Tenuta San Francesco, il sogno continua: tra vigne secolari, una nuova casa del vino e il volto della seconda generazione


Tenuta San Francesco, linea costa d’amalfi

di Ornella Buzzone

Tenuta San Francesco, il sogno continua: tra vigne secolari, una nuova casa del vino e il volto della seconda generazione
Ci sono aziende che producono vino e aziende che custodiscono storie. La storia di Tenuta San Francesco, nel cuore verde di Tramonti, è una di quelle che meritano di essere raccontate.

Tenuta San Francesco, l’entrata

Sono arrivata a Tramonti per conoscere il nuovo volto dell’azienda dopo la prematura scomparsa di Gaetano Bove, uno dei soci fondatori e anima visionaria del progetto. Un momento delicato ma allo stesso tempo ricco di prospettive, in cui la seconda generazione ha deciso di raccogliere il testimone e guardare avanti.
Oggi, accanto ai soci storici, emerge una nuova figura femminile: Raffaella Bove. Veterinaria nella vita, ma sempre più coinvolta nella gestione dell’azienda e nel progetto vitivinicolo che suo padre aveva costruito insieme agli altri soci.

Tenuta San Francesco, Raffaella Bove

La storia di Tenuta San Francesco inizia nel 2004.
Prima di allora, i soci erano semplicemente viticoltori. Coltivavano le loro vigne, vendevano le uve alle aziende della zona tra Gragnano e Lettere e producevano un piccolo quantitativo di vino per il consumo familiare.
Poi arrivò una vendemmia difficile. Il prezzo dell’uva crollò e molti vigneti rischiavano di essere abbandonati. Fu durante una cena che Gateano Bove, veterinario ma figlio di contadini, insieme al fratello Generoso e agli amici Luigi Giordano e Vincenzo D’Avino prese una decisione destinata a cambiare tutto.

Tenuta San Francesco, i vigneti

Dopo qualche bicchiere di vino nacque Tenuta San Francesco.
Un atto d’amore verso una terra che rischiava di perdere il proprio patrimonio agricolo e le sue vigne secolari.
La forza di Tenuta San Francesco è racchiusa nelle sue vigne.
L’azienda custodisce un patrimonio straordinario di piante prefillossera a piede franco, alcune delle quali superano i 300 anni di età. Qui cresce il Tintore, vitigno simbolo di Tramonti. Per anni considerato un clone dell’Aglianico, è stato poi riconosciuto come varietà autonoma grazie agli studi condotti dall’Università di Agraria.
Accanto al Tintore troviamo Piedirosso, Pepella, Ginestra, Biancazita, Biancatenera e altre varietà autoctone che raccontano l’identità più autentica della Costa d’Amalfi.
Passeggiando tra questi vigneti si ha la sensazione di trovarsi davanti a un vero museo vivente della viticoltura campana, dove il tempo sembra essersi fermato e ogni pianta racconta una storia.
Oggi l’azienda produce quattordici etichette.
Tra queste spicca il Rosé Metodo Charmat, nato durante la pandemia da un’intuizione di Gaetano Bove. Con i ristoranti chiusi e le vendite rallentate, decise di spumantizzare il rosato aziendale ottenuto da Piedirosso, Aglianico e Tintore.
Accanto a lui troviamo uno Spumante Metodo Classico prodotto da Biancazita e Biancatenera provenienti da vigne prefillossera.
Il Tramonti Bianco, vino simbolo della cantina, nasce da Falanghina, Biancorella e Pepella. È il vino con cui l’azienda si è presentata sul mercato nel 2004 e il blu dell’etichetta richiama il mare della Costiera Amalfitana.
Il Tramonti Rosso racconta invece il lato più autentico e contadino di questo territorio attraverso Aglianico, Tintore e Piedirosso.
Le etichette raccontano anche la passione della famiglia per l’arte. Alcune riportano opere del pittore americano Edwin Stein, che visse a lungo a Positano, altre omaggiano artisti campani come Carotenuto e Pietro Lista, trasformando ogni bottiglia in un piccolo racconto del territorio.Tra le etichette più emozionanti c’è sicuramente Per Eva, una riserva bianca dedicata alla moglie di Gaetano Bove.
Le uve provengono da un vigneto vicino alla casa dove Eva è nata e cresciuta. L’etichetta riproduce un’opera del pittore tramontino Carotenuto, regalata da Gateano alla moglie per un anniversario di matrimonio.
Nel bicchiere troviamo Falanghina, Pepella e Ginestra, vitigno autoctono che prende il nome dai profumi floreali che ricordano proprio il fiore della ginestra.
Un vino elegante, minerale e sapido, prodotto da vigne poste a circa 600 metri sul livello del mare e costantemente influenzate dalle brezze marine.
Ogni etichetta racconta una parte della storia familiare e del territorio, ma ce n’è una che più di tutte rappresenta la visione di Gaetano Bove.

