Vini Di Meo – Nuove annate

30/11/2022 3 MILA
Vini Di Meo
Vini Di Meo

di Enrico Malgi

Diciamoci la verità: quando si parla di vini campani di alta qualità la memoria corre subito all’Irpinia, ricca com’è di grandi crus a livello nazionale, suffragata poi dal corredo di tre prestigiose Docg: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino. Pensate che in tutta l’Italia meridionale soltanto la provincia pugliese di Bat riesce ad eguagliare questa performance.

Un’azienda vitivinicola irpina di grande risalto è senz’altro quella dei fratelli Roberto e Generoso Di Meo di Salza Irpina, che sforna a getto continuo eccellenti e premiate etichette territoriali, come ho potuto constatare per l’ennesima volta recentemente attraverso l’assaggio di quattro bottiglie di nuove annate.

Controetichette vini Di Meo
Controetichette vini Di Meo

Greco di Tufo Docg 2021. Soltanto Greco allevato nel vocato areale di Santa Paolina a circa 500 metri di altezza. Maturazione per tre mesi in acciaio e poi elevazione in vetro per altri tre mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 17,00 euro.

Alla vista si scorge un limpido colore giallo paglierino sfaccettato ed abbastanza carico com’è costumanza di questa tipologia. Dall’espansivo bouquet saltano fuori pervasive fragranze di pesca gialla, albicocca, cedro, lime, zagara, biancospino ed erbe aromatiche, in simbiosi poi con gratificanti   connotazioni speziate. Sottofondo sulfureo. In bocca penetra un sorso intriso di una polpa dolce e saporita, fresco e morbido, sapido e voluttuoso, ma anche corposo e bene strutturato come fosse un rosso. Silhouette elegante, sfiziosa, stuzzicante e raffinata. Sviluppo palatale seducente, arrotondato, scattante e dinamico, che prelude ad un finale persistente ed appagante. Capacità di conservazione a lunga scadenza. Da abbinare ad un bel risotto ai frutti di mare e mozzarella.

Fiano di Avellino Docg 2021. Fiano al 100%. Così come per il Greco di Tufo, anche qui la maturazione è durata tre mesi in acciaio ed altri tre mesi di affinamento in boccia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale è di 17,00 euro.

Nel bicchiere occhieggia un luminoso e vivace colore giallo paglierino giovane. Al naso salgono imperiosi e molteplici profumi di mela, pera, melone bianco, nocciola, mandorla, ananas, ginestra, acacia, menta, timo ed eucalipto. Percepibili all’olfatto anche reminiscenze di spezie orientali. Impatto del sorso sulla lingua subito scorrevole, fresco, minerale, affascinante, godurioso, glicerico, arioso e vibrante. Sensazione palatale fruttata, elegante, sensuale, equilibrata, raffinata, rotonda, succosa e leggiadra. Coté consistente, temprato e tonico. Siamo appena all’inizio di un lungo percorso. Chiusura decisamente edonistica. Da provare su un piatto di vermicelli a vongole e carne bianca.

Alessandra Fiano di Avellino Riserva Docg 2013. Si tratta di uno straordinario Fiano di Avellino in purezza dedicato a mamma Alessandra. Sosta in acciaio sulle fecce fini per ben otto anni. Elevazione in vetro per anno. In commercio da maggio di quest’anno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di circa 45,00 euro.

Dopo questa lunga maturazione vediamo allora cosa ne viene fuori. Innanzi tutto un colore giallo dorato che brilla fortemente nel bicchiere per affermare la sua innegabile superiorità. Un Fiano di Avellino di questo livello, come un grande Riesling della Mosella, riesce a reggere la longevità per moltissimo tempo, anche per oltre 15-20 anni. Intanto un naso curioso ed impaziente si tuffa nel calice per aspirare sbalorditivi ed eclettici profumi che vanno dal fruttato di pesca, albicocca, pera, mela, ananas e l’immancabile sentore di nocciola, a compositi aromi di mimosa, camomilla, ginestra, miele di acacia, cera d’api, erbe aromatiche, spunti speziati e lampi di pura eterogeneità. In bocca esordisce un sorso così avviluppante, esplosivo, consistente, strutturato, energico, solido, vibrante e balsamico. Dopo oltre nove anni il vino si presenta perfettamente giovane, fresco e pimpante al palato, per un gusto che si rivela sensuale, raffinato, morbido, stimolante e rigoroso. Riparliamone da qui ad altri cinque-sei anni. Retroaroma impavido ed epicureo. Un vino questo davvero eccezionale, quasi estremo per un bianco. Ma i fratelli Di Meo ci hanno già abituato a queste strepitose performances con altre proposte analoghe di Fiano di Avellino come il Colle dei Cerri ed Erminia Di Meo e con il Greco di Tufo Vittorio. Abbinamento molto, ma molto trasversale.

Taurasi Riserva Vigna Olmo Docg 2015. Ovviamente soltanto Aglianico allevato nel vocato areale di Montemarano a circa novecento metri di altezza. Raccolta delle uve ad inizio di novembre. Maturazione prima in botti grandi e poi in barriques di rovere francese per due anni. Affinamento in boccia sempre per due anni. Prezzo finale di 35,00 euro.

