Vini Di Meo – Nuove annate

19/1/2019 726
Vini Di Meo
Vini Di Meo

di Enrico Malgi

Storia, tradizione, cultura, famiglia e territorio s’intrecciano nelle vicende di vita vissuta dei fratelli Roberto (attuale Presidente degli Assoenologi della provincia di Avellino) e Generoso Di Meo, viticoltori in quel di Salza Irpina. Insieme con la sorella Erminia (prematuramente scomparsa pochi anni fa ed alla quale era stata già intitolata una prestigiosa etichetta di Fiano) hanno rilevato l’azienda dai genitori all’inizio degli anni ’80. Da subito si sono impegnati con estrema passione nella tipica e vocativa coltivazione delle ottime varietà locali di fiano, greco, coda di volpe ed aglianico, contribuendo così all’esponenziale crescita aziendale e/o a quella territoriale.

Ampia e variegata la produzione, segnata dalla “Linea Tradizione” e dalla “Linea Tempo”. In questi giorni ho avuto l’occasione di degustare tre particolari etichette di Fiano, che mettono in risalto l’evoluzione temporale di questo grande vino.

Controetichette vini Di Meo
Controetichette vini Di Meo

Fiano di Avellino Docg 2017. Viti coltivate ad oltre cinquecento metri di altezza su un terreno argilloso. Vendemmia effettuata nella prima decade di ottobre. Fermentazione e maturazione in acciaio per oltre tre mesi ed affinamento in vetro per altri tre mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo in enoteca di intorno ai 15,00 euro.

Pregevole il bel colore giallo paglierino giovane. Naso allertato da un timbro olfattivo abbastanza intenso, che fa emergere profumi fruttati di pesca, pera, mandarino, nocciole, lime e litchi. Vibrazioni sapide e minerali. Preziose le spinte floreali di acacia e di ginestra. In bocca fa il suo ingresso un sorso rinfrescante, fruttato, dinamico, scorrevole ed elegante. Palato agile, suadente, morbido e succoso. Finale appagante. Avrà tempo per maturare e migliorare. Da spendere sulla classica cucina marinara.

Colle dei Cerri Fiano di Avellino Docg 2007. Raccolta delle uve nella seconda decade di ottobre. Fermentazione in barriques di rovere francese e poi maturazione sempre in barriques per circa un anno. Lungo affinamento in bottiglia fino a cinque anni. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 25,00 euro.

Si tratta di un cru di particolare rilevanza e che esce sul mercato dopo dieci anni. La veste cromatica risente proprio di questo lungo tempo trascorso dal vino ad invecchiare, perché è connotata da un colore giallo dorato, quasi ambrato. Bouquet avvincente e di estremo interesse, che elargisce al naso generosi sussurri di frutta fresca, ma soprattutto di quella secca, intrecciati poi a captazioni odorose di miele di acacia, camomilla (damascenone), tiglio, muschio ed eucalipto. Tipico il marker di idrocarburi, di tostato e di fumé. In bocca esordisce un sorso consistente, strutturato, tagliente e sapido. Palato pimpante come un giovincello e connotato poi da un frutto bellamente fresco ed elegante, tanto da sopportare con nonchalance i suoi quasi dodici anni sul groppone. Ampia e persistente la chiusura. Qui ci vedo bene in abbinamento piatti un poco più strutturati, anche quelli a base di carne, ma senza pomodoro.

Erminia Di Meo Fiano di Avellino Docg 2003. Vino dedicato ad Erminia, quando era ancora in vita, frutto di un’accurata selezione dei migliori grappoli, per ottenere il meglio del meglio. Di questo millesimo sono state prodotte 4.500 bottiglie numerate. Vendemmia effettuata nella seconda decade di ottobre. Lunga la sosta in acciaio, che può durare fino a dieci anni, per “sperimentare le potenzialità d’invecchiamento di un vitigno a bacca bianca simbolo dell’Irpinia, che nel tempo si è arricchito di complessità e di valore affettivo, divenendo, infine, un doveroso omaggio.”, così come viene riportato sulla controetichetta. Altri circa cinque anni trascorrono poi per l’elevazione in bottiglia. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo medio in enoteca di 40,00 euro spesi benissimo.

Con questa monumentale etichetta i fratelli Di Meo vogliono giustamente sottolineare la grande capacità di conservazione del Fiano, che per le sue effettive potenzialità è ancora tutto da scoprire. Personalmente penso che nel mondo ci siano pochi vini a bacca bianca così longevi come il Fiano irpino. E proprio questa bottiglia rappresenta il paradigma e l’archetipo di tutta la tipologia. Teniamo presente anche che qui non c’è alcun supporto del legno, ma solo acciaio e vetro.

Partiamo dal colore, che è sempre il primo sintomo della vivacità oppure della stanchezza di un vino dopo tanti anni di serbevolezza. Ebbene il cromatismo è ancora giovane e luminoso, segnato com’è da un bel giallo dorato splendente. Primo step superato, quindi. Adesso tocca all’olfatto: bisogna aspettare qualche minuto prima che il vino sveli al naso un bouquet integro, espansivo, intenso ed ampio. Gradevole il corollario profumato di frutta: pera, mela, nocciola, bergamotto, cedro ed ananas, che si interseca poi a sospirose sensazioni di resina, di melassa, di miele e di fumé. Punteggiature floreali di biancospino e di giglio. Sbuffi sapidi, minerali e speziati. Attacco in bocca esplosivo, perché sostenuto da notevole energia, tanto da riempiere tutto il cavo orale. Sorso tagliente, leggiadro, polposo, aristocratico, morbido e vibrante. Palato voluminoso, complesso, sensuale, raffinato e perfino corposo. Vino stimolante ed ancora dinamico e dotato poi di una sua precisa personalità e di uno stile rigoroso. Un bianco favoloso per il suo carattere evolutivo, per originalità e profondità gustativa. Retroaroma persistente, incisivo, potente ed edonistico. Con che lo abbiniamo? Con tutto, può reggere anche piatti di carne e di formaggio, oppure si può bere da solo senza accompagnamento. Quanto durerà ancora? Non mi voglio sbilanciare, perché un Fiano così è immortale. Chapeau!

Sede a Salza Irpina (Av) – Contrada Coccovoni
Tel 0825 981419
[email protected]www.dimeo.it
Enologo: Roberto Di Meo
Ettari di proprietà 20, più 15 in gestione:
Bottiglie prodotte: 300.000
Vitigni: aglianico, piedirosso, fiano, greco, coda di volpe e falanghina.

 

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