Tenuta San Francesco, i vini

Se c’è un vino che racconta meglio di tutti il carattere visionario di Gateano Bove è Campo del Sogno.
Nasce da un vecchio vigneto abbandonato da oltre quarant’anni nella frazione di Pucara, una delle zone più vicine al mare di Tramonti. Per recuperarlo è stato necessario quasi un anno di lavoro e soltanto interventi meccanici di pulizia.
Qui sono state impiantate barbatelle di Cabernet Franc provenienti da Bolgheri, grazie ai rapporti costruiti negli anni da Gateano con altri  produttori italiani.
Da questo progetto nasce oggi un vino prodotto in appena mille bottiglie l’anno.
Il nome racchiude due significati: il campetto da calcio vicino al vigneto, dove i bambini andavano a giocare e sognare, e il sogno dello stesso Gaetano di riportare in vita quel terreno dimenticato.
Campo del Sogno è composto prevalentemente da Cabernet Franc con una piccola percentuale di Tintore e rappresenta perfettamente il ponte tra innovazione e tradizione che caratterizza questa nuova fase dell’azienda.
Oggi Tenuta San Francesco continua a essere una realtà costruita sulle persone.
Raffaella Bove segue la comunicazione e la parte commerciale. La famiglia D’Avino si occupa dell’accoglienza e dell’amministrazione. Giovanni Giordano guida la produzione come enologo aziendale, affiancato dalla consulenza di Carmine Valentino, storica collaboratrice della cantina. Francesco Bove segue invece la parte tecnica e agronomica insieme al padre Generoso.
Un lavoro corale che coinvolge famiglie, territorio e competenze diverse.
“Provo a portare avanti il suo sogno e la sua creatura”, racconta Raffaella.
Oggi Tenuta San Francesco coltiva circa 18 ettari distribuiti in 28 piccoli vigneti sparsi tra le diverse frazioni di Tramonti, dai 200 ai 600 metri di altitudine.
Qui la viticoltura è ancora un lavoro fatto di mani, pazienza e conoscenza del territorio. La vendemmia è interamente manuale, i sostegni delle vigne sono realizzati con pali di castagno provenienti dai Monti Lattari e le legature seguono ancora le antiche tecniche locali utilizzando rami di salice.
Pur non essendo certificata biologica, l’azienda adotta pratiche rispettose dell’ambiente, limitando al minimo gli interventi in vigneto e utilizzando principalmente rame e zolfo.
Una filosofia che le ha permesso di ottenere negli anni la Chiocciola Slow Wine, riconoscimento riservato alle aziende che interpretano il vino in modo sostenibile e coerente con il territorio.
Ma il futuro di Tenuta San Francesco non passa soltanto attraverso il vino.


L’azienda sta completando il trasferimento in una nuova struttura molto più ampia rispetto alla sede storica. Un progetto pensato per accogliere appassionati, turisti e winelovers attraverso degustazioni, cooking class, eventi, percorsi esperienziali e ospitalità.
Saranno presenti camere, spazi esterni per eventi, nuove sale degustazione e una moderna area produttiva. Un luogo dove vivere il vino a 360 gradi e conoscere da vicino la straordinaria viticoltura eroica di Tramonti.
Mentre passeggio tra i vigneti, con lo sguardo che corre dai Monti Lattari al mare della Costiera Amalfitana, mi è chiaro che Tenuta San Francesco sta vivendo uno dei momenti più significativi della sua storia.
Non è soltanto il passaggio da una generazione all’altra. Non è soltanto l’apertura di una nuova struttura destinata a diventare un punto di riferimento per l’ospitalità e l’enoturismo del territorio.
È il momento in cui un’eredità si trasforma in visione.
Dopo anni in cui Gaetano Bove ha immaginato, costruito e fatto crescere questo progetto, oggi sono Raffaella e la seconda generazione dei soci a raccoglierne il testimone. Con uno sguardo nuovo, ma con lo stesso rispetto per la terra, per le vigne secolari e per la storia che ha reso unica questa realtà.
E non è un caso che a guidare questo cambiamento ci sia ancora una volta una donna.
Con sensibilità, determinazione e concretezza, Raffaella rappresenta il volto  di una Tenuta San Francesco che evolve senza rinunciare alla propria identità.

