Vini di San Salvatore 1988 – Nuove annate

18/5/2021 733
Vini di San Salvatore 1988 assaggiati
Vini di San Salvatore 1988 assaggiati

di Enrico Malgi

da sinistra - Angelo, Charlie, Dante Enrico e Peppino
da sinistra – Angelo, Charlie, Dante Enrico e Peppino

Finalmente dopo tanto tempo ho ripreso a viaggiare dopo la forzata sosta causa covid. L’azienda che ho visitato per prima è stata quella di San Salvatore 1988 di Peppino Pagano a Giungano per assaggiare i vini delle nuove annate appena usciti sul mercato. In serbo, però, ci sono grosse novità ma per adesso non si possono svelare, perché prossimamente ci sarà un annuncio ufficiale.

Charlie Annes
Charlie Annes

Gioì Spumante Brut Rosé Metodo Classico Biologico e Millesimato 2017. Soltanto Aglianico. Ventiquattro mesi sui lieviti e poi tre mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 25,00 euro.

Tipico il colore rosato provenzale rosa pallido e languido. Un perfetto perlage con piccole, durature e fini bollicine e sormontate da una bella corona spumosa. Al naso pofumi fruttati e floreali di drupe piccole del sottobosco, insieme a svolazzi tropicali ed a pregevoli sussurri di glicine, lavanda e gelsomino. In seguito ecco qui sprigionarsi gioiosi effluvi speziati e/o di crosta di pane e di pasticceria. In bocca arriva un sorso rinfrescante, effervescente, morbido, sapido, sgrassante e cremoso. Gusto dinamicoe voluttuoso. Finale lunghissimo ed appagante. Classico ed ottimo spumante da tutto pasto, con particolare preferenza per i piatti a base di pesce.

Spumante sulle pupitres da San Salvatore 1988
Spumante sulle pupitres da San Salvatore 1988

Vetere Aglianico Rosato Paestum Igp 2020. Aglianico in purezza lavorato in acciaio. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Il cromatismo rosa tenue buccia di cipolla fa il paio con lo spumante Gioì. Ventaglio olfattivo particolarmente gradevole, ricco com’è di profumi di ciliegie, fragole, mirtilli, ribes, rosa canina e violetta. Brezze marine. Afflati di vegetali freschi. Il sorso che impatta sulla lingua è dovizioso di spunti gustativi sensitivi, eleganti, morbidi, intriganti, suadenti e fini. Spalla acida bene sostenuta. Silhouette armonica e lineare. Frutto giovane e masticabile. Chiusura sospirosa e divertente. In abbinamento ad una bella pizza margherita e/o ad una zuppa di pesce.

Palinure Paestum Igp 2020. Blend di Fiano, Greco e Falanghina. Vino unico nel suo genere, perché tutte le altre etichette aziendali sono confezionate in monovitigno. Soltanto acciaio e vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 12,00 euro.

Nel bicchiere traspare un colore giallo paglierino giovane e lucente. Bouquet estremamente interessante di frutta fresca e golosa: mela, pesca, albicocca, pera, fico, banana e nocciola. Poi subito dopo esplodono rimarchevoli vezzi di ginestra, biancospino, acacia, eucalipto, acacia e muschio. Sorso ampio e voluminoso, che blandisce il palato con nitide sensazioni di freschezza, morbidezza, sapidità e mineralità. Tattilità bene impostata su toni carezzevoli, cristallini e dinamici. Buona serbevolezza. Retroaroma avvincente e propositiva. Da spendere su un risotto alla pescatora e carne bianca.

Esposizione di vini e premi di San Salvatore 1988
Esposizione di vini e premi di San Salvatore 1988

Falanghina Campania Igp 2020. Falanghina al 100% lavorata in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 12,00 euro.

Alla vista si presenta un colore giallo paglierino attraversato da riflessi verdolini. Spettro aromatico intriso di un calibrato ed ampio corollario profumato di banana, ananas, mela, clementina, fiori d’arancio, pino silvestre, mentolo e balsamo. Lievi entità speziate. In bocca fa il suo ingresso un sorso tagliente, aggraziato, setoso, elegante, sapido, polposo e collusivo. Palato ben disponibile, accomodante e calibrato. Ne avrà ancora per alcuni anni. Perfetto per accompagnare un bel piatto di spaghetti a vongole e latticini.

Cecerale Fiano Paestum Igp 2020. Solo Fiano fermentato e maturato in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Colore giallo paglierino splendente. Intenso e variegato il pot pourri di eccellenti nuances che salgono al naso. In primis si appalesano elargizioni aromatiche di frutta a polpa bianca, seguite poi da sospiri di mandarino, albicocca, biancospino e macchia mediterranea. Frammenti speziati. Sorso bello teso, goliardico, affascinante, succoso, salmastro, elegante e seducente. Fraseggio palatale morbido, accattivante e reattivo. Buona longevità. Scatto finale epicureo. Su un bel piatto di pasta con patate e provola e verdure cotte.

