Rotondo e Don Anselmo, storica verticale di Paternoster

10/10/2019 779
Azienda Paternoster 1925
Azienda Paternoster 1925

di Enrico Malgi

Vini Paternoster. La storica azienda ha organizzato in cantina la degustazione in verticale, cioé di più annate della stessa etichetta, di due storiche icone che hanno fatto epoca come il Rotondo e il Don Anselmo, due splendide versioni di Aglianico del Vulture della quasi centenaria azienda di Barile, ma anche della Basilicata e del Sud. A proposito di Barile,  la cittadina di origine greco-albanese di quasino tremila anime inserita all’interno del territorio del vulcano spento del Vulture, può vantare oltre una dozzina di aziende vinicole sparse sul suo territorio comunale, a conferma della sua spiccata vocazione vitivinicola.

Fabio Mecca
Fabio Mecca

La degustazione è stata inserita in una prestigiosa kermesse, denominata, “Paternoster Day” con la presenza di Piergiorgio Tommasi, che da qualche anno con la sua omonima azienda veronese ha acquisito la maggioranza dell’azienda lucana. Naturalmente a fare gli onori di casa ci hanno pensato Vito Paternoster, erede di questa storica famiglia di viticoltori lucani, e Fabio Mecca enologo aziendale nonché nipote di Vito cresciuto professionalmente in casa per poi spiccare il volo anche verso altri prestigiosi lidi.

Paternoster Bottiglie di Don Anselmo
Paternoster Bottiglie di Don Anselmo

Nel frangente, alla presenza di un nutrito numero di tecnici, produttori, professionisti, giornalisti specializzati e wine lover, c’è stata anche una degustazione libera della Tommasi Family Estates, con le etichette di Valpolicella di Tommasi Viticoltori, Oltrepò Pavese di Caseo, Brunello di Montalcino di Casisano, Maremma di Poggio al Tufo, Manduria di Surani e naturalmente Vulture di Paternoster. Non è mancata poi una pausa culinaria curata dallo chef stellato Vitantonio Lombardo.

Bottiglie di vino di aziende Tommasi
Bottiglie di vino di aziende Tommasi

Si è cominciato con il Rotondo Aglianico del Vulture Doc. Questa etichetta è in commercio dal 1996 e subito nel 1998 ha conquistato i Tre Bicchieri, portando questo rinascimento per la prima volta in Basilicata. Il vino matura per sedici mesi in acciaio, prima di transitare in barriques nuove, dove avviene anche la malolattica, per quattordici mesi, per poi finire l’affinamento in bottiglia per altri sei mesi.

Azienda Paternoster Vigna di Aglianico
Azienda Paternoster Vigna di Aglianico

Vendemmia 2015. Millesimo abbastanza caldo, ma che comunque sa difendersi a meraviglia. Il legno ha fatto la sua brava parte smussando quelle piccole spigolosità ancora giovanili.

Colore rosso rubino vivo. Lo spettro aromatico sfoggia poi un campionario di profumi di estremo interesse: sentori di frutta e fiori scuri; ottime spezie orientali; e poi credenziali di balsamo, mentolo, cioccolato, cuoio, ginepro e grafite. In bocca il sorso è fresco e scorrevole, con tanta vivacità gustativa e affastellato da un frutto bello maturo e godibile. Nel complesso il vino è anche elegante, morbido e gentile, anche perché i tannini risultano essere setosi e morbidi. Finale appagante. Ancora tanti anni davanti a sé.

Vendemmia 2011. Anche qui millesimo caldo e siccitoso, ma che per fortuna non ha fatto molti danni, perché alla fine si è deciso il tempo di raccolta delle uve fino alla prima decade di ottobre. In questo modo le giornate fresche hanno permesso una ripresa del turgore dei grappoli, con evidente vantaggio a favore del corredo aromatico.

Veste cromatica segnata da un colore rosso rubino carico. Bouquet intensamente armonico e paritetico, essenze di bacche del sottobosco e/o della pianta come la ciliegia e la susina. Evoluti i toni floreali di viola e di geranio. Timbro terroso. Insistenti e nitide le percezioni speziate, minerali e/o quelli di leggera affumicatura. Approccio in bocca subito caldo, glicerico, sapido ed avvolgente e permeato poi da grande finezza. Incisiva l’ottima freschezza che il vino regala al palato. Trascinante la succosità. Allungo finale ben delineato ed abbastanza persistente. Lo zenit è ancora lontano.

Paternoster Degustazione in verticale di Rotondo
Paternoster Degustazione in verticale di Rotondo

Vendemmia 2005. Ecco qui una grande annata finalmente, dove ha regnato un perfetto equilibrio vegeto-produttivo, con grappoli sani e turgidi.