Tenuta San Francesco, Ornella e Raffaella

La nuova sede, ormai prossima all’apertura, sarà il simbolo di questa evoluzione: uno spazio moderno e accogliente, pensato per chi desidera conoscere Tramonti attraverso il vino, l’ospitalità e il racconto del territorio.
Perché il futuro di Tenuta San Francesco non nasce da una rottura con il passato.
Nasce dalla capacità di custodire un sogno e avere il coraggio di portarlo ancora più lontano.

Informazioni utili
Tenuta San Francesco
Via Fieccia, Tramonti (SA)
Tel. +39 089 876434
www.vinitenutasanfrancesco.com

Nuova sede: in fase di completamento nel territorio di Tramonti, immersa nei vigneti della tenuta, con apertura prevista nei prossimi mesi e un progetto dedicato all’ospitalità, all’enoturismo e alle esperienze legate al vino.

 

Scheda del 15 marzo 2025

La passione per il vino e non solo di Tenuta San Francesco a Tramonti

I soci di Tenuta San Francesco

I soci di Tenuta San Francesco

di Simona Mariarosaria Quirino

San Francesco non è solo il protettore degli animali, ma anche del vino e di Tramonti. Lo sa bene Gaetano Bove che coltiva tutte e tre le passioni e che ha dato alla sua tenuta il nome del Santo. L’azienda nasce nel 2004 con lui e con i suoi soci D’Avino e Giordano. Tutti e tre con le loro rispettive famiglie sono impegnati nella produzione del vino.

vitigni

vitigni

Gli ettari di terreno sono 18 e le bottiglie 80.000. I vitigni sono a pergola e a piede franco. Le uve sono quelle tipiche della zona di Tramonti: Aglianico, Piedirosso e Tintore per i rossi, Falanghina, Ginestra, Pepella e le varianti autoctone del Biancolella per i bianchi. A queste, si aggiunge il Cabernet Franc piantato nel nuovo vigneto a Pucara, a 200 metri sopra il livello del mare.

Per eva 2013-2023

Per eva 2013-2023

La cantina “madre” di Tenuta San Francesco è in una storica masseria del 700 e un’altra nuova sarà inaugurata quest’anno. Entrambe accolgono e accoglieranno visitatori da tutto il mondo, appassionati di vino curiosi di conoscere le etichette dell’azienda. Noi proviamo il “Per Eva”, sia 2023 che 2013.

i vini

i vini

Un blend di Falanghina, Ginestra e Pepella. Fresco con finale sapido il primo, di struttura e rotondo il secondo, “un bianco travestito da rosso” dice Roberto, genero di Gaetano Bove, esperto di vini e impiegato nel settore dell’ospitalità. Lo accompagniamo ai latticini della zona e a un pane raffermo prodotto da loro. Al bianco segue un rosato Costa d’Amalfi “ED”, un blend di Aglianico e Piedirosso, sempre fresco e al gusto molto fine e delicato, perfetto sul primo con i friarielli.

Rose e friarelli

Rose e friarelli

Per i rossi, in degustazione, ci vengono proposti il “Quattro Spine” che è prodotto da uve di Aglianico, Tintore e Piedirosso e “È iss”, un Tintore in purezza, fuori disciplinare, prepotente e protagonista, con un tannino robusto ma al tempo stesso elegante. Minerale, sapido e con una vena acida l’Alta Costa, un brut metodo classico ricavato da uve di Biancazita e Biancatenera che sono le versioni della zona del Biancolella.

