Vini Fontanavecchia

30/12/2020 849
Vini Fontanavecchia
Vini Fontanavecchia

di Enrico Malgi

La provincia di Benevento è la più vitata e la più produttiva di tutta la Campania. Al suo interno poi il comune di Torrecuso si colloca al primo posto assoluto potendo contare complessivamente su oltre 1200 ettari vitati. Ma quello che interessa maggiormente è che la produzione vitivinicola è segnata da uno standard qualitativo di grande rilievo, che fanno del Sannio un territorio estremamente privilegiato.

A Torrecuso c’è l’antica azienda Fontanavecchia della famiglia Rillo, con in testa  Libero (Presidente del Consorzio Sannio Tutela Vini), il quale con la collaborazione di papà Orazio e del  supporto dell’enologo toscano Emiliano Falsini sforna una batteria di vini davvero eccellenti, come ho potuto costatare recentemente. La produzione è molto ampia ed articolata ed è contraddistinta principalmente dai due tipici vitigni locali: Aglianico e Falanghina.

Controetichette vini Fontanavecchia
Controetichette vini Fontanavecchia

Falanghina del Sannio Dop 2019. Falanghina in purezza lavorata in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 10,00 euro. Etichetta premiata a Radici del Sud nel 2017 col millesimo 2016.

Un’ottima Falanghina base ma certamente non banale, anzi segnata da una sua precisa personalità. Colore giovane ed attraente in bella evidenza. Impatto olfattivo di grande rilievo, che propone al naso intensi profumi fruttati di banana, ananas e mela verde, seguiti da floreali, balsamici, mentolati e sapidi. In bocca fa il suo ingresso un sorso gradevole, succoso, citrino, elegante e morbido. Affilata la lama di acidità, che conferisce grande freschezza. Silhouette sicuramente espressiva e sublimata da un finale godibile ed appagante. Da provare su un piatto di vermicelli alle vongole e su latticini.

Libero Falanghina Taburno Doc 2014. Soltanto Falanghina. Maturazione del vino per l’80% in acciaio ed il restante 20% in barriques di rovere francese per sei mesi. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 22,00 euro.

Ci troviamo alla presenza di una Falanghina più strutturata, a cui i sei anni trascorsi dalla vendemmia l’hanno resa sicuramente più completa ed avvolgente. Già l’aspetto cromatico, giallo dorato e lucente, è indice di ottima conservazione. La tavolozza aromatica esibisce la sua ampia e sintomatica connotazione profumata di mela annurca, pera, mandorla, pesca, agrumi, ginestra e sambuco. Sottofondo speziato. Sorso espansivo, tonico, godurioso, affascinante, secco, polposo. Legno bene integrato e modulato. Vino complesso, generoso e dinamico. Chiusura persistente ed edonistica. Serbevolezza a lunga scadenza. Abbinamento con piatti di terra e di mare.

Aglianico del Taburno Rosato Docg 2019. Aglianico al 100%, maturato in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 10,00 euro.

Veste cromatica segnata da un colore rosato pallido e luminoso. Approccio olfattivo di ottima presa, che elargisce dolci essenze di ciliegia, mora, ribes, petali di rosa e macchia mediterranea. In bocca esordisce un sorso voluttuoso, sapido, elegante, morbido, minerale e guizzante di ottima freschezza. Palato tenero, sfizioso, genuino, gradevole, essenziale, dissetante e divertente. Retroaroma giudizioso ed affabulatore. Da provare su un tagliere di salumi e pesce in guazzetto.

Piedirosso Sannio Dop 2019. Solo Piedirosso, un vitigno questo che nel Sannio ha trovato il suo habitat ideale. Lavorazione in acciaio e vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 10,00 euro.

