I Tigli di Simone Padoan: alle origini della rivoluzione della pizza al Nord

3/1/2018 3.5 MILA
I Tigli. Simone Padoan al lavoro

di Albert Sapere

I Tigli. Via Camporosolo 11. San Bonifacio (Verona).
Tel. +39 045 6102606

Simone Padoan, veneto di Verona, nato nel 1971. Nel 1994 apre I Tigli a San Bonifacio. All’inizio degli anni 2000 parte il suo contributo alla pizza contemporanea, più o meno nello stesso periodo, cosa del tutto casuale, come sempre accade nelle rivoluzioni, Gabriele Bonci nel centro Italia ed Enzo Coccia a Napoli capitale della pizza, ridisegnavano il concetto di qualità della pizza.

Torniamo ai Tigli dopo un paio d’anni, troviamo Simone pieno di energia, l’asticella è ancora più alta e la differenza tra lui e chi fa uno stile di pizza riconducibile al suo è ancora maggiore. Si stile di pizza riconducibile al suo, perchè Simone come dicevamo prima è stato sicuro un antesignano.

Ai più distratti l’impronta che il pizzaiolo veneto ha portato nel mondo della pizza potrebbe essere l’idea di servire la pizza già tagliata a spicchi e con qualche ingrediente messo sopra all’uscita dal forno. Solo ai più distratti però. Simone, più di tutti, “cucina” su un disco di pasta, molto ben lievitato.

Altro sdoganamento a cui ha contribuito è stato che attraverso una pizza “ragionata” nel topping, un pizzaiolo potesse “esprimersi”, lanciare dei “messaggi”. Oggi è senza dubbio un pizzaiolo al vertice del panorama italiano e quindi mondiale come dimostra il 5° posto in 50 top pizza.

La margherita che abbiamo assaggiato prevede che la mozzarella di bufala campana venga leggermente riscaldata per sprigionare ancora di più la sua parte grassa e rendere ancora più piacevole il morso.

La focaccia con impasto al mais, viene condita con spinaci e pinoli e completata con del baccalà mantecato. Il gusto è delicato e la nota vegetale, quasi ferrosa degli spinaci riesce a “spezzare” molto bene.

Tutta giocata sulle note vegetali la zucca e i suoi semi con cipolla in carpione, completata con della provala affumicata.

La pizza del viaggio è stata quella con la faraona cotta al forno e i broccoli. La faraona era cotta alla perfezione, la nota vegetale e amarognola dei broccoli bilanciava in maniera perfetta ogni morso.

Pasticceria fatta in casa, di un livello davvero notevole, sui lievitati Simone è veramente bravo e la torta alla rosa e il piccolo panettone sono due piccoli assaggi deliziosi.

Conclusioni
Una delle migliori pizzerie d’Italia e del mondo, con uno stile tutto personale, un servizio attento (premio servizio di sala dell’anno per 50 top pizza) .
Come usiamo spesso dire: una delle pizzerie da provare almeno una volta nella vita.

Questa la nostra pausa pranzo. Siamo a San Bonifacio da @simonepadoan nel suo bellissimo locale #itigli.

Publié par Luciano Pignataro Wine Blog sur vendredi 15 décembre 2017

2 commenti

    friariello

    (3 gennaio 2018 - 21:33)

    Perchè chiamarla pizza? Focaccia andava bene.C’è quella di Recco ad esempio,la si poteva chiamare Focaccia di Verona e non avrebbe creato equivoci.

    Nome&Cognome

    (4 gennaio 2018 - 10:04)

    FOCACCIA! La pizza è un’altra cosa.

I commenti sono chiusi.