Vini di San Salvatore 1988 in vetrina
Vini di San Salvatore 1988 in vetrina

Pian di Stio Paestum Igp 2020.  Fiano in purezza allevato in alta collina. Maturazione in acciaio e vetro. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale della bottiglia da 75 cl intorno ai 20,00 euro.

Nel bicchiere scruto una tonalità di giallo paglierino luminoso. Il naso esplora con sicurezza un crogiolo di sontuosi e variopinti profumi: pesca bianca, mela annurca, pera William, mandarino, fichi, susina gialla, biancospino, tiglio, citronella, camomilla, menta e felce. La lingua impatta un sorso centrato, fresco, tonico, essenziale, sapido, arrotondato, equilibrato, armonico e bene strutturato. Aplomb stilisticamente perfetto. Registro palatale ampio, avvolgente ed aggraziato. Tratto finale molto persistente e godibile. Longevità a lunga scadenza. Da associare ad un risotto ai frutti di mare e grigliata di pesce.

Calpazio Greco Paestum Igp 2020. Greco al 100% lavorato in acciaio e vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 15,00 euro. Il millesimo 2019 è stato proclamato vincitore a Radici del Sud a marzo 2021.

Spiccato il bel colore giallo paglierino già carico. Impronta aromatica connotata da un sensitivo pot pourri di deliziosi profumi, che rimembrano la pesca, l’albicocca, il pompelmo, i fiori bianchi, il caprifoglio e la citronella. Tracce speziate. Sorso impetuoso e palpitante, elegante, costumato, avvolgente, polposo, tagliente, dinamico e scattante e che sa comunicare poi percezioni tattili leggiadre, soavi e cristalline. Migliorerà senz’altro col tempo. Finale lungo ed appagante. Da spendere su un piatto di spaghetti allo scoglio e carne bianca.

Elea Bianco Paestum Igp 2018. Greco in purezza. Maturazione in acciaio al 90% per quattordici mesi e l’altro 10% affina in barriques di rovere francese. Elevazione in bottiglia per sei mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 20,00 euro.

Alla vista appare un colore giallo paglierino dorato e splendente. Bouquet intensamente affastellato da positive credenziali di tanta buona frutta: pesca gialla, mela cotogna, albicocca, pera, mela, banana e bergamotto. Avvolgenti poi gli intrecci odorosi di caprifoglio, gelsomino, macchia mediterranea, cannella, chiodi di garofano, zenzero e curry. In bocca esordisce un sorso dominante, potente, strutturato, affascinante, raffinato ed espressivo. Buona la spalla acida che espande freschezza per tutto il cavo orale. Gusto morbido, elegante e balsamico. Retroaroma impagabile e sontuoso. Su minestra di legumi e baccalà mantecato.

Vigneto di San Salvatore 1988 sotto il monte Calpazio
Vigneto di San Salvatore 1988 sotto il monte Calpazio

Corleto Aglianico Paestum Igp 2020. Soltanto Aglianico lavorato in acciaio e legno grande. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 20,00 euro.

Scintillante il bel colore rosso rubino giovane. Un tripudio di calibrate fragranze investe il naso per affermare la loro predominanza. Ovviamente l’incipit è tutto appannaggio di percezioni fruttate, che ricordano la ciliegia, la prugna e tutta la variegata gamma del sottobosco. La complessità olfattiva continua ad elargire poi essenze floreali e vegetali di buona costumanza, insieme con afflati speziati e terziari. Lo scorrevole sorso è radiocomandato da genuini toni evoluti e ricchi di freschezza, morbidezza, sapidità, mineralità e profondità. Allure fine, aristocratica elegante, pimpante, balsamica, seducente ed intrigante. Trama tannica sensibilmente giovane. Vino sicuramente longevo. Allungo finale avvolgente e ben calibrato. Da provare su un piatto di pasta al sugo e carne arrosto.

Passiamo adesso ad una mini verticale del rosso Pino di Stio.

Pino di Stio Rosso Paestum Igp 2019. Pinot nero in purezza allevato ad oltre cinquecento metri di altezza, perché questo vitigno preferisce condizioni climatiche più fresche per preservare i suoi eccellenti aromi, che normalmente tendono a degradarsi se i grappoli d’uva ci mettono più tempo a maturare. Prima acciaio e poi affinamento in barriques di secondo e terzo passaggio per un anno e per finire elevazione in boccia per un anno e mezzo. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Il prezzo finale dei nuovi millesimi è stato scalato a 25,00 euro, perché, come afferma Peppino Pagano, è stata recintata tutta la vigna, in modo tale da evitare che i cinghiali facciano razzia e quindi la raccolta delle uve è molto superiore a prima, dove a malapena si riusciva a produrre 1.500 bottiglie.