Sfaccettatura cromatica densa e voluminosa, segnata da un colore rosso rubino-granato fitto e sfavillante. Crogiolo intensamente affastellato da un tourbillon di pluralistici profumi, che desta subito tutta l’attenzione da parte di un naso determinatamente indagatore. L’incipit è immediatamente appannaggio di un sontuoso corollario fruttato di ciliegia, prugna, fichi, mandorle, ribes, more e mirtilli, intrecciato poi ad ottime percezioni di fiori rossi e sentori vegetali di erbe officinali. Calibrati poi i sussulti speziati e gli aromi terziari. In bocca entra un sorso implementato da pregnanze gustative così avvolgenti, profonde, piene, affascinanti, infiltranti, performanti, austere, balsamiche, toniche, solide ed ottimamente equilibrate. Tannini gradevolmente cesellati. Tattilità esplosiva, tagliente, armonica, aristocratica, sapida, glicerica e sensuale. Vino che resisterà al tempo che avanza ancora per molti anni. Fraseggio finale lungo ed edonistico. Da preferire su grigliate di carne e formaggio pecorino laticauda molto stagionato.

In conclusione devo ammettere che ogni qualvolta assaggio i vini di Di Meo resto sempre molto affascinato e totalmente appagato. La materia prima è oggettivamente sontuosa e privilegiata e si presta magnificamente ad essere valorizzata e manipolata, ma poi la grande maestrìa di Roberto e Generoso riesce a tirare fuori il meglio in assoluto, sfruttando appieno la straordinaria potenzialità di ogni singolo vino votato ad un’esasperata longevità.

 

Sede a Salza Irpina 8Av) – Contrada Coccovoni

Tel. 0825 981419 – [email protected]www.dimeo.it

Enologo: Roberto Di Meo

Ettari di proprietà: 20, più 15 in gestione

Bottiglia prodotte: 300.000

Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe.

 

19 gennaio 2019

Vini Di Meo
Vini Di Meo

di Enrico Malgi

Storia, tradizione, cultura, famiglia e territorio s’intrecciano nelle vicende di vita vissuta dei fratelli Roberto (attuale Presidente degli Assoenologi della provincia di Avellino) e Generoso Di Meo, viticoltori in quel di Salza Irpina. Insieme con la sorella Erminia (prematuramente scomparsa pochi anni fa ed alla quale era stata già intitolata una prestigiosa etichetta di Fiano) hanno rilevato l’azienda dai genitori all’inizio degli anni ’80. Da subito si sono impegnati con estrema passione nella tipica e vocativa coltivazione delle ottime varietà locali di fiano, greco, coda di volpe ed aglianico, contribuendo così all’esponenziale crescita aziendale e/o a quella territoriale.

Ampia e variegata la produzione, segnata dalla “Linea Tradizione” e dalla “Linea Tempo”. In questi giorni ho avuto l’occasione di degustare tre particolari etichette di Fiano, che mettono in risalto l’evoluzione temporale di questo grande vino.

Controetichette vini Di Meo
Controetichette vini Di Meo

Fiano di Avellino Docg 2017. Viti coltivate ad oltre cinquecento metri di altezza su un terreno argilloso. Vendemmia effettuata nella prima decade di ottobre. Fermentazione e maturazione in acciaio per oltre tre mesi ed affinamento in vetro per altri tre mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo in enoteca di intorno ai 15,00 euro.

Pregevole il bel colore giallo paglierino giovane. Naso allertato da un timbro olfattivo abbastanza intenso, che fa emergere profumi fruttati di pesca, pera, mandarino, nocciole, lime e litchi. Vibrazioni sapide e minerali. Preziose le spinte floreali di acacia e di ginestra. In bocca fa il suo ingresso un sorso rinfrescante, fruttato, dinamico, scorrevole ed elegante. Palato agile, suadente, morbido e succoso. Finale appagante. Avrà tempo per maturare e migliorare. Da spendere sulla classica cucina marinara.

Colle dei Cerri Fiano di Avellino Docg 2007. Raccolta delle uve nella seconda decade di ottobre. Fermentazione in barriques di rovere francese e poi maturazione sempre in barriques per circa un anno. Lungo affinamento in bottiglia fino a cinque anni. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 25,00 euro.

Si tratta di un cru di particolare rilevanza e che esce sul mercato dopo dieci anni. La veste cromatica risente proprio di questo lungo tempo trascorso dal vino ad invecchiare, perché è connotata da un colore giallo dorato, quasi ambrato. Bouquet avvincente e di estremo interesse, che elargisce al naso generosi sussurri di frutta fresca, ma soprattutto di quella secca, intrecciati poi a captazioni odorose di miele di acacia, camomilla (damascenone), tiglio, muschio ed eucalipto. Tipico il marker di idrocarburi, di tostato e di fumé. In bocca esordisce un sorso consistente, strutturato, tagliente e sapido. Palato pimpante come un giovincello e connotato poi da un frutto bellamente fresco ed elegante, tanto da sopportare con nonchalance i suoi quasi dodici anni sul groppone. Ampia e persistente la chiusura. Qui ci vedo bene in abbinamento piatti un poco più strutturati, anche quelli a base di carne, ma senza pomodoro.

