Vini Alte Vigne della Val Camastra

24/4/2020 1 MILA
Vini Alte Vigne della Val Camastra
Vini Alte Vigne della Val Camastra

di Enrico Malgi

Coltivare la vite e produrre vino a livello professionale ed industriale in un territorio vergine ed immacolato come quello della Val Camastra nel Potentino, che non è il Vulture e né il Materano e neanche la Val d’Agri oppure il territorio di Roccanova (i quattro vocati areali della Basilicata), è sicuramente da folli. Qui, infatti, non è mai esistita una vera cultura enologica se non quella minimale ed empirica praticata dai vecchi contadini. La strana idea invece è venuta in mente ad una coraggiosa coppia di giovani sposi lucani, Teresa e Andrea Buchicchio, che un bel giorno hanno pensato bene di lasciare le loro sicure e redditizie professioni in giro per l’Italia e sono tornati nel loro paese d’origine ad Anzi, per riprendere a fare funzionare la vigna di famiglia, abbandonata ormai da troppo tempo, ed impiantare vitigni internazionali e qualche barbatella di Montepulciano.

Per fortuna Andrea aveva già qualche nozione da mettere in campo, perché era stato allievo di un corso di potatura del duo Simonit-Sirch. Ma per andare sul sicuro i due coniugi si sino affidati nelle mani del bravo enologo potentino Fabio Mecca. E così si comincia ad impiantare a 700 metri di altezza, sulle pendici del monte Siri che tanto ricorda il territorio trentino dove sono vissuti per qualche tempo i due coniugi, Merlot, Cabernet Sauvignon, Montepulciano, Muller Thurgau e Traminer Aromatico. I primi risultati si concretizzano nel 2015 con l’esordiente vendemmia e le prime bottiglie di vino, che adesso sono arrivate a circa 20,000 unità, frutto di tre ettari e mezzo vitati.

Controetichette vini Alte Vigne della Val Camastra
Controetichette vini Alte Vigne della Val Camastra

Quattro le etichette prodotte: un bianco, un rosato e due rossi che, a parte il rosato, ho provato proprio in questi giorni.

Siri Bianco Basilicata Igt 2018. Blend al 70% di Muller Thurgau e saldo di Traminer Aromatico. Acciaio e vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale sui 7,00 euro. Molto conveniente.

Nel bicchiere scruto un colore giallo paglierino tenue e languido e segnato poi da riflessi verdolini. Buona la cifra aromatica che si approccia alle narici, che rilascia nitidi profumi fruttati di banana, pera, mela golden e lime. In appresso si possono aspirare anche essenze di gelsomino, sambuco, ginestra, salvia e mirto. Piccoli respiri idrocarburici. In bocca arriva un sorso dal corpo leggero, affusolato, snello, morbido, secco, fresco, sapido, agrumato ed aromatico, che facilità così un’ottima beva. Silhouette suadente, vivace, delicata e di buona precisione stilistica. Finale gradevole, stuzzicante e leggermente ammandorlato. Su piatti di mare, latticini e carne bianca.

Siri Rosso Basilicata Igt 2018. Blend paritario di Cabernet Sauvignon e Merlot. Uve raccolte separatamente: a fine settembre il Merlot e a metà ottobre il Cabernet Sauvignon. Sei mesi a maturare in acciaio e poi il vino viene elevato in vetro. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale anche qui di 7,00 euro, un vero regalo.

Veste cromatica segnata da un colore rosso rubino lucente. Calibrato il profilo aromatico, che espande generosi ed eterogenei profumi di amarena, mirtilli, ribes, fragola, peperone verde, foglia di pomodoro e balsamo. Delicati gli sbuffi di macchia mediterranea ed i sensoriali e minimali rigurgiti speziati. Impatto del sorso sulla lingua subito gradevole, fresco, morbido, sapido, elegante, delicato, lineare e scorrevole, ma allo stesso tempo anche bene strutturato, vibrante, complesso e tonico. Tannini ottimamente ammansiti. Timbro palatale intrigante, raffinato e ben bilanciato. Allungo finale dinamico. Su piatti di terra, ma senza disdegnare anche una bella zuppa di pesce.

Don Giulio Rosso Basilicata Igt 2017. Blend di Merlot all’80% e saldo di Cabernet Sauvignon. Lavorazione in acciaio e successivo passaggio in barriques nuove di rovere francese per un anno, prima dell’elevazione del vino in bottiglia. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Colore rubino scuro, quasi granato. Bouquet piacevolmente intessuto di un’ampia ed intensa cifra aromatica di buona sostanza. In primis risaltano al naso gioiosi sospiri di tutta la variopinta gamma di piccoli frutti del sottobosco, insieme con drupe più grandi della pianta. Pregevoli e coinvolgenti i caratteristici sussurri di viola, pepe, chiodi di garofano, vaniglia, radici, terreno umido, menta piperita, caffè, cioccolato fondente, cacao, tabacco, liquirizia e balsamo. Echi empireumatici. Legno ben dosato. In bocca esordisce un sorso vigoroso, corposo, materico e strutturato. Trama tannica bene evoluta. Cotè bello teso, stimolante, morbido, equilibrato, fine e succoso. Chiusura godibile e persistente. Su carni arrosto e formaggi a pasta dura.

Si tratta sicuramente di ottimi vini, morbidi, beverini e piacevoli e frutto di un areale nuovo, unico nel suo genere e per questo tutto da scoprire. Credo che ne sentiremo parlare spesso in un prossimo futuro. Intanto i coniugi Buchicchio, con la collaborazione di Fabio Mecca, hanno aperto la strada.

Sede a Anzi (Pz) – Contrada San Donato
Cell. 348 3229220 – 347 1642989
[email protected]
www.altevignedellavalcamastra.com
Enologo: Fabio Mecca
Ettari vitati: 3,5 – Bottiglie prodotte: 20.000
Vitigni: Cabernet Sauvignon, Merlot, Montepulciano, Muller Thurgau e Traminer aromatico.