Vini di Schola Sarmenti Terrulenta

3/3/2019 2.7 MILA
Vini di Schola Sarmenti
Vini di Schola Sarmenti

di Enrico Malgi

Il Salento è un territorio fortunato e privilegiato, che personalmente apprezzo moltissimo. A parte la gente, il clima, il paesaggio, il cibo e tutto il resto, fiore all’occhiello di questa terra è rappresentato dall’eccellente produzione di una vasta gamma di vini confezionati quasi tutti con varietà locali e che in pochi anni sono diventati oggetto di culto da parte dei consumatori e vincitori poi in tutte le manifestazioni nazionali ed internazionali. Mettiamoci pure, come valore aggiunto, che i prezzi sono sempre molto convenienti.

Un’azienda salentina leader in questo settore è quella di Schola Sarmenti Terrulenta di Nardò, che in pochi anni è diventata un sicuro punto di riferimento per tutta la viticoltura pugliese. Fondata nel 1999 Schola Sarmenti Terrulenta sotto la direzione del titolare Luigi Carlo Marra e la consulenza enologica di Benedetto Lorusso produce soltanto grandi vini in regime biologico da vitigni autoctoni, allevati ancora col vecchio metodo dell’alberello pugliese. Sei le etichette che ho testato in questi giorni.

Controetichette vini di Schola Sarmenti
Controetichette vini di Schola Sarmenti

Opra Negroamaro Rosato Nardò Doc 2018. Negroamaro in purezza, lavorato in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo in enoteca di circa tredici euro.

In bottiglia splende un solare colore rosato ramato. Impatto olfattivo ricco di variegate fragranze di sottobosco e di drupe rosse più grandi. Suggestive le delicate suadenze floreali e note vegetali. Gradevoli i respiri speziati. L’approccio palatale misura subito un sorso fresco e scorrevole, elegante e soave, succoso e polposo, aggraziato ed armonico.  Finale slanciato, affusolato e godibile. Da preferire su pesce in guazzetto, tagliere di salumi e carne bianca.

Nerìo Rosso Nardò Riserva Doc 2015. Blend di Negroamaro all’80% e saldo di Malvasia Nera di Lecce. Dopo la fermentazione il vino sosta sei mesi in tonneaux e poi viene sottoposto ad altri otto mesi di affinamento. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Veste cromatica rubineggiante. Bouquet complesso ed espansivo, dal quale si aspirano in primis  profumi fruttati di amarena, di prugna, di more e di mirtilli, intrecciati a sensazioni floreali e vegetali di buona sostanza. Piccolo rimando fumé. Sorso fascinoso, rigoroso, asciutto, dinamico e rotondo. Nessuna asperità allappante. Morbida l’allure che accarezza il palato. Corpo teso ed armonico. Ricamo finale estremamente edonistico. Da apprezzare su carni rosse e bianche e formaggi semistagionati.

Antieri Susumaniello Salento Igt 2017. Soltanto Susumaniello lavorato per un anno in botti grandi di quercia francese. Tenore alcolico di quindici gradi. Prezzo finale di 18,00 euro.

Bicchiere tinto da un luminoso colore rosso rubino, leggermente venato di porpora. Ventaglio olfattivo di ottima presa, che regala immediatamente ampie nuances di dolce e matura frutta; odorosi frammenti floreali; respiri di grafite e di erbe aromatiche; intriganti sussurri speziati d’Oriente. Seducente ed accattivante il sorso che si insinua in bocca, elargendo a volontà sospirosi sapori di frutta giovane. Accettabile la botta di calore. Tannini ben levigati e suadenti. Buona struttura di base, per un vino caratteristico, acido, scalpitante, equilibrato e dinamico. Chiusura su toni lunghi e piacevoli. Sulla classica e terragna cucina pugliese.

Cubardi Primitivo Salento Igt 2016. Acciaio, legno grande e vetro per circa un anno e mezzo di maturazione del vino. Alcolicità di quindici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Spettacolare rosso rubino scuro il colore nel bicchiere. Preziosi e conturbanti gli effluvi che salgono al naso, per un’olfattivazione di grande pregio. Complesse ed eterogenee parcelle odorose di uva passa, confettura di mirtilli e di ribes, di fragola, di viola, di pepe nero, di cannella, di funghi e di liquirizia. Sentori di goudron e di mallo di noce. Note di caffè, cioccolato fondente e balsamo. L’ingresso del sorso in bocca è subito caldo e protettivo, ma anche tagliente e morbido. Sviluppo palatale sapido, comunicativo, esuberante ed opulento. Trama tannica ben tessuta. Stimolante il persistente finale. Su piatti di pasta al sugo e carne alla brace.

