Terrazza Gellivs a Odero: il tempo, il gusto e la visione


Terrazza Gellivs

di Valentina Ruzza

Oderzo è una città che conserva la propria storia sotto i passi di chi la attraversa. Tracce romane, stratificazioni, architetture e memoria convivono con il presente, restituendo un’identità precisa, difficile da separare dal luogo. È dentro questa dimensione che Gellivs ha costruito negli anni il proprio racconto gastronomico. Non semplicemente un ristorante, ma un progetto capace di tenere insieme cucina, territorio, ricerca e ospitalità, lasciando che la storia di Oderzo entri fisicamente nell’esperienza dell’ospite. Accanto alla dimensione gastronomica del ristorante stellato prendono forma Terrazza Gellivs e Spazio Gellivs, due anime differenti ma complementari, nate dalla medesima visione.

Terrazza Gellivs – Antipasto con bottiglia

La prima guarda la città dall’alto, affacciandosi sulla piazza principale di Oderzo, e interpreta con maggiore libertà il linguaggio del bistrot contemporaneo e del cocktail bar. Il secondo scende invece nelle profondità della città: al piano inferiore, Spazio Gellivs si apre direttamente sull’area archeologica dell’antica Opitergium, regalando una delle suggestioni più particolari del progetto. Qui la storia non viene semplicemente raccontata.

Terrazza Gellivs – Menù

È davanti agli occhi. Il risultato è un contrasto affascinante: sopra, la vitalità della piazza e una cucina pensata anche per la condivisione; sotto, il silenzio e la forza evocativa delle testimonianze romane. Due piani, due atmosfere, un’unica identità. Dietro questa costruzione c’è la visione di Alessandro Breda, che continua a sviluppare Gellivs mantenendo un equilibrio tutt’altro che semplice: rispettare ciò che il ristorante è stato senza trasformare la tradizione in immobilismo. La stella Michelin, arrivata nel 2004, rappresenta naturalmente uno dei capitoli fondamentali della storia del locale, ma sarebbe riduttivo leggere l’evoluzione di Gellivs esclusivamente attraverso il riconoscimento.

Ostriche in vassoio

Più interessante è osservare come, negli anni, il progetto abbia saputo allargare i propri confini conservando una cifra riconoscibile. Terrazza Gellivs ne è probabilmente l’esempio più immediato. Il menu guarda dichiaratamente oltre i confini italiani. “Sapori dal mondo” non rimane uno slogan, ma diventa una chiave di lettura della cucina: suggestioni asiatiche, sudamericane e mediterranee entrano in una proposta agile, contemporanea, costruita attraverso piatti da condividere e assaggi che giocano sulle contaminazioni senza rinunciare alla tecnica. Arrivano così i gyoza vegetariani con ponzu e chutney di albicocca, i tacos al pastor con pancia di maialino e ananas, oppure il farro alla siciliana con feta e melanzane.

Terrazza Gellivs – Misto aperitivo

Preparazioni diverse per provenienza e costruzione, accomunate da una precisa idea di cucina: permettere all’ospite di muoversi tra sapori differenti durante la stessa esperienza, conservando immediatezza e riconoscibilità. Anche l’aperitivo segue questa direzione.

Terrazza Gellivs – Misto aperitivo

Finger food e tapas accompagnano una proposta gastronomica che non considera il momento del bere come qualcosa di separato dalla cucina. Anzi, è proprio nel rapporto tra piatto e bicchiere che la Terrazza trova uno dei suoi tratti più contemporanei. La mixology rappresenta infatti un altro asse centrale del progetto.

Terrazza Gellivs – Champagne e ostriche

Con Explore, attivo durante tutto l’anno, Terrazza Gellivs diventa periodicamente uno spazio di incontro tra bartender, aziende, produttori e nuove interpretazioni del bere miscelato. Non soltanto serate-evento, dunque, ma occasioni attraverso le quali il locale modifica ritmo e linguaggio mantenendo viva la componente di ricerca. A guidare il comparto è Lucas Kelm, bartender dal percorso internazionale, maturato tra Argentina, Spagna, Francia e Nord Africa.

Terrazza Gellivs – Cocktail

Un bagaglio culturale che si ritrova inevitabilmente nel bicchiere e soprattutto nel modo di concepire il cocktail: non soltanto attraverso il gusto, ma attraverso presentazione, racconto e relazione con lo spazio. Emblematico è il Wembley, costruito attorno a un cordiale al cetriolo e servito richiamando visivamente un campo da calcio. Oppure l’Olympia, drink ispirato al Penicillin la cui presentazione dialoga direttamente con l’eredità romana di Oderzo attraverso una colonna che diventa parte della scenografia.

Terrazza Gellivs – Degustazione aperitivo

Una teatralità che, quando rimane funzionale al contenuto, aggiunge un ulteriore livello all’esperienza. Interessante anche l’attenzione alla proposta analcolica, raccolta sotto il nome “Zero Pensieri”. Il Solero, con cordiale di mango, spuma di limone e ghiacciolo, dimostra quanto il mondo alcohol free possa ormai essere considerato una componente autonoma della miscelazione contemporanea e non una semplice alternativa di servizio. È forse proprio questa capacità di muoversi su registri differenti a raccontare meglio il Gellivs di oggi. Alta cucina e informalità, archeologia e contemporaneità, piatto e cocktail, memoria e contaminazione convivono senza la necessità di scegliere una sola definizione. Terrazza Gellivs e Spazio Gellivs non cercano di replicare il ristorante stellato in una forma più semplice. Ne ampliano piuttosto il pensiero. E nel centro di Oderzo, tra la piazza che scorre sopra e l’antica Opitergium che riaffiora sotto, Gellivs continua così a fare una delle cose più difficili per un locale con una storia importante: evolvere senza diventare irriconoscibile.

 

Terrazza Gellivs
Via Calle Pretoria, 3 – 31046 Oderzo (TV)
Telefono: 378 306 6423
Sito web: gellivs.it

Tipologia: bistrot contemporaneo e cocktail barProposta: piatti da condividere, tapas, contaminazioni internazionali, cocktail d’autore e proposta analcolica

Bartender: Lucas Kelm
Progetto mixology: Explore

Contesto: centro storico di Oderzo, all’interno del progetto Gellivs e in dialogo con Spazio Gellivs e l’area archeologica dell’antica Opitergium.

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