Un dolce antico racconta la storia del territorio: la barchiglia
di Antonino Siniscalchi
Un piccolo scrigno di pasta e profumi mediterranei capace di attraversare i secoli e tornare protagonista sulle tavole stabiesi. Mercoledì 4 marzo, alle ore 17.30, al ristorante Francesco & Co. si terrà la degustazione e presentazione della “barchiglia”, dolce storico che per lungo tempo è stato sinonimo di identità e raffinatezza per Castellammare di Stabia. Modera Titti Esposito.
A fare gli onori di casa sarà la chef e scrittrice Rosanna Fienga, promotrice di un progetto dolciario che affonda le radici nella memoria del territorio. Insieme allo storico Giuseppe Plaitano, presidente dell’Archivio Plaitano, la chef guiderà il pubblico in un viaggio tra cucina e storia, riscoprendo un dessert che già due secoli fa faceva parlare di sé. A citarlo, infatti, fu persino Ferdinando I delle Due Sicilie, che ne scriveva con entusiasmo alla sua seconda moglie, testimoniando quanto la barchiglia fosse apprezzata nelle corti del Regno delle Due Sicilie.
Nata, secondo le fonti, tra le mura di un convento, la barchiglia era considerata una vera opera d’arte dolciaria: raffinata nella forma, intensa nei profumi, equilibrata nei sapori. Un dolce che raccontava il territorio attraverso ingredienti simbolo del Mediterraneo, trasformando la semplicità in eleganza.
“Questo dolce non è una semplice ricetta – spiega Giuseppe Plaitano – ma una partitura di sapori dove ogni ingrediente è una nota che risuona da secoli. È un’opera d’arte effimera che muore nel palato per rinascere nella memoria”. Parole che restituiscono il senso di un progetto culturale prima ancora che gastronomico, fondato su documenti e scritti raccolti dall’Archivio, nei quali la barchiglia emerge come emblema della Castellammare ottocentesca.
Entusiasta anche Rosanna Fienga, che in cucina lavora per restituire dignità e visibilità a questa eccellenza dimenticata. “È un dolce che vuole rinascere dall’oblio del tempo – afferma – per raccontare un territorio aspro, antico, sempre pronto a declinare la cultura che ha contraddistinto una potente dinastia e una delle corti più raffinate dell’epoca. Racchiude il Sud in un’unica creazione e vuole riemergere per rivoluzionare la nostra storia”.
L’iniziativa vedrà la partecipazione di autorità civili e religiose, associazioni e scuole del territorio, a conferma di come la riscoperta della barchiglia rappresenti un momento di condivisione collettiva. Non solo una degustazione, dunque, ma un appuntamento con la memoria, dove passato e presente si incontrano nel segno del gusto e dell’identità stabiese.