Erminia Di Meo Fiano di Avellino Docg 2003. Vino dedicato ad Erminia, quando era ancora in vita, frutto di un’accurata selezione dei migliori grappoli, per ottenere il meglio del meglio. Di questo millesimo sono state prodotte 4.500 bottiglie numerate. Vendemmia effettuata nella seconda decade di ottobre. Lunga la sosta in acciaio, che può durare fino a dieci anni, per “sperimentare le potenzialità d’invecchiamento di un vitigno a bacca bianca simbolo dell’Irpinia, che nel tempo si è arricchito di complessità e di valore affettivo, divenendo, infine, un doveroso omaggio.”, così come viene riportato sulla controetichetta. Altri circa cinque anni trascorrono poi per l’elevazione in bottiglia. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo medio in enoteca di 40,00 euro spesi benissimo.

Con questa monumentale etichetta i fratelli Di Meo vogliono giustamente sottolineare la grande capacità di conservazione del Fiano, che per le sue effettive potenzialità è ancora tutto da scoprire. Personalmente penso che nel mondo ci siano pochi vini a bacca bianca così longevi come il Fiano irpino. E proprio questa bottiglia rappresenta il paradigma e l’archetipo di tutta la tipologia. Teniamo presente anche che qui non c’è alcun supporto del legno, ma solo acciaio e vetro.

Partiamo dal colore, che è sempre il primo sintomo della vivacità oppure della stanchezza di un vino dopo tanti anni di serbevolezza. Ebbene il cromatismo è ancora giovane e luminoso, segnato com’è da un bel giallo dorato splendente. Primo step superato, quindi. Adesso tocca all’olfatto: bisogna aspettare qualche minuto prima che il vino sveli al naso un bouquet integro, espansivo, intenso ed ampio. Gradevole il corollario profumato di frutta: pera, mela, nocciola, bergamotto, cedro ed ananas, che si interseca poi a sospirose sensazioni di resina, di melassa, di miele e di fumé. Punteggiature floreali di biancospino e di giglio. Sbuffi sapidi, minerali e speziati. Attacco in bocca esplosivo, perché sostenuto da notevole energia, tanto da riempiere tutto il cavo orale. Sorso tagliente, leggiadro, polposo, aristocratico, morbido e vibrante. Palato voluminoso, complesso, sensuale, raffinato e perfino corposo. Vino stimolante ed ancora dinamico e dotato poi di una sua precisa personalità e di uno stile rigoroso. Un bianco favoloso per il suo carattere evolutivo, per originalità e profondità gustativa. Retroaroma persistente, incisivo, potente ed edonistico. Con che lo abbiniamo? Con tutto, può reggere anche piatti di carne e di formaggio, oppure si può bere da solo senza accompagnamento. Quanto durerà ancora? Non mi voglio sbilanciare, perché un Fiano così è immortale. Chapeau!

Sede a Salza Irpina (Av) – Contrada Coccovoni
Tel 0825 981419
[email protected]www.dimeo.it
Enologo: Roberto Di Meo
Ettari di proprietà 20, più 15 in gestione:
Bottiglie prodotte: 300.000
Vitigni: aglianico, piedirosso, fiano, greco, coda di volpe e falanghina.

 

2 commenti

    FRANCESCO MONDELLI

    Premetto che da Campano campanilista potrebbe esserci una qualche forma di “conflitto di interessi”non solo per questi grandissimi vini ma anche Perché i Di Meo sono editori di uno dei calendari d’arte più belli che si pubblicano a fine anno in Italia e non solo.Ma veniamo al sodo.Presso Bibenda all’Hilton di Roma il 13 Giugno 2022 si è tenuta una simpatica ed amichevole disfida tra grandi vini bianchi italiani.A scendere in campo sono stati:Nova Domus Terlaner riserva 2003-2008(cantina di Terlano)coadiuvata dalla cantina Andriano con il Sauvignon Blanc Andrius 2019-2009.In seconda battuta c’era quel mito vivente del verdicchio che risponde al nome di Ampelio Bucci che ha portato il Castello di Jesi Villa Bucci riserva 2016-12 -08 -04 ed infine ,ma come vedremo non certo ultimo,Di Meo con il Greco di tufo Vittorio 2008-07 ,il Fiano di Avellino riserva Alessandra 2013 ed il Fiano Erminia 2000.Un vino quest’ultimo ,che ha lasciato il segno non solo a me (il vino dell’anno)ma in tutta la sala che ha sottolineato il fatto con l’unanime voto finale dando la meritata vittoria a questa grandissima espressione del principe dei bianchi irpini FRANCESCO

    30 Novembre 2022 - 07:20Rispondi

    Enrico Malgi

    Bentornato Francesco!

    30 Novembre 2022 - 10:50Rispondi

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