Viaggio tra i vini dell’Etna e i suoi versanti

Beviamoci Sud 2026 masterclass Viaggio Profondo tra i Vini dell’Etna e i suoi Versanti con Maurizio Lunetta, Luciano Pignataro, Andrea Petrini
di Marina Betto
Durante la manifestazione romana Beviamoci Sud 2026 il Consorzio di Tutela Vini Etna Doc attraverso una masterclass condotta dal giornalista Luciano Pignataro e il direttore del ConsorzioMaurizio Lunetta ha proposto la degustazione di dieci etichette per compiere
un viaggio tra i vini dell’Etna e i suoi versanti sottolineando terroir e identità. In attesa del passaggio dalla Doc alla Docg per il quale ci vorrà ancora un po’ di tempo Il direttore del Consorzio Maurizio Lunetta anticipa che tra le modifiche del disciplinare richieste ci sarà l’elevazione del Carricantespumantizzato a Doc e probabilmente l’aumento del numero delle contrade che sono paragonabili ai cru ma nessun ampliamento della Doc a quota mille e il blocco dell’impianto di nuovi vigneti per i prossimi tre anni.
Su tutta la superficie vitata siciliana l’Etna rappresenta l’1,4 %. Il territorio del vulcano è un’area pedemontana che va dai 400m di altitudine fino agli 800m s.l.m. I quattro versanti su cui viene coltivata la vite formano una C rovesciata e sono il versante Nord, la parte ad Est (Milo etc.), la parte a Sud/Est che guarda verso Catania, il versante Sud/Ovest (Belpasso, Santa Maria di Licodia…) dove piove di meno rispetto agli altri versanti e il clima è più simile al resto della Sicilia. I suoli sull’Etna sono formati da strati di cenere depositati ad ogni eruzione, un ciclo che si ripete con costanza basti pensare che nel 2021 ci sono state 52 eruzioni. La storia della coltivazione dell’uva sulle pendici del vulcano non è certo recente ma molto antica e si fa risalire prima della venuta sull’isola dei Greci come testimonia il ritrovamento di palmenti rupestri scavati nella roccia attribuibili ai Sicani e ai Siculi che si occupavano della coltivazione e lavorazione della vite selvatica.
Per cogliere meglio le differenze dell’area dell’Etna Doc ci viene incontro la menzione di Contrada (sono 133 a cui se ne aggiungeranno altre 30) che rappresenta ognuna un terroir che nel calice si avverte. L’Etna infatti non è un paesaggio statico ma un areale dove il clima cambia da zona a zona e i terreni pure. A volte sono ciottolosi e ghiaiosi altre sono formati da più sabbia ed è qui che troviamo alcuni dei vigneti italiani più vecchi. Le varietà di uva più diffuse e coltivate sono Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per le uve a bacca nera e Carricante e Catarratto per quanto riguarda la bacca bianca. La forma di allevamento peculiare è l’alberello etneo che garantisce alla pianta di essere investita dal sole da tutti i lati.
I vini prodotti su suolo vulcanico hanno un fascino intrinseco forse perché le uve nascono in un clima essenzialmente freddo capaci di esprimere sottigliezza ed eleganza data dalla luminosità che investe i grappoli e che caratterizza il territorio e il cambiamento climatico finisce per non essere un problema per la coltivazione della vite.
Note di degustazione di cinque vini bianchi prodotti esclusivamente con Carricante e/o Carricante e Catarratto e cinque vini rossi da Nerello Mascalese in purezza o Nerello Mascalese con Nerello Cappuccio:

Milice Cantina di Nessuno, Etna Bianco Sensi Cantina Patria, Tenuta Bosco Vico Etna Bianco, Tenuta Tascante Contrada Sciara nuova Etna doc Tasca d’Almerita, Terrazze dell’Etna Cinniri Etna Doc
Cantine di Nessuno è un’azienda che nasce nel 2011 a Tre Castagni pieno versante Sud/ Est. Le vigne hanno il sole di giorno e sono attraversate anche dal vento di Grecale ma si tratta di vini di montagna. Monte Ilice è un cru non terrazzato e da una vigna molto vecchia nasce
“Milice” Etna Bianco 100% Carricante.
L’annata 2021 in bocca è ancora molto acida e asprigna e sapida con questa nota amaro-salina caratteristica che prelude ad una grande capacità di invecchiamento.
Di Cantine Patria, azienda che si trova sul versante Nord, il vino “Sensi” Etna Doc 2024 composto da Carricante per l’80% e il restante 20% Catarratto, ha tutti altri sentori rispetto al primo assaggiato, più freschi e floreali quasi profumi di fermentazione, con questo finale ammandorlato piacevole.
Con Tenute Bosco siamo a Biancavilla versante Sud/Ovest e il vino “Vico” Etna Bianco Doc 2021 è un Carricante in purezza di cui si producono 1200 bottiglie. Nel suo sorso vi è il gusto del vulcanoprovvisto come è di una mineralità distintiva, agrumato, solare con sentori di idrocarburi e una freschezza e sapidità tra le più interessanti.
Dell’azienda Tasca d’Almerita Tenuta Tascante Contrada Sciara Nuova Etna Bianco Doc 2023 è composto da solo Carricante che affina in botte grande di rovere sulle fecce fini per 12 mesi. Sue sono note calde e di mandorla tostata su un fondo di agrume che lo rendono un sorso suadente e fine.
“Cinneri” Etna Bianco 2024 di Terrazze dell’Etna è costituito da solo Carricante, si caratterizza per i sentori floreali e di erbe aromatiche, miele e per l’inesauribile freschezza, un sorso veramente pieno e appagante.

Palmento Costanzo Nero di Sei 2021 Etna Doc, Benanti 2023 Etna Rosso Doc Contrada Monte Serra, Cantine Russo Contrada Crasà Etna Doc Rosso 2017
Passando a i Rossi di Palmento Costanzo “Nero di Sei” 2021 Etna Doc è costituito da Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Fermentato in legno e affinato in botte di rovere francese per 24 mesi e per altri 12 mesi in bottiglia. Ci troviamo nella zona Nord del vulcano a Passopisciaro. Il vino è di un bel colore rubino trasparente e brillante dai sentori agrumati di arancia rossa e gusto fresco e morbido che lo rendono di facile beva e di grande piacevolezza.
Sul versante Sud/Est dell’Etna nel comune di Viagrande Benanti firma questo Nerello in purezza Etna Rosso Contrada Monte Serra 2023 che affina in tonneaux di rovere francese per un anno più un ulteriore periodo in acciaio e quasi dieci mesi di bottiglia. Un vino complesso con sentori di grafite e pietra lavica, etereo e speziato dal gusto morbido e finale amaricante di grande armonia.

Cantine Russo Contrada Crasà Etna Doc Rosso, Anima Ardente Etna Doc Contrada Santo Spirito di Animaetnea, Cavanera Sciara del Tiglio Etna Rosso Firriato
Di Cantine Russo “Contrada Crasà” 2017 è composto da Nerello Mascalese e Cappuccio. I suoi sono sentori di frutta nera matura, more, gelsi e ciliegia insieme a profumo di viole e sfumature di tè, una complessità olfattiva che si ritrova nel sorso.
“Anima Ardente” 2021 Etna Doc dell’azienda Anima Etnea nasce nella contrada Santo Spirito da vigne di Nerello Mascalese a piede franco. Un vino fresco ed equilibrato anche nell’espressione del tannino.
“Cavanera” Etna Rosso 2021 Sciara del Tiglio- Contrada Zucconerò di Firriato è
100% Nerello Mascalese affinato per 18 mesi in rovere. Elegante nei sentori floreali di viole è un vino fresco e fine.
