Vini di Castel di Salve

9/2/2019 801
Vini di Castel di Salve
Vini di Castel di Salve

di Enrico Malgi

Anche l’azienda Castel di Salve di Depressa di Tricase, come spesso succede in Puglia, ha un’antica e lunga frequentazione col mondo vitivinicolo datata fin dal 1885 per merito del fondatore Antonio Winspeare, che già a quel tempo riusciva a spuntare prestigiosi premi internazionali. In tutti questi anni alla guida aziendale si sono avvicendate con pieno successo tutte le progressive generazioni. E così adesso, dopo circa centotrentacinque anni, al comando dell’azienda salentina c’è Francesco Winspeare, l’ultimo rampollo. Terreni fertili e produttivi insieme ad un invidiabile microclima sono teatro di una vocata coltivazione di varietà prettamente territoriali, con le quali si confezionano etichette di grande pregio, di cui quattro di esse sono state oggetto della mia recente degustazione.

Controetichette vini di Castel di Salve
Controetichette vini di Castel di Salve

Lady Killer Malvasia Nera Salento Igt 2016. Malvasia Nera di Lecce in purezza, con la quale sempre più spesso nel Salento si confezionano eccellenti bottiglie. Fermentazione, malolattica e maturazione in acciaio per circa un anno e poi il vino viene elevato per quattro mesi in bottiglia. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di circa 14,00 euro.

Veste cromatica segnata da un bel colore rosso rubino non troppo carico e riflesso di porpora. Naso pulito ,  in primis  profumi fruttati di rosso, come l’amarena, la prugna, il ribes ed il mirtillo. Seguono note floreali, vegetali e lievemente speziate. Sorso subito fresco, voluttuoso, scorrevole, fine, elegante e morbido. Trama tannica suadente ed affusolata. Nel lungo e gradevole retroaroma ritornano le percezioni fruttate, che lasciano la bocca piena e soddisfatta. L’abbinamento può spaziare su piatti di terra e di mare anche col pomodoro.

Armécolo Salento Rosso Igt 2016. Blend di Negroamaro all’80% e saldo di Malvasia Nera di Lecce, come usa nel Salento. Maturazione e malolattica in acciaio per otto mesi. Affinamento in vetro per quattro mesi. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale della bottiglia di 12,00 euro.

Nitidamente rubino il colore che si coglie nel bicchiere. Bouquet ricco che si manifesta con note di frutta rossa piccola e media, con svolazzi di fiori appassiti e con sussurri sapidi e mentolati. Sulla lingua si distende un sorso affilato, armonico, equilibrato, rotondo e morbido per l’assenza di asperità tanniche. Chiusura ben delineata su toni piacevolmente e leggermente amaricanti. Da preferire su orecchiette al ragù, carne bianca e rossa e pesce in guazzetto.

Priante Salento Rosso Igt 2016. Uvaggio paritario di Negroamaro e di Montepulciano, che maturano separatamente in acciaio (Negroamaro) e barriques (Montepulciano) per undici mesi, prima di affastellarsi in boccia per altri cinque mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 13,00 euro.

Al naso esplosione odorosa di frutti rossi, che rimembrano soprattutto la ciliegia ed il sottobosco. Intreccio speziato di noce moscata, pepe nero e cannella. Sospiri di fiori rossi. Respiri di terra rossa smossa. Impatto del sorso sulla lingua profondo e coinvolgente per freschezza, carica glicerica, dinamicità e per la morbida allure tannica. Polpa tenera e sapida. Frutto complesso, materico e compatto. Sontuosa naturalezza espressiva. Il finale esprime un piacevole vortice di luce e di contrasti, che promette lunga vita a questo vino. Da spendere sulla classica e terragna cucina pugliese.

Centino Salento Primitivo Igt 2016. Primitivo in purezza, lavorato in acciaio e barriques per nove mesi e poi elevato in vetro per altri due mesi. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.

Scuro come una notte senza luna il colore che tinge il bicchiere. Calibrato il bouquet che elargisce doviziosamente pregevoli e variegati respiri di frutta rossa e nera come l’amarena, la prugna e le drupe del sottobosco, intrecciati poi a preziosi sbuffi di uva passa, funghi, tè verde, timo, muschio, liquirizia, cannella, vaniglia e noce moscata. Credenziali di spiccata florealità di viola e di rosa canina. Sulla lingua atterra un sorso esuberante, austero, corposo ed opulento, ma anche morbido, tagliente, rotondo e vellutato. Vino nel complesso polposo, fine ed armonico. Ottima finezza tannica. Allungo finale ben ritmato da una lunghezza gustativa ariosa e godibile. Su piatti di carne arrosto e formaggi stagionati, non disdegnando anche un assaggio di capocollo di Martina Franca.

Sede a Depressa di Tricase (Le) – Via G. Salvemini, 32
Tel. 0833 771041 – Cell. 320 1116505
[email protected]www.casteldisalve.com
Enologo: Andrea Boaretti
Ettari vitati: 70 – Bottiglia prodotte: 170.000
Vitigni: Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera di Lecce, Aleatico, Sangiovese, Montepulciano e Verdeca.