Le botti

Le botti

In produzione ci sono anche i naturali, rossi e orange, con delle bellissime etichette realizzate da un artista americano. Perché l’arte è l’ennesima passione di Tenuta San Francesco, dove niente è lasciato al caso. Anche il simbolo: una doppia croce amalfitana e un grappolo d’uva che racchiudono sia una T di tenuta che una F di Francesco. La vediamo anche sulle botti dove fanno affinamento tutti i rossi. Una tenuta, dunque, che è una realtà virtuosa per Tramonti, ma anche un’azienda che mette insieme famiglia e passione. Che sono, senza dubbio alcuno, il vero motore di tutto.

 

Tenuta San Francesco

Via Fieccia, Tramonti (SA)

 

Scheda del 12 settembre 2024

Vini Tenuta San Francesco

Vini Tenuta San Francesco

di Enrico Malgi

Viticoltura minimalista, frammentaria e faticosa, e che si avvale soltanto di vitigni indigeni allevati a piedefranco, ma che riesce a raggiungere un ottimo livello qualitativo quella praticata in Costa d’Amalfi da pochissime e coraggiose aziende.

Come quella di Tenuta San Francesco di Gaetano Bove, Vincenzo D’Avino, Luigi Giordano e Generoso Bove, che opera nella piccola frazione Corsano di Tramonti, coltivando appena dodici ettari vitati.

Sei le bottiglie di nuove annate che ho appena degustato.

Controetichette vini Tenuta San Francesco

Controetichette vini Tenuta San Francesco

Costa d’Amalfi Tramonti Bianco Doc 2023. Blend di Falanghina al 40%, Biancolella sempre al 40% e saldo di Pepella. Maturazione in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 16,00 euro.

Nel calice rifulge un luminoso colore giallo paglierino, con effetti verdolini ai lati. Dal variegato e sontuoso bouquet il naso aspira avidamente una serie di caratteristici profumi, che ricordano la pesca bianca, l’albicocca, la pera spadona, il melone bianco, il gelsomino, il timo, la salvia e punteggiature speziate. In bocca esordisce un sorso nettamente fresco e garbato, morbido e sapido, elegante e delicato, soave ed aggraziato, pulito e goliardico, fruttato ed equilibrato. Vino da bere adesso, oppure conservare la bottiglia in cantina per qualche anno ancora. Scatto finale appagante e libidinoso. Da abbinare ad un piatto di vermicelli e vongole e latticini freschi di Agerola.

Per Eva Costa d’Amalfi Bianco Doc 2022. Blend di Falanghina al 40%, Ginestra pure al 40% e saldo di Pepella. Affinamento in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di circa 25,00 euro.

Costa d'Amalfi Per Eva Bianco Doc 2022 Tenuta San Francesco

Costa d’Amalfi Per Eva Bianco Doc 2022 Tenuta San Francesco

Alla vista si presenta un brillante colore giallo paglierino più carico della precedente bottiglia. Crogiolo depositario di pervasivi e molteplici aromi di limoni sfusati amalfitani, pesca gialla, susina bianca, mandorla, mela annurca, banana, ginestra, mimosa, acacia, tiglio, salvia zafferano e zenzero. Sottofondo sulfureo. Approccio palatale asciutto, succoso, flessuoso, arrotondato, teso, glicerico, minerale, cristallino e reattivo. Aplomb fascinoso, elegante e voluttuoso. Gusto accattivante, avvincente, goloso e carezzevole. Buona la serbevolezza. Allungo finale godibile e persistente. Da preferire su un risotto ai frutti di mare e pollo con peperoni.

Costa d’Amalfi Rosato Doc 2023. Assemblaggio di Tintore, Piedirosso ed Aglianico. Affinamento in acciaio. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Tipico il colore rosato sfumato, languido e sornione. Al naso si affastella una moltitudine di composite essenze, che si materializzano sotto forma di placidi sussurri di visciola, melagrana, chinotto, pesca gialla, piccole drupe del sottobosco, petali di rosa, deliziosi spunti di erbe aromatiche di mediterranea purezza e soffi speziati di pepe rosa. Attacco in bocca molto fresco e morbido, piacevole e gentile, suadente e stuzzicante, sapido e conturbante, vellutato e rotondo. Silhouette elegante, fine, leggiadra, seducente, intrigante, aggraziata e sospirosa. Da bere giovane su una zuppa di pesce amalfitana e pizza margherita. Affondo finale molto gradevole e gioioso.