Rosso rubino meno caricoo, in virtù della sottile buccia degli acini. Spettro aromatico segnato immancabilmente dai rituali profumi di ciliegia, ribes, lamponi, mirtilli, more e fragoline. In appresso il corredo olfattivo si arricchisce anche di svolazzi di violetta, macchia mediterranea e spezie orientali. In bocca penetra un sorso che fa dell’eleganza e della finezza il suo marchio di fabbrica. Percezioni tattili fresche, signorili, affascinanti, morbide, raffinate, rotonde ed ottimamente armonizzate. Tannini imperiali. Vino giovane, con buona capacità di serbevolezza. Slancio finale epicureo, gentile ed appagante. Da associare a piatti di terra, ma va bene anche su una bella zuppa di pesce.

Millesimo 2018. Il colore è sempre segnato da una tonalità di rosso rubino lucido e trasparente. Al naso salgono delicati aromi fruttati di amarena, prugna, sottobosco, insieme con gentilizie floreali di garofano e respiri vegetali di menta e di foglia di pomodoro. In sottofondo emergono sussurri speziati e terziari di ottima fattura. La bocca viene subito blandita da un sorso fresco, elegante, carezzevole, coinvolgente, setoso e vellutato. Retroaroma godurioso e fine.

Millesimo 2017. Colore sempre costellato da un imprinting rosso rubineggiante. Come da copione, l’ampio crogiolo rilascia tout court sensitivi profumi di tanta buona frutta fresca piccola e media. Non mancano all’appello poi variegate cadenze di tartufo, liquirizia, cioccolato fondente, chiodi di geranio, pepe nero e cannella. Approccio palatale morbido, leggero, accomodante, seducente e gioioso. Buona la spalla acida. E, more solito, gradevole la trama tannica. Chiusura gradevolissima ed abbastanza persistente.

Millesimo 2016. Alla vista si presenta un colore rosso rubino più carico e sfolgorante. Bouquet espansivo, che racconta alle narici in modo liturgico i suoi corroboranti afflati di visciole, prugna, albicocca, sottobosco, fiori ed erbe aromatiche. Declinazione speziata ad oltranza. Trasmissione terziaria di tabacco, liquirizia, caffè torrefatto, caucciù, mandorla tostata, china e grafite. Sorso fresco, accattivante, avvolgente, balsamico ed elegante. Nobile allure, figlia di un portamento disinvolto e fascinoso. Palato accarezzato da un’aristocratica e ricamata finezza di tannini. Toni morbidi ed avviluppanti, che infittiscono il gusto. Scatto finale imperioso.

E pure stavolta i vini di San Salvatore sono riusciti ad emozionarmi come al solito. Non c’era alcun dubbio naturalmente. Touché.

Ed è appena giunta la notizia della premiazione per l’Oscar del Vino 2020 La notte delle stelle del Pian di Stio 2018 come Miglior Vino del miglior produttore.

Azienda Agricola San Salvatore 1988

Sede a Stio (Sa) – Contrada Zerilli

Cantina a Giungano (Sa) – Via Dioniso

Tel. 0828 1990900 – Fax 0828 1990901

[email protected]www.sansalvatore1988.it

Enologo: Riccardo Cotarella

Ettari vitati di proprietà: 18, più 5 in affitto

Bottiglie prodotte: 300.000

Vitigni: Aglianico, Pinot nero, Fiano, Greco e Falanghina.

 

3 commenti

    Mondelli Francesco

    Ma tu guarda un po’ se un santo bevitore si deve sobbarcare i costi delle razzie dei cinghiali per soddisfare la sua voglia di Pinot Noir che a Peppino riesce niente male come il greco(Calpazio)sempre godibile ed originale.Sapevo dell’oscar avendo frequentazioni Bibenda e sinceramente pensavo che la novità annunciata fosse questa ma visto che c’è dell’altro cosa ipotizzare?Un matrimonio?Niente di più strano visto l’esperienza che la famiglia Pagano ha in questo campo.Ad ogni modo complimenti e ad maiora semper ad uno degli imprenditori che danno lustro ad una terra che ,con le dovute eccezioni, pare niente e nessuno riesce a svegliare FM

    18 maggio 2021 - 15:19Rispondi

    Andywine

    Ciao Enico, se ripartito con le tue visite a quanto vedo. E’ quella di cui ho avuto modo di assaggiare diversi vini alle scorse edizioni del Vinitaly. Speriamo di riprenderci e rimetterci in moto nei nostri giri enogastronomici.

    18 maggio 2021 - 15:22Rispondi

    Enrico Malgi

    Caro Francesco, se nel Cilento non ci fosse un personaggio così straordinario come Peppino Pagano pensa che iattura.
    Si caro Andy, in questi giorni sto andando alla grande visitando cantine, dove oltre ai magnifici vini degustati ho l’occasione di approcciarmi con persone straordinarie.

    20 maggio 2021 - 09:27Rispondi

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