Sì Sofia, a Gromola l’ospitalità di due cugine nel nome della nonna
di Ornella Buzzone
Mi sono fermata a guardare i cestini intrecciati e, subito dopo, i numeri accanto alle camere. Avevo cominciato a visitare una country house e mi ritrovavo a fare domande su una famiglia.
Da Si Sofia succede così: un particolare incuriosisce, qualcuno te lo racconta e, stanza dopo stanza, cominci a conoscere le persone che hanno voluto questo posto. Siamo a Gromola, frazione di Capaccio Paestum.
Qui due cugine hanno dedicato alla nonna Sofia un progetto di ospitalità che porta il suo nome, preceduto da quel «Si» che viene voglia di farsi spiegare. La spiegazione arriva durante la visita. Sofia raccontava alle nipoti che quell’appellativo era una forma di rispetto, un modo per rivolgersi a una donna riconoscendole autorevolezza: una sorta di “signora Sofia”. Dopo la sua scomparsa, le nipoti hanno scelto di riprenderlo, affidando a quel nome la loro nuova avventura.
A gestire la struttura sono due cugine, una delle quali è Anna, già abituate a lavorare insieme nell’azienda di famiglia. Questa esperienza, avviata da circa un anno, le vede impegnate in prima persona nell’accoglienza. Ascoltandole, mi colpisce la precisione con cui ricordano il motivo di ogni scelta: un oggetto, una parete lasciata a vista, il numero di una camera.
Sono decisioni che hanno spesso origine molto prima dell’apertura. Il punto di partenza è un vecchio podere, con le pareti portanti in tufo. Durante il recupero, dove è stato possibile, si è scelto di far riaffiorare questo materiale, lasciando leggibile la struttura della casa. Mi piace che il passato dell’edificio si possa riconoscere anche così, nella consistenza di un muro, senza doverlo immaginare soltanto attraverso un racconto. Le camere sono cinque, con soluzioni pensate anche per esigenze diverse: una familiare e una riservata a chi viaggia con il proprio cane. Una scelta concreta, che permette di condividere il soggiorno con gli animali e di organizzare gli spazi di conseguenza. Accanto alle porte, la numerazione segue una logica tutta familiare. Il 26 rimanda alla Madonna del Buon Consiglio, alla quale il nonno era devoto; altri numeri richiamano compleanni, ricorrenze e figure care. Chiederne il significato diventa un modo per prolungare la conversazione, per scoprire qualcosa in più di chi oggi apre questa casa agli ospiti. Poi ci sono i cestini, tra le cose che ho notato per prime.
Li realizza un artigiano capace di lavorare anche a presepi e altri piccoli manufatti. Una delle proprietarie mi racconta che già da tempo si fermava ad ammirare le sue creazioni, acquistandone qualcuna per il piacere di averla con sé. Con l’apertura della country house è arrivata l’occasione di tornare nel suo laboratorio e scegliere ciò che avrebbe trovato posto qui. È un dettaglio al quale sono sensibile. Mi piace vedere il lavoro delle mani dentro una casa, soprattutto quando chi ha scelto un oggetto sa raccontarti da dove arriva e perché lo ha voluto. A tavola, questo legame con la dimensione domestica prende una forma ancora più immediata.
La colazione ha una parte dolce preparata in casa, con torte e crostate, e una proposta salata che merita spazio e appetito: uova al piatto, pane caldo, soppressata e mozzarella nella mortella.
C’è anche lo yogurt senza lattosio, un’attenzione utile per chi ha questa esigenza. Da cuoca, sono proprio le scelte della colazione a interessarmi. È uno dei momenti in cui una struttura può raccontare bene il luogo nel quale si trova, attraverso prodotti riconoscibili e preparazioni curate.
Qui il territorio entra nel primo pasto della giornata con il pane, i salumi, la mozzarella nella mortella; i dolci fatti in casa completano una tavola sulla quale viene naturale concedersi anche un assaggio salato. Di Si Sofia mi porto via soprattutto il piacere di quella visita fatta di domande e risposte, con due cugine che stanno costruendo il proprio lavoro intorno a qualcosa che le riguarda da vicino. La nonna ritorna nel nome, nelle ricorrenze scelte per le camere, nel desiderio di preparare una colazione e accogliere qualcuno. Ripenso ai numeri accanto alle porte. All’inizio mi sembravano una curiosità. Alla fine della visita, ognuno aveva cominciato ad avere un volto.
Via della Riforma, 49 – Località Gromola, 84047 Capaccio Paestum (SA).
Telefoni: +39 338 444 3178 · +39 331 336 0590
Pernottamento indicativamente da 100 € a notte, con tariffe variabili secondo periodo e tipologia di camera.








