Spirito di famiglia e visione moderna – la cucina di Alfonso Fabozzi da Svinati a Trentola Ducenta


Svinati
Viale Salvo d’ Acquisto, 81038 Trentola Ducenta CE

377 363 4194
Aperto pranzo e cena – Martedì chiuso – Domenica solo pranzo

Svinati – Miriana e Alfonso

di Francesca Pace

Svinati, a Trentola Ducenta, non è il solito bistrot. Il nome stesso racchiude l’anima profonda della struttura: nasce dal ricordo affettuoso di un’usanza di famiglia, quella di riunirsi per fare il vino. Il momento clou era preannunciato a gran voce dalla nonna con l’annuncio della svinatura, un rito che segnava l’inizio della festa, della condivisione e della convivialità attorno alla tavola. Ed è proprio questo il messaggio che si respira oggi in sala, un punto di incontro caldo e genuinamente accogliente per gli ospiti.

Svinati – La sala

Questa atmosfera di casa, impreziosita da eleganti suppellettili vintage, è frutto di una decisione precisa e coraggiosa maturata nel post-Covid. Un tempo anche pizzeria, la struttura ha vissuto una vera e propria evoluzione quando il proprietario e chef Alfonso Fabozzi, insieme alla compagna di vita e di avventura Miriana Verrone, ha deciso di ridisegnare il concept: meno coperti, un ambiente più intimo e la volontà di far vivere a chiunque si sieda al tavolo un’esperienza personale, curata e sartoriale. Figlio d’arte — con il padre titolare di una nota pasticceria della zona —, Alfonso ha sentito fin da giovanissimo una vocazione differente, scegliendo già all’età di quindici anni la strada dei fornelli per inseguire la sua passione per la cucina salata e la ricerca del gusto.

SVinati- Sala

Il menù è estremamente versatile: qui ci si può fermare per un easy lunch oppure concedersi una cena più articolata. Il mio percorso è partito con un benvenuto sfizioso: perfetta la croccantezza del gambero mandorlato, fragrante la focaccia con tonno rosso, olive e pistacchio, e squisita la crocchetta di baccalà mantecato, apprezzata particolarmente per cremosità e bilanciamento dei sapori.

Svinati – Antipasti

La sequenza è proseguita con i bocconcini di rana pescatrice serviti con una vellutata salsa beurre blanc allo champagne, elegante richiamo al periodo di formazione dello chef in Francia.

Svinati – Rana Pescatrice

Sorprendono poi la zuppetta di ceci, mazzancolle e menta, dove la nota aromatica crea un perfetto contrasto con la dolcezza dei legumi e dei crostacei, e un’originalissima tagliatella di seppia condita con pesto di pomodorini semisecchi e mandorle: un divertente gioco visivo che all’apparenza simula un piatto di pasta, offrendo invece un morso marino, vibrante e cremosissimo.

Svinati – Zuppa di ceci e mazzancolle

Svinati – Tagliatelle di seppia

I primi piatti confermano il talento e la concretezza di Alfonso, come dimostrano gli spaghetti con tartare di gamberi e zest di limone, saporiti e ben equilibrati, prima di concludere in dolcezza con una classica e ben eseguita millefoglie con crema e mou.

SVinati – Spaghetti tartare di gamberi

Svinati – Millefoglie

A valorizzare la proposta ho gradito l’abbinamento, proposto da Miriana, con il territorio: il Publius (cantina Gaia Felix), uno spumante rifermentato da uve Asprinio di Aversa coltivate a regime biodinamico.

Questo vino — dedicato nel nome a Scipione l’Africano — incarna la tradizione locale e tipica dell’alberata, raccontata anche in etichetta: un sorso ricco di brio, con una vibrante acidità e una spiccata mineralità, capace di esaltare la grassezza e le note marine della cucina.

Al di là dell’aspetto culinario, c’è un valore ancora più profondo, che mi ha colpita molto, in questo progetto. In una terra complessa, spesso penalizzata da narrazioni dolorose e da cronache difficili legate ai territori vicini, il percorso di Alfonso e Miriana rappresenta una vera fiammella di speranza. Lo chef vuole fortemente restare e investire qui, in un paese dove le proposte di questo livello scarseggiano, spinto dal desiderio viscerale di valorizzare le proprie radici e dimostrare che anche in questo territorio si può fare alta ristorazione con identità, coraggio e cuore.

50 euro pp vini esclusi

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