Bicchiere tinto da un colore rosso granato brillante di giovinezza. Cifra aromatica esaltante ed ammaliante, portatrice di  affinità fruttate di more, mirtilli e marasca. Cadenze floreali ad ampio raggio. Dolci effusioni speziate, tostate, balsamiche e goudronesche. In bocca entra un sorso teso, morbido, asciutto, terroso, consistente, sapido e minerale. Portamento austero. Trama tannica ben evoluta e piacevole. Vino avvolgente, carnoso, strutturato e sulfureo, ma nell’insieme anche elegante, armonioso e stuzzicante. Retroaroma lungo. Ancora tanti anni di serbevolezza.

Vendemmia 1998. Nonostante il tempo incerto si può tranquillamente parlare di un grande millesimo, caratterizzato soltanto da una bassa resa.

Il colore nel bicchiere è ancora vivo, ma granato. Il carattere olfattivo è segnato da un appeal aromatico denso di una profonda sensazione di ottimi profumi, in cui emergono in modo particolare estratti speziati di noce moscata, chiodi di garofano e vaniglia. Gradevoli e raffinati i preziosi sospiri terziari empireumatici e/o di cenere, tostatura, cuoio, tabacco, balsamo e caffè torrefatto. Non mancano poi all’appello gradevoli effluvi di sottobosco. L’impatto del sorso in bocca è splendido per equilibrio, struttura, scatto, morbidezza, terrosità ed austerità. Ritornano alla mente percezioni fruttate. Tannini belli fusi e gentili. Chiusura persistente. Vino nel complesso ancora giovane nonostante i ventidue anni sul groppone. Su un cinghiale in umido con peperoni di Senise.

E veniamo adesso alla verticale del Don Anselmo, un vero cult della vitienologia lucana e non solo. Come si legge nella brochure “ E’ il vino che rappresenta la forza, il cuore, la passione, la determinazione e il coraggio di una Famiglia che per oltre novant’anni, attraverso quattro generazioni, ha lavorato nel Vulture e per il Vulture”.  La prima vendemmia di questa classica etichetta risale al 1985, omaggio di Pino Paternoster per il grande lavoro svolto da suo padre fondatore dell’azienda.

Il vino fermenta in acciaio per una ventina di giorni, dove avviene anche la malolattica. Affinamento per due anni per il 50% in botte grande e l’altro 50% in barriques di secondo passaggio. La massa poi viene assemblata per un’ulteriore sosta di sei mesi in acciaio ed infine il vino viene elevato in vetro per altri sei mesi.

Paternostrer Degustazione in verticale di Don Anselmo
Paternostrer Degustazione in verticale di Don Anselmo

Vendemmia 2015. Estate molto calda come abbiamo visto in precedenza con l’etichetta del Rotondo.

Note di sottobosco, amarena, susina, mallo di noce, aneto, pepe nero, chiodi di garofano, cioccolato, liquirizia e tabacco. A dare manforte ci pensano poi credenziali di tostato, di mineralità e di zolfo. L’impatto del sorso in bocca è potente e bene strutturato, ma anche capace di sostenere la beva con buona acidità ed un frutto fresco e masticabile. I tannini sono abbastanza morbidi, finissimi ed affusolati. Legno calibrato e ben integrato. Lunghezza gustativa fitta e carnosa, che evidenzia volume, equilibrio e sapidità. Finale persistente.

Vendemmia 2013. Eccellente annata questa, contraddistinta da elevate escursione termiche che hanno favorito così un’ottima maturazione delle uve.

Brillante il colore rosso rubino nel bicchiere. Timbro olfattivo segnato da ottimi riverberi fruttati di more, ribes, lamponi, mirtilli e ciliegia, accompagnati poi da dolci nuances floreali e da una mediterranea purezza vegetale. Effetti terziari di spezie, resina, mandorla tostata, caucciù, cenere, cioccolato fondente e cuoio. In bocca entra un sorso piacevolmente rustico, quasi selvaggio, e/o potente e grintoso, ma dopo un po’ di tempo sa sfoggiare con nonchalance eleganza, dinamicità, morbidezza, rotondità, scorrevolezza, armonia e sapidità. Tannini telentuosi. Retroaroma ampio e persistente.

Vendemmia 2007. Anche questo è stato un ottimo millesimo.

Bicchiere tinto da un colore rosso granato scuro, ma sempre lucente di gioventù. Pregevole il ventaglio olfattivo, che esprime in primis pervasivi profumi di frutta bella matura e gentile, seguiti poi da un intenso ed eterogeneo bouquet ricco di sentori di pepe nero, noce moscata, vaniglia, miele, cacao amaro, tabacco e balsamo. Bocca ampia e voluminosa che accoglie un sorso tonico, pimpante, sapido, corposo, austero, speziato e consistente. Trama tannica generosa. Buona freschezza e bel finale. Vino che potrà dire la sua ancora per tanti anni. Braciole al ragù.