Nauna Rosso Salento Igt 2016. Composizione di Negroamaro al 60% e saldo di Primitivo. La maturazione del vino avviene attraverso la sosta per nove mesi in tonneaux e poi altri dieci mesi di affinamento. Gradazione alcolica di quindici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 22,00 euro.

Colore rosso rubino carico. Affastellati ed espressivi profumi seducono le narici, proponendo copiose fragranze di frutta a go-go. Congrui respiri cioccolatosi, tabaccosi, speziati e mentolati. Umori empireumatici. Sulla lingua plana un sorso caldamente estivo, ma subito gradevole e raffinato, laddove la tagliente acidità fa da argine. Profilo austero, sensuale, aristocratico e sapido quanto basta. Pregevole la morbida carica tannica. Vino nel complesso bene strutturato, dinamico ed evoluto. Retroaroma calibrato. Su una zuppa di legumi e carne arrosto.

Diciotto Primitivo Salento Igt 2016. Solo Primitivo, lavorato per quattordici mesi in tonneaux di quercia francese e poi ancora un anno di elevazione in vetro. Come suggerisce il nome della bottiglia, i gradi alcolici sono diciotto! Prezzo finale sotto i 50,00 euro.

Che dire di questo vino così singolare? Per poterlo capire appieno bisogna calarsi nella cultura della vitivicoltura salentina, che può vantare una ultramillenaria storia alle spalle. Complice un clima caldo ed asciutto ma anche mitigato da gentili brezze marine, le rigogliose viti si prendono in faccia tutto il sole possibile. In questo modo le turgide uve sono fatte oggetto di una notevole capacità di accumulo di zuccheri, che poi naturalmente in fase di  lavorazione si esplicano in elevata alcolicità. Dice ma diciotto gradi per un vino rosso fermo non sono molti? Certo che sono molti, ma bisogna distinguere se poi quel vino è cotto, oppure possiede una bella freschezza e tenendo conto della precocità vendemmiale è lecito supporre che gli acini abbiano conservato integra una propria ed indispensabile acidità. E poi naturalmente incide molto anche il regolare processo di lavorazione.

E così nel caso specifico abbiamo un vino vivo, potente e connotato da un grande potenziale di serbevolezza. Focoso, sì, ma anche tagliente, fruttato (il segno distintivo del Primitivo è la percezione soprattutto del profumo di fragola, derivante dalla molecola del furaneolo in percentuale altissima), floreale e salmastro. Un vino senza sbavature, che per certi versi si dimostra anche elegante e fine e morbidamente accattivante. E poi è immune da spigolature allappanti. La chiusura è edonistica. Un vino da provare assolutamente per capire davvero che cos’è il Primitivo e cosa vuol dire la sua filosofia.

Sede a Nardò – Via Generale Cantore, 37
Tel. 0833 567247 – Cell. 347 6706498
[email protected]www.scholasarmenti.it
Proprietario: Luigi Carlo Marra (Amministratore Unico)
Enologo: Benedetto Lorusso
Ettari vitati: 65 – Bottiglie prodotte: 450.000
Vitigni principali: Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera e Fiano.

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Dottor Malgi:diciotto gradi e non sentirli.Quando si ha a disposizione un vino con una struttura così il gioco è facile.Oltre al fatto che posso immaginare siano viti vecchie e ad alberello e di certo si farà grande selezione dei grappoli che lei sappia le uve sono raccolte surmature o in riva al mare si può raggiungere un grado alcolico così elevato(possiamo tranquillamente parlare di vino liquoroso)anche con una normale maturazione?PS.Riguardo al prezzo credo che bastino anche 40 €.Cordiali Saluti in attesa di notizie vinose e,parafrasando Galetti, tintinnose.FM.

    3 marzo 2019 - 17:14

    Enrico Malgi

    Caro Francesco sicuramente è come dici tu: le uve dell’etichetta Diciotto sono state raccolte tardivamente, anche se la scheda tecnica non ne fa menzione. Resta il fatto, comunque, che diciotto gradi per un vino fermo e non liquoroso, perché come sai questa tipologia prevede la fortificazione attraverso l’aggiunta di alcol e non è questo il caso, è alquanto inedito. Tutto sommato, però, il vino è “bevibile” ed acido, per cui l’alta alcolicità non disturba più di tanto. Per tua conoscenza ti dirò che nei prossimi giorni sarà nel Salento per alcuni giorni e pertanto verificherò di persona.

    3 marzo 2019 - 17:42

I commenti sono chiusi.