Spazio Niko Romito Roma, non la recensione dell’anteprima dell’anteprima, ma quella di un giorno normale :-)

2/2/2018 1.8 MILA
Sabrina Romito, Valerio Capriotti e Gaia Giordano
Sabrina Romito, Valerio Capriotti e Gaia Giordano

di Virginia Di Falco

Spazio Niko Romito è tornato a Roma. Per qualche anno all’ultimo piano di Eataly, ha aperto il 27 gennaio ai Parioli in piazza Verdi dove eleganti case liberty e l’imponente palazzo che fu sede della Zecca e Poligrafico dello Stato convivono loro malgrado con una delle costruzioni in alluminio anodizzato più brutte di Roma, che ospita l’Authority del mercato e della concorrenza.
Cominciamo dunque col dire che con Spazio Niko Romito Roma c’è innanzitutto una nuova iniezione di bellezza nel quartiere: architettura, design e arredamento hanno dato forma ad una idea in linea con le altre strutture dello chef imprenditore, ma con molti spunti di originalità.

Spazio Roma, ingresso del ristorante
Spazio Roma, ingresso del ristorante

Gli indirizzi in realtà sono due, anche se i locali sono comunicanti: c’è il format “Pane e Caffè” dedicato al bar, con forno per il pane e rosticceria per la colazione e l’aperitivo, aperto dalla mattina alle 23:00 e dall’altro lato, su via D’Arezzo il ristorante vero e proprio.
Già dai primi giorni di apertura il caffè è stato preso d’assalto, sia per la prima colazione (ottimo il pane appena sfornato, con la marmellata) che per un lunch veloce: dalla focaccia con patate a quella con pomodoro, parmigiano e limone; poi ci sono le zuppe, le polpette al sugo e le fettone di pane con i carciofi alla romana, il prosciutto affettato al momento o ancora, con la ricotta e aringa affumicata.

Spazio Roma, Pane e Caffe’

Dalla pasticceria, infine, dolci da prima colazione e dessert tradizionali, come la torta di mele e pinoli, la caprese con panna oppure la zuppa inglese.

Spazio Roma, Pane e Caffe', il dessert
Spazio Roma, Pane e Caffe’, il dessert

Al ristorante, invece, i coperti sono una settantina, distribuiti tra una sala corridoio, parallela alla gigantesca cucina a vista, e la sala vera e propria ospitata in una veranda coreografica, circondata dal verde.

Spazio Roma, la sala in veranda
Spazio Roma, la sala in veranda

La pietra bianca, il legno al naturale, il ferro ricordano gli elementi di Casadonna, così come le linee essenziali e pulite di tavoli, sedie e mise en place.
In cucina, l’executive chef è Gaia Giordano, da più di cinque anni protagonista delle cucine di Spazio, prima a Roma e poi a Milano. In sala a coordinare la giovane squadra del servizio, Sabrina Romito e Valerio Capriotti, sommelier e maitre di lungo corso.

Spazio Roma, Gaia Giordano
Spazio Roma, Gaia Giordano

Insomma, un’apertura importante che si regge su spalle forti. Anzi fortissime: da un lato la fama di Niko Romito, con le sue tre stelle Michelin, dall’altro l’esperienza consolidata del team che lo affianca.
E infatti sebbene agli inizi, sala e cucina girano alla perfezione, ed è solo la comprensibile eccitazione da apertura che si respira durante tutto il pranzo a profumare di nuovo: per il resto non si avverte nessun segnale di rodaggio. Un servizio ben coordinato alterna il personale più giovane a quello più esperto; la distanza tra i tavoli e una buona insonorizzazione rendono piacevole il tempo di attesa.

Spazio Roma, amuse bouche, rabarbaro marinato
Spazio Roma, amuse bouche, rabarbaro marinato

Il menu è pulito ed essenziale: 18 voci, 6 per ogni portata, ciascuno dei piatti va dai 15 ai 18 euro. Verdure, ortaggi, legumi sono i veri protagonisti, prima ancora di pasta, pesce e carne. Il pane di grano di saragolla, appena sfornato, è buono e fragrante. La lista dei vini al bicchiere varia, curiosa e ben fatta.

Spazio Roma, pane di grano saragolla
Spazio Roma, pane di grano saragolla

Molti sono i riferimenti alle ricette della tradizione, dagli ziti cacio e pepe al baccalà e patate alla pizzaiola, dall’agnello con i carciofi al maialino alla cacciatora. Pochi i punti interrogativi, dunque, durante la lettura del menu.

