Un’iniziativa promossa da Mulino Caputo, Valore Italia e Accademia di Belle Arti di Napoli


È stata presentata oggi, negli spazi del Real Albergo dei Poveri, la seconda edizione del Premio Caputo, “Napoli porta per il
Mediterraneo”.

Antimo Caputo – AD Mulino Caputo. Carmine Caputo -Presidente Mulino Caputo e Salvatore Amura – AD Valore Italia

Il capoluogo campano si riafferma così baricentro culturale del Mare Nostrum grazie a questo progetto, nato dalla sinergia tra Mulino Caputo, Valore Italia e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, che trasforma la città partenopea in un laboratorio a cielo aperto per l’integrazione, la formazione e l’innovazione artistica, mettendo in connessione le nuove generazioni delle sponde nord e sud del Mediterraneo.

« Questa seconda edizione  – afferma Antimo Caputo, CEO del Mulino – vuole dare vita a un luogo immaginario: il Mediterraneo. Oggi abbiamo dei giovani straordinari, c’è bisogno di aprire connessioni e creare spazi a loro dedicati. Napoli, infatti, per sua natura è evocativa ed è paradossalmente molto più vicina a tutti i Paesi mediterranei di quanto non lo sia a Milano o Amburgo. Attraverso i gemellaggi culturali si costruisce anche la pace. È straordinario vedere come l’arte incontri poi il cibo: questo linguaggio espressivo si tramuterà in farina, grano e impasti, elementi concreti del nostro mondo. Creiamo così un’osmosi che sia foriera di qualcosa di buono non solo per il futuro, ma per il presente dei nostri ragazzi, permettendo loro di vivere un’esperienza di valore direttamente qui».

Il cuore dell’iniziativa si terrà dal 16 al 27 novembre 2026, quando i laboratori e le aule dell’Accademia ospiteranno 24 giovani emergenti: 12 allievi campani e 12 talenti provenienti da sei prestigiose istituzioni accademiche di cinque Paesi della sponda meridionale e orientale: Marocco: INBA di Tétouan ed ESBAC di Casablanca; Libano: Islamic University of Lebanon (Beirut); Tunisia: ISBAT di Tunisi; Egitto: Helwan University (Il Cairo); Giordania: University of Jordan (Amman).

Suddivisi in due gruppi di lavoro eterogenei, i giovani creativi non si limiteranno a esporre opere preesistenti, ma daranno vita a dodici produzioni inedite e collettive. Performance, sculture, installazioni multimediali e interventi  site-specific nasceranno dal contatto diretto, dallo scambio linguistico e dalla fusione di sensibilità differenti. I lavori realizzati saranno svelati al pubblico durante la mostra conclusiva, allestita sempre al Real Albergo dei Poveri nelle giornate del 28 e 29 novembre 2026.

«Grazie a Antimo Caputo, abbiamo messo al centro l’integrazione culturale e il soft power come strumenti fondamentali di dialogo tra i popoli – spiega Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia – Insieme al Comune di Napoli, al Ministero degli Affari Esteri e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, portiamo in città studenti provenienti da importanti istituzioni formative di cinque Paesi. Si tratta di un percorso di ascolto in cui l’arte si fa veicolo di partecipazione, per permettere a una città straordinaria come Napoli, che si apre naturalmente al Mediterraneo, non solo di confermarsi protagonista, ma di offrire una grande opportunità di espressione sociale e artistica».

Il Premio affonda le sue radici in un parallelismo profondo: la creatività visiva condivide con l’arte bianca la medesima natura cerimoniale e trasformativa.

Grano, acqua e sapienza manuale costituiscono una matrice comune che unisce l’intero bacino mediterraneo, dalla pizza napoletana alla pita levantina, fino al khobz magrebino.

Per dare un riscontro concreto a questo legame, il programma prevede nei mesi successivi un tour formativo nei Paesi partner: i maestri di Mulino Caputo terranno masterclass intensive di 2-3 giorni rivolte agli studenti delle accademie estere, trasferendo le tecniche tradizionali della pizza e della pasticceria napoletana.

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