Costa d’Amalfi Tramonti Rosso Doc 2022. Uvaggio di Aglianico, Tintore e Piedirosso. Affinamento in acciaio e botti di rovere per circa due anni. Elevazione in vetro per due mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 15,00 euro.

Veste cromatica segnata da un luminoso colore rosso rubino lievemente purpureggiante ai lati. Spettro aromatico portatore di una sfilza di elegiaci profumi di drupe rosse piccole e medie, sentori floreali di rosso vestiti, suadenze di vegetali freschi, credenziali speziate e per finire poi in pervicaci sussurri terziari. L’ingresso del sorso in bocca si caratterizza in primis per acidità, polposità, sapidità, tonicità e morbidezza. In seguito si percepisce una tattilità ammaliante, affabulatrice, fruttata, espansiva e giocosa di un vino che si concede con personalità e completezza. Trama tannica ottimamente impostata. Potenzialità di serbevolezza a lunga gittata. Chiusura decisamente soddisfacente. Da provare su un piatto di pasta al sugo e tagliere di salumi amalfitani.

4 Spine Costa d’Amalfi Doc Tramonti Rosso Riserva 2019. Blend di Aglianico, Tintore e Piedirosso. Maturazione in acciaio e legno per oltre due anni. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 30,00 euro.

Calice tinto da un colore rosso rubino sfaccettato. Ampio ed omogeneo il crogiolo, da cui un naso particolarmente attivo attinge pregevoli profumi di tanta buona frutta rossa della pianta e del sottobosco, insieme a captazioni floreali di rosa damascena e di viola, ad effusioni vegetali di erbe officinali, essenze speziate di cannella e di noce moscata, per finire poi con sollecite vibrazioni terziarie. Sottofondo fumé. Bocca molto ospitale e permissiva che accoglie un sospiroso sorso, che comunica subito ottime percezioni di avvolgenza, intensità, freschezza, sapidità, morbidezza, voluttuosità, balsamicità, mineralità, complessità e solidità. Tannini ben registrati e che scorrono ed esaltano la beva. Sviluppo palatale rotondo, infiltrante, armonico, equilibrato, contrastato, espansivo e sensuale. Longevità a lungo raggio. Da abbinare ad un capretto al forno con patate e formaggi stagionati della Costiera. Retroaroma lungo e persistente.

E’ Iss Prephilloxera Rosso Campania Igt 2019. Tintore in purezza le cui uve sono state allevate a piedefranco e raccolte tra fine ottobre ed inizio di novembre. Maturazione in botti da 25 ettolitri per circa due anni e poi affinamento in boccia per sei mesi. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 35,00 euro.

Il Tintore è un vitigno raro e prezioso che si coltiva a piedefranco nell’areale di Tramonti e dal quale si ricava un vino eccellente com’è dimostrato in questo frangente.

Livrea disegnata da uno sfavillante colore rosso rubino intenso, attraversato da riflessi violacei. Imperioso, imponente e traboccante di una multiforme sinfonia di profumi il bouquet, che si concede pudicamente ad un naso molto sensibile e virtuoso, il quale aspira evidenti aromi di ciliegia, prugna, carruba, mirtilli, ribes, more, violetta, timo, salvia, menta, pepe nero, chiodi di garofano, incenso, tabacco, caffè torrefatto e goudron. Sottofondo empireumatico e sulfureo. In bocca fa il suo ingresso un sorso materico e bene strutturato, sanguigno e complesso, palpitante e corposo, temprato e vibrante, terroso e centrato. Matrice selvatica.  Spalla acida di ottimo spessore, la quale alimenta una fresca beva. Tannini talentuosi. Legno ben modulato. Tattilità vivace, glicerica, sapida, aristocratica, stuzzicante, espansiva e rotonda. Vino che resterà in sella ancora per molti anni. Perfetto su cacciagione e provolone del monaco. Finale edonistico e pervasivo.

