata da Raffaele Biglietto e Sergio Miccù.

Dalla ricerca si evidenzia che le Regioni del Sud rappresentano oltre il 40% delle aziende e che le regioni trainanti sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria che, insieme, occupano una fetta del 35% del comparto.

Sono stati ben sei i cluster analizzati: Bar/pizzeria, Ristoranti/pizzeria, Pizzerie da asporto, Rosticceria/pizzeria; Gastronomia/pizzeria e panetteria.

“La ricerca – ha detto Raffaele Biglietto – assume particolare rilevanza poiché per la prima volta in assoluto si è riusciti a scorporare i dati economici relativi alla vendita e quindi al consumo di pizza dal più ampio comparto della ristorazione in genere. Un rapporto doveroso per un Campania che è motore e traino d’Italia per il consumo di pizza. Il trend dei consumi è in costante crescita in tutto il territorio nazionale: i dati evidenziano – ha proseguito Biglietto – che si sfornano in Italia 8 milioni di pizze al giorno, di cui 1 milione e 100mila in Campania”.

La ricerca è stata svolta partendo dalle informazioni desumibili dai dati di Infocamere e Infoimprese. Per le pizzerie d’asporto, al taglio e le gastronomie la ricerca è stata più complessa perché molte di queste imprese non specificano il tipo di attività svolta.

In Italia le imprese che trattano il prodotto “pizza” sono 126.887. 
tra queste gli esercizi di ristorazione che offrono il servizio di somministrazione sono 76.357, di cui: 39.989 ristoranti/pizzeria – 36.368 bar/pizzeria.

Costo Medio della pizza al cliente è dai 5 ai 7 €

Il 78,8% della clientela sceglie la pizza tradizionale mentre il 6,2% pizze speciali, 12,1 la gourmet ed il 2,9% specialità inventate.

Il 93,9% produce pizza tonda;

Il 51.5% della clientela abbina la frittura alla pizza;

Il 78,8% fa servizio a tavola, il restante no.

Il 78.5% sono famiglie;

Il 60,6% usa farine 00 e macinata a pietra;

e l’84,4% dei pizzaioli usa forno a legna.

Questi sono i numeri che fanno di questo comparto uno dei più attivi dell’economia italiana

Gli organizzatori si ritengono molto soddisfatti dei risultati raggiunti e nello specifico, Sergio Miccù, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani ha dichiarato: “Abbiamo veramente messo una pietra miliare. Questo è il terzo anno ed è stata una scommessa da vincere nei confronti di chi ci credeva poco e verso quegli espositori che non ci credevano affatto. – aggiunge – dopo 20 anni di associazione abbiamo costruito tanto. Siamo partiti dall’Stg fino ad arrivare al riconoscimento Unesco ed ora abbiamo un avere propria fiera B2B sulla pizza che prima non esisteva. È una grande soddisfazione ed emozione vedere il salone pieno”.

Il secondo giorno è iniziato con una convention nazionale del pizzaiuolo  organizzata da Mondo Pizza Service -confronto tra associazioni di categoria, rappresentanti delle Istituzioni, manager dell’industria, imprenditori del settore della distribuzione di prodotti Food&Beverage, pizzaioli. Tema dell’incontro, moderato dal giornalista Luciano Pignataro, sarà: “Passato, Presente e Futuro della pizza, dei pizzaioli, delle pizzerie e dei consumi”. Intervengono: Mario Carbone (IRI-Istituto Ricerche di mercato e analisi per le aziende del largo consumo); Raffaele Cercola, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Capua e Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco all’Autonomia della Città. Hanno già manifestato la propria adesione: Hanno già manifestato la loro adesione l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Birra Peroni, Mulino Caputo, Compagnia Mercantile d’Oltremare, Moretti Forni, Sorì, Duni, Izzo Forni, Enofrigo, Perrella Distribuzione, Gma Specialità Alimentari, Caragi, Luigi Castaldi Group, Mimmo Raia per birra Castello, il fondatore del marchio Rosso Pomodoro e Gruppo Sebeto, Franco Manna e i maestri pizzaioli Franco Pepe, Enzo Coccia, Alessandro Condurro, Ciro Salvo, Gino Sorbillo, Antonio Starita, Diego Vitagliano. Al termine, festeggiamenti per i 20 anni dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Un altro avvenimento importante sono stati i risultati finali del “Trofeo Tuttopizza”. Il primo premio è andato ad una squadra italo-portoghese, il gruppo S. Martino della famiglia Mezero. La formazione, composta da quattro componenti e guidata Michele Mezero, ha totalizzato 1950 punti, superando di poco La Vita è Bella arrivata seconda con 1860 preferenze e Dell’Ulivo che si è classificato terzo con 1810 punti. Il Gruppo S. Martino , che ha 15 pizzerie nelle principali città del Portogallo, ha deciso di devolvere il premio, di 1000 euro, alla Croce Rossa del Portogallo.

Nel corso dell’evento si sono svolti anche i festeggiamenti per i 150 anni di un’azienda storica da sempre vicina al mondo della pizza e della Ristorazione, Casolaro hotellerie e per i venti anni dell’associazione Pizzaiuoli Napoletani.

L’ultimo giorno è stato da Guinnes World infatti si è stabilito un nuovo record: la pizza fritta piú lunga de mondo. Misura 7 metri e 15 centimetri.  A raggiungere il Guinness World record i 60 pizzaioli che hanno partecipato all’iniziativa organizzata dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e da Rossopomodoro durante la fiera. Il record è stato certificato dal giudice ufficiale del Guinness, Lucia Sinigagliesi.
Un’impresa per la quale è stata appositamente realizzata una friggitrice di 7,5 metri di lunghezza. Per compierla sono stati utilizzati 1500 litri di olio forniti da Olitalia, 123,5 chili di impasto per circa 83 chili di farina doppio zero Caputo, 50 chili di fiordilatte, 15 chili di ricotta, 7 chili di pomodoro pelato, 15 chili di ciccioli, basilico e pepe.

L’iniziativa, promossa da Associazione Pizzaiuoli Napoletani e Rossopomodoro è resa possibile grazie alla collaborazione delle aziende: Mulino Caputo, Sorì, Ciao il pomodoro di Napoli, C.D.A. per i ciccioli, Olitalia, Promowear per l’abbigliamento, Ultragas.

Una Kermesse che ha visto in visita il Sindaco Luigi De Magistris.