Spazio Roma, Lingua brasata e rapa bianca
Spazio Roma, Lingua brasata e rapa bianca

Tra gli antipasti, elegante per gusto e presentazione la lingua brasata, vivacizzata dalla freschezza acida delle eteree sfoglie di rapa bianca. Sentori orientali, quasi da ramen contadino, nella zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne.

Spazio Roma, zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne
Spazio Roma, zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne

Tra i primi, irresistibile il richiamo al ‘Reale’, il ristorante dei genitori dove Niko Romito ha iniziato la sua carriera, al quale è dedicato il piatto di cappelletti di scampi in brodo di crostacei, profumato al dragoncello.

Spazio Roma, cappelletti dli scampi, brodo di crostacei e dragoncello. Omaggio al 'Reale'
Spazio Roma, cappelletti dli scampi, brodo di crostacei e dragoncello. Omaggio al ‘Reale’

Molto meno incisivo l’altro primo piatto provato, una zuppa di lenticchie, cazzarielli (piccoli gnocchetti di farina di semola e acqua, tipici dell’Abruzzo) e nocciole: il legume robusto e croccante, il profumo persistente e un po’ antico dei pomodori arrostiti avrebbero meritato un formato di grano duro perchè i minuscoli e fragili bocconcini di pasta fresca si perdono completamente nell’insieme.

Spazio Roma, lenticchie, cazzarielli e nocciole
Spazio Roma, lenticchie, cazzarielli e nocciole

Spazio Niko Romito Roma

Spazio Roma, Seppia arrosto, con estratto di seppia e verdure di stagione
Spazio Roma, Seppia arrosto, con estratto di seppia e verdure di stagione

Tra i secondi di pesce una tenera seppia arrosto con il suo estratto, accompagnata da verdure di stagione e da un delicato tono agrumato. Di grande efficacia, innanzitutto estetica, il piatto vegetale di radicchio tardivo e mandorle: per essenzialità e pulizia ad un primo impatto la memoria visiva corre alla verza fermentata e, paradossalmente, al piccione fondente e pistacchio del Reale di Casadonna. Sarà il rosso vivo, l’amaro assoluto, la morbidezza della crema di mandorle, unico elemento grasso. Davvero una intensa esperienza gustativa con un piatto di disarmante semplicità.

Spazio Roma, Radicchio tardivo e mandorle
Spazio Roma, Radicchio tardivo e mandorle

Chiusura dolce con un cremoso di mandorle a prova di goloso e un’intrigante crostatina integrale (con zucchero di canna) ricoperta di cioccolato bianco e profumata al pompelmo rosa.

Spazio Roma, cremoso di mandorle
Spazio Roma, cremoso di mandorle
Spazio Roma, Crostatina integrale con pompelmo rosa e cioccolato bianco
Spazio Roma, Crostatina integrale con pompelmo rosa e cioccolato bianco

In sintesi un’esperienza che consigliamo vivamente di fare. Una cucina di grande tecnica, dove Scuola ha la S maiuscola per la capacità indiscussa di saper trasmettere conoscenza e passione, senza noioso manierismo. Naturalezza ed eleganza dei piatti, ognuno con la propria storia e le proprie radici, con la sensazione di non perdere mai la bussola della Cucina italiana. Un’occasione, infine, per avvicinarsi all’alta ristorazione senza far soffrire il portafogli. Il che non guasta. Mai.

Spazio Niko Romito Roma
Piazza Verdi, 9E
06 8535 2523
Aperto: tutti i giorni a pranzo e a cena. Gastronomia e caffetteria dalle 7:30 alle 23:00.
www.spazionikoromito.com

 

3 commenti

    Marco Galetti

    (2 febbraio 2018 - 13:17)

    Cara Virginia,
    intanto complimenti, chi si avvicina come te da cliente, può raccontare quel che prova libero dai condizionamenti delle serate di gala che fanno meno gola, in fondo.
    Dato che nei piatti, come nelle nuvole, ognuno ci vede quello che vuole, in quel radicchio ho intravisto un calamaro…

    Angelina

    (2 febbraio 2018 - 17:53)

    Magici!

      Virginia

      (2 febbraio 2018 - 18:55)

      @Marco: diciamo che qui la fantasia viaggia parecchio, e stimoli e suggestioni non mancano. Una bella esperienza. Ti piacerebbe :)
      P.S.: no risotti, però ;)

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