Vendemmia 1997. Un’annata questa definita da tutti eccezionale in tutto il mondo.

Veste cromatica rosso granato scuro. Il primo approccio al naso mette in evidenza una cifra aromatica avvolgente e coinvolgente e che elargisce subito percezioni fruttate di sottobosco, di marasca e di prugna. Soffi floreali di violetta. Estratti speziati di pepe, zenzero e noce moscata. Sbuffi di carruba, di corteccia di eucalipto e di erbe officinali. Sentori terziari di incenso, china, tabacco, cuoio, liquirizia, resina, zolfo, anice e caffè torrefatto. Tensione gustativa reattiva, viva, dinamica e fine, che fa da contraltare a contrastanti percezioni di corposità, imponenza e potenza. Tannini nobilmente aristocratici. Vino nel compresso ancora in palla, soltanto leggermente corto nel finale. Penso che ne avrà ancora per qualche anno, prima di raggiungere lo zenit. Su un brasato di podolica.

Nel complesso si è trattato davvero di un’ottima degustazione, che fa onore all’azienda Paternoster e che segna indelebilmente tutto il territorio vulturino con i suoi ottimi vini longevi e sempre affidabili. L’Aglianico del Vulture, pur condividendo col confinante areale irpino la matrice vulcanica del terreno e la coltivazione dello stesso Aglianico, esprime comunque caratteristiche organolettiche diverse e particolari.

Sede a Barile (Pz) – Contrada Valle del Titolo
Tel. 0972 770224 – Fx 0972 770658
Info@paternoster.itwww.paternostervini.com
Enologo: Fabio Mecca
Ettari di proprietà: 10, più 10 in affitto – Bottiglie prodotte: 150.000

Vini Paternoster

7 commenti

    Denny

    Barile…omen nomen!
    Bellissima azienda integrata nel territorio, ancora più’ particolare la vecchia cantina nel centro del paese con grotte dove vi riposano le bottiglie del meraviglioso Don Anselmo.
    Un vino longevo, austero, perfetto per chi ha la pazienza di aspettarlo anche a lungo!
    Carpe Diem

    10 ottobre 2019 - 05:32Rispondi

    Mondelli Francesco

    Da campano devo serenamente convenire che L’AGLIANICO vuol dire Vulture.Longevo è dir poco.Se poi l’annata (come la 97 )è quella giusta e ben lavorata la bottiglia ce la possiamo pure scordare in cantina.Rammarico per il passaggio dì propietà ma Tommasi è una grandissima azienda che di certo saprà valorizzare ancor di più il grande vitigno Lucano .FM

    10 ottobre 2019 - 14:25Rispondi

    Giulio Cantatore

    Mi ha fatto davvero tanto piacere rivedere e riabbracciare Enrico Malgi, bella ed interessante manifestazione il Paternoster Day .
    Per quanto riguarda la verticale del Rotondo e del Don Anselmo , la 05 del Rotondo e quella che più mi ha convinto, mentre per il Don Anselmo il millesimo 07 e quello che ho trovato in gran forma.

    11 ottobre 2019 - 20:27Rispondi

    Enrico Malgi

    Gentile sig. Denny mi rammarico di non avere potuto visitare le vecchie cantine nel centro di Barile, ma nel programma questo non era contemplato purtroppo. Sarà per la prossima volta spero.
    Caro Francesco sicuramente l’Aglianico del Vulture è un grande vino ed insieme agli areali irpino, sannita, casertano, cilentano e Dauno e di tutta la Campania va a completare la gamma di una perfetta combinazione enologica, vanto di tutto il Mezzogiorno.
    Caro Giulio anche per me è stato un vero piacere rivederti dopo qualche anno. Dobbiamo cercare di incontrarci più spesso, soprattutto quando vengo io dalle tue parti, va bene?

    12 ottobre 2019 - 10:32Rispondi

      Denny

      Egregio sig. Malgi se ne avrà’ occasione le visiti, ne varrà davvero la pena, io visto la distanza da Barile mi consolero’ con le sei bottiglie di Don Anselmo del 2005 20′ anniversario che devo decidere quando assaggiare…

      12 ottobre 2019 - 15:26Rispondi

        Giulio Cantatore

        Certamente Enrico spero di rivederti presto magari insieme al nostro grande amico in comune Andrea De Palma.

        15 ottobre 2019 - 19:08Rispondi

    Enrico Malgi

    Ottima scelta sig. Denny. Nel frattempo il millesimo Don Anselmo 2016 ha conquistato i Tre Bicchieri 2020 del Gambero Rosso.

    13 ottobre 2019 - 11:39Rispondi

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