Una batteria di vini davvero straordinaria, specchio fedele di un territorio unico ed in parte ancora vergine ed inesplorato. Qui si pratica una viticoltura estrema e di grande fatica, come dicevo all’inizio, adatti ad uomini forti, senza paura e di grande carattere. Il risultato finale però ricompensa con gli interessi tutti gli sforzi intrapresi, perché i vini che si ricavano sono molto ricercati e tra i migliori di tutta la Campania e non solo.

 

Tenuta San Francesco

Tramonti (Sa) – Via Fieccia – Frazione Corsano

Tel. 089 877434 – 856190 – Cell. 335 6670854

[email protected] – www.vinitenutasanfrancesco.com

Enologo: Carmine Valentino

Ettari vitati: 12 – Bottiglie prodotte: 60.000

Vitigni: Tintore, Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Biancolella, Pepella e Ginestra

 

Scheda del 24 novembre 2022

Vini San Francesco Nuove annate

Vini San Francesco Nuove annate

di Enrico Malgi

La sottozona Tramonti Doc della Costa d’Amalfi pur annoverando soltanto due comuni (Tramonti e Maiori) è sicuramente quella più prolifica e vanta anche un numero maggiore di aziende vitivinicole che insistono sul suo territorio. Inoltre questo areale è patria indiscussa del Tintore, vale a dire il vitigno a bacca rossa autoctono più importante di tutta la Costiera. Le varietà sono allevate quasi esclusivamente a piedefranco con il metodo a pergola tramontina.

Una piccola azienda di Tramonti collocata nella frazione Corsano si è imposta da tempo all’attenzione dei critici e dei consumatori: Tenuta San Francesco, che appartiene ai tre soci
Bove, D’Avino e Giordano.

Come di consueto, anche quest’anno ho potuto assaggiare i vini dell’ultima annata.

Controetichette vini San Francesco Nuove annate

Controetichette vini San Francesco Nuove annate

Costa d’Amalfi Tramonti Bianco Doc 2021. Blend di Falanghina, Biancolella e Pepella. Maturazione in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 16,00 euro.

Luminoso il bel colore giallo paglierino-verdolino che occhieggia nel bicchiere. Bouquet gradevolmente affastellato da goliardici e molteplici profumi di mela annurca, pera Williams, melone bianco, pesca bianca, fiori di campo ed erbe aromatiche dei monti Lattari. In bocca penetra un sorso che si espande voluttuosamente per tutto il cavo orale in modo flessuoso, arrotondato, morbido, soave, sapido e contrassegnato poi da un appeal molto elegante. Giudiziosa la nota acida che apporta tanta freschezza. Scatto finale godurioso. Perfetto su un piatto di spaghetti allo scoglio e fior di latte di Agerola.

Per Eva Bianco Costa d’Amalfi Doc 2020. Blend di Falanghina, Ginestra e Pepella allevate in alta montagna. Maturazione in acciaio per dieci mesi ed affinamento in vetro per quattro mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 20,00 euro.

Qui il colore vira verso un giallo paglierino più carico. Spettro aromatico intensamente costellato da composite nuances di agrumi della Costiera, susina gialla, albicocca, mela golden, ginestra, biancospino e macchia mediterranea. Briciole speziate. Sorso sensitivo, che riesce subito a trasmettere al palato un’ampia freschezza, insieme a percezioni di asciuttezza, avvolgenza e
grazia. Gusto accattivante, avvincente, cristallino, sapido e minerale. Silhouette sontuosa, elegante ed affascinante. Buona la serbevolezza. Affondo finale persistente e godibile. Da preferire su un risotto ai frutti di mare e carne bianca.

Costa d’Amalfi Tramonti Rosso Doc 2019. Blend di Aglianico, Tintore e Piedirosso. Maturazione in acciaio. Affinamento in botti di rovere per circa due anni e poi elevazione in boccia per tre mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di circa 15,00 euro.

Rosso rubino splendente di gioia. Piglio olfattivo spiccatamente attraente, che sollecita un naso che si rende immediatamente disponibile ad annusare in primis ottime essenze di tanta buona frutta fresca, sia della pianta e sia del sottobosco. Collegati ad essa poi ecco qui i riverberi odorosi di viola, salvia, timo, spezie orientali e coriandoli terziari di buona fattura. In bocca esordisce un sorso ammaliante, rotondo, affabulatore, glicