Trentodoc: sette etichette da non perdere per finire l’anno alla grande

29/11/2016 2.5 MILA
Trento doc, degustazione al Museo
Trento doc, degustazione al Museo

di Adele Elisabetta Granieri

Quella del metodo classico in Trentino è la storia di una sfida ambiziosa e caparbia iniziata un secolo e mezzo fa, quando Giulio Ferrari intuì le potenzialità  di  spumantizzazione delle uve di montagna e diede la spinta a tutti gli altri produttori. Classe 1879, frequentò l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige per poi affrontare una serie di viaggi studio nella zona di Epernay. Ferrari seppe cogliere la somiglianza tra il Trentino e la Champagne e iniziò così a produrre nel 1902 le sue prime 200 bottiglie, seguendo le regole apprese oltralpe.

A lui seguirono molte altre aziende, fino ad arrivare al 1993, anno in cui Trentodoc ottenne  la prima Denominazione di Origine Controllata in Italia riservata ad uno spumante metodo

classico.

Le uve dalle quali si ottiene sono Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco e Pinot Meunier. La vendemmia è svolta manualmente e la maturazione in bottiglia varia da un minimo di 15 mesi (36 per la tipologia “riserva”), fino a 10 anni sui lieviti per i Trentodoc più raffinati ed evoluti.

Il marchio collettivo Trentodoc è nato nel giugno del 2007 e raggruppa 45 case spumantistiche, la cui promozione è affidata all’Istituto Trento Doc, autore di coinvolgenti iniziative volte a far conoscere la qualità degli spumanti nel mondo. “Bollicine sulla città” è una di queste, volta ad animare per circa un mese, dal 18 Novembre all’11 Dicembre, la città del Concilio con le bollicine di montagna.
Da quest’anno Trentodoc sarà partner di AIS per il Concorso che assegna il titolo di Miglior Sommelier d’Italia dell’associazione e il premio Trentodoc.

Palazzo Roccabruna e il Muse – Museo delle Scienze hanno ospitato le degustazioni di oltre 100 etichette proposte direttamente dai produttori e tra queste vi segnalo i migliori assaggi:

  • Revì Paladino Extra Brut 2010
    Chardonnay in purezza da coltivazione biologica che profuma di mela verde, rosa canina e crosta di pane. Il sorso si espande pieno e succoso, ben consistente e strutturato, con una bella vena sapida e una freschezza ricca di nerbo, che ne rendono gradevolissima la beva.
  • Balter Dosaggio Zero Riserva 2010
    Cuvée è composta all’80% da Chardonnay e per il 20% da Pinot nero, da vigneti coltivati in parte a filare Guyot e in parte a pergola trentina. Il risultato è un vino dai sentori di fiori bianchi, fieno ed erbe di montagna. In bocca è deciso, nervoso, senza sbavature, di bella verticalità, mineralità e tanto sale.
  • Bellaveder Brut Nature Riserva 2011
    Da uve 100% Chardonnay, profuma di pesca bianca, agrumi e cipria, su un sottofondo minerale di grande finezza. La bocca è tesa, precisa, dal sorso ritmato e leggiadro ed un bel ritorno salino.
  • Cantina d’Isera 1907 Extra Brut S.A
  • Chardonnay in purezza, sosta 36 mesi sui lieviti. Al naso evoca note di ananas, pompelmo in particolare e fiori di camomilla. Il sorso offre grande freschezza ed un ritmo ben modulato, il finale è rigenerante, con continui ritorni agrumati.
  • San Michael Brut Riserva 2009
  • La presenza di un 45% di Pinot Nero ad arricchire la base di Chardonnay e la sosta di 72 mesi sui lieviti regalano un vino ricco, ampio, consistente e maturo, dai sentori di mela golden, glicine e note di pasticceria. Il sorso è cremoso, materico e suadente.
  • Zeni Giorgio Brut 2010
  • Da uve 100% Chardonnay, profuma di frutti esotici, salvia e fiori bianchi, con un leggero sottofondo di gesso. In bocca è elegante, ricco e dinamico allo stesso tempo, con una piacevole vena salina.
  • Etyssa Cuvée n°1 Extra Brut 2012
    Da uve Chardonnay, vinificate per il 90% in acciaio e per il restante 10% in tonneaux, questo spumante è prodotto da quattro giovani neo-enologi contagiati dall’avventura delle bollicine. Profuma di pera coscia e biancospino, di erba fresca e roccia bagnata, con un lieve ricordo di nocciola tostata. In bocca è dritto, preciso, dal sorso pieno ed intrigante.