Colore rosso rubino non troppo carico. Esemplare il bouquet, da cui il naso attinge profumi di tanta buona frutta rossa, ma l’incidenza maggiore è appannaggio della voluttuosa percezione di geranio, vero marker varietale. In bocca fa il suo ingresso un sorso piacevole,  rassicurante, minerale, beverino, morbido, rotondo e fresco. Trama tannica gentile. Appeal elegante, fine, affusolato e carezzevole. Chiusura appagante e leggermente amarognola come da copione. Da consumare giovane. Perfetto in abbinamento con un piatto di spaghetti al pomodoro.

Vigna Cataratte Aglianico del Taburno Docg 2015. Soltanto Aglianico maturato per un anno e mezzo in barriques di rovere francese ed affinato in vetro per un altro anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 23,00 euro. Così come la Falanghina, anche il Vigna Cataratte annata 2009 è risultato vincitore a Radici del Sud 2017.

Colore rosso granato lucente. Naso subito indagatore, il quale viene investito da un pot pourri di eterei profumi di ciliegia, prugna, mirtilli, more, ribes, carrube e violetta. Calibrate e gradevoli le percezioni olfattive di dolci spezie orientali. Ad abundantiam gli afflati terziari. Bocca larga e spaziosa, che accoglie e si coccola un sorso voluminoso, caldo, potente, sontuoso, materico, vibrante, temperamentale e sulfureo, addomesticato comunque da una fresca e vitale scia di acidità. Deliziosi i tannini che, pur ancora molto presenti, non arrecano alcun disturbo. Allure fascinosa, baldanzosa, scalpitante e di grande classe. Longevità a lunga gittata. La chiusura è persistente ed oltremodo godibile. Su un cosciotto di agnello al forno con patate.

Grave Mora Aglianico del Taburno Riserva Docg 2011. Aglianico e basta. Vendemmia effettuata nella terza decade di ottobre. Maturazione per un anno e mezzo in barriques di rovere francese nuove, seguita da un lungo affinamento in bottiglia. Tasso alcolico di quindici gradi. Prezzo finale di 35,00 euro.

Si tratta di un vero e proprio must di tutta la vitienologia campana e meridionale, che nel corso degli anni ha saputo incantare e stupire col suo immenso fascino grandi firme settoriali e tutti i consumatori, riscuotendo un successo planetario. Un vino che si potrebbe definire a ragione il “Taurasi” del Sannio.

Nero inchiostrato e buio il colore che traspare nel bicchiere. Bouquet ricco e composito, dal cui crogiolo si possono aspirare in primis ampi, intensi e coinvolgenti aromi di piccole e medie drupe rosse. In appresso si evidenziano voluttuose rimembranze floreali e percezioni speziate di chiodi di garofano, noce moscata, pepe nero, anice e zenzero. Non mancano poi all’appello rimandi terziari di cioccolato fondente, tabacco, liquirizia, eucalipto, pirite, china, incenso, resina e catrame. Tuttavia è in bocca che il vino fa la differenza, esibendo subito un sorso pregnante di grassezza, spessore, asciuttezza, autorevolezza, corposità, complessità, compattezza, solidità, avvolgenza, rotondità, profondità, equilibrio e dinamicità. Legno ben dosato. Impalcatura tannica elegiaca. Palato ben centrato, strutturato, sapido, polposo e terroso. Vino ancora giovane e pimpante, che guarda ancora da lontano lo zenit. Grandi piatti di carne, di selvaggina e formaggi stagionati.

Fontanavecchia sforna davvero vini territoriali eccellenti, senza alcuna storpiatura e che fanno onore all’intero movimento vitivinicolo del Sannio.

Sede a Torrecuso (Bn) – Contrada Fontanavecchia
Tel. e Fax 0824 876275
[email protected]www.fontanavecchia.info
Enologo: Emiliano Falsini
Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte 180.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Fiano e Greco.

2 commenti

    Anulu

    I vini di Fontanavecchia sono una garanzia. E ultimamente mi sembrano anche meglio. Grande famiglia Rillo

    30 dicembre 2020 - 09:17Rispondi

    Paolo

    Ricordo una bella verticale di Vigna Cataratte..fatta alcuni anni fa…

    4 gennaio 2021 - 14:25Rispondi

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