Spumanti Daunia, la piccola Franciacorta del Sud

5/10/2019 1.9 MILA
Spumanti Daunia
Spumanti Daunia

di Stefania Leo

Daunia, culla dello spumante made in Puglia

La Puglia contemporanea è piena di bollicine. Lo spumante ottenuto da vitigni autoctoni seduce sempre di più i ristoratori della regione. A gettare le basi per la nascita della spumantistica pugliese è la cantina d’Araprì di San Severo (FG), che dal 1979 lavora solo per produrre solo spumanti metodo classico. Ispirati dal successo di una cantina che da sola fa 120.000 bottiglie all’anno, commercializzate in Italia e all’estero, molti vicini di casa hanno iniziato a guardare con occhi diversi i grappoli di bombino bianco.

Spumante d'Arapri'
Spumante d’Arapri’

 

La mappa dello spumante dauno

Parte da San Severo la catenella di bollicine che ha trasformato l’intera provincia di Foggia in metà ideale per l’appassionato di spumanti. Oltre D’Araprì, le cantine che producono solo spumante metodo classico nella cittadina sono 7 Campanili, Cantine Re Dauno, Pisan-Battel. Tra le aziende che hanno inserito questo prodotto tra le proprie referenze ci sono la Cantina Ariano, Teanum (che produce anche spumanti metodo Martinotti o charmat) e Tenuta Coppadoro. Cantina Terre Federiciane produce solo spumanti metodo Martinotti. “L’agro di San Severo è molto grande per questo, storicamente, è stato un po’ il rompighiaccio che ha permesso la diffusione della produzione di spumante in tutta la Puglia”, spiega Amedeo Renzulli, sommelier e Delegato AIS Foggia. “D’Arapì ha sdoganato il metodo classico con vitigni diversi, puntando soprattutto sul bombino bianco, vitigno tipico della zona che ha contribuito al San Severo Doc, prima DOC di Puglia, smentendo l’idea che lo spumante si potesse fare solo con Chardonnay e Pinot nero.

Selezione spumanti Daunia
Selezione spumanti Daunia

Uscendo da San Severo, a 24 chilometri si trova San Marco in Lamis, centro dauno che ha dato i natali alla Tenuta Bonfitto e alle Cantine De Lamis, anche loro specializzate in solo spumante metodo classico. Questo prodotto ha appassionato altre cantine della provincia foggiana, che hanno iniziato a impratichirsi con le bollicine. Svetta l’esperienza di Alberto Longo di Lucera, che produce anche spumante metodo charmat, Caiaffa Vini (Cerignola), Cantine Elda (Troia), Kandea (Candela), Cantine Le Grotte (Apricena), Cantine Spelonga (Stornara), Ciatò Cocciatosta (Castelluccio dei sauri, che fa solo spumante metodo classico), Colli Liburni (San Paolo di Civitate), De Canto Società Cooperativa (Troia), Masseria nel Sole (Lucera), Sessanta Passi (Ortanova), Triconza Vini (Ortanova), Valentina Passalacqua (Apricena, cantina che si è fatta notare per i suoi vini biologici).

Queste cantine lavorano prevalentemente con quattro vitigni: il Bombino Bianco, il Pinot Nero, il Nero di Troia e il Montepulciano. Questi ultimi tre a bacca rossa vengono vinificati sia in bianco che in rosé. Altri vitigni utilizzati in Puglia per fare spumanti sono Aglianico, Falanghina e Susummaniello.

 

I numeri dello spumante in Puglia

Secondo i dati forniti da Amedeo Renzulli di AIS Foggia, la Puglia produce ogni anno circa 300.000 bottiglie di spumante metodo classico. Di queste, solo 120.000 le fa d’Araprì. Le realtà che adottano il metodo Martinotti in tutta la Regione arrivano a immettere sul mercato circa 3 milioni di bottiglie. Le cantine che vanno ad alimentare questo segmento produttivo sono Cantina Albea (Alberobello, Ba), Cantina Diomede (Canosa di Puglia, Ba), Cantina Sociale Cooperativa ‘Pietro Tauro’ (Alberobello, Ba), Cantina Due Palme (Cellino San Marco, Br), Cantina Vecchia Torre (Leverano, Le), Cantina San Pancrazio (San Pancrazio Salentino, Le), Cantine Coppi (Turi, Ba), Cantina Giancarlo Ceci (Andria, Bt), Cantina Crifo (Ruvo di Puglia, Ba), I Pastini (Martina Franca, Ta), Leone De Castris (Salice Salentino, Le), Cantine Paolo Leo (San Donaci, Br), Polvanera (Gioia del Colle, Ba), Cantine San Marzano (San Marzano di San Giuseppe, Ta), Tenuta Viglione (Santeramo in Colle, Ba), Tenute Rubino (Brindisi), Azienda Agricola Vetrère (Taranto). Queste realtà hanno maturato una interessante consapevolezza e arte nel prodotto spumante, ma senza rinunciare al segmento vino fermo.

Selezione Spumanti Puglia
Selezione Spumanti Puglia

Benché lo spumante di d’Araprì si sia ritagliato un’importante fetta di mercato all’estero, secondo Renzulli il problema della scarsa conoscenza di questo prodotto nella regione sta nell’esterofilia dei ristoratori: “cercano di ottimizzare i guadagni invece di promuovere il territorio. Bisognerebbe invece collegare il turismo ai prodotti del territorio”.

Le nuove leve dello spumante dauno si stanno ritagliando importanti spazi commerciali. È il caso di Pisan Battel, Longo, Teanum, Elda di troia, Le Grotte di Apricena, la Masseria nel Sole, “che oltre a  ottimi vini, produce un ottimo spumante”. “La chiave del successo – sottolinea l’esperto – è il mantenimento dell’identità, come ha fatto d’Araprì e come a suo modo sta facendo anche Valentina Passalacqua, che con il suo prodotto si è ritagliata una nicchia importante”.

Mescita spumanti Puglia
Mescita spumanti Puglia

Il futuro dello spumante pugliese

Il futuro dello spumante pugliese passa per due tappe obbligate. Secondo Renzulli in primo luogo ci vuole maggiore sinergia tra le cantine: “Franciacorta, Trentodoc, Oltrepò pavese sono zone in cui prosperano i consorzi. Da noi no, e questo è il più grave problema”. La seconda azione da compiere è lavorare sul marketing territoriale, proprio per consolidare il legame fra cibo e regione. Qualche piccolo passo si sta compiendo grazie a eventi che mettono lo spumante al centro della scena, come Bollicine di Puglia a Monte Sant’Antangelo (Fg) e Ostuni Sparkling Wine. L’ultima edizione de I Percorsi del Vino di Corato (Ba) è stata dedicata proprio agli spumanti e i vini bianchi di Puglia, per offrire un’altra vetrina alle bollicine autoctone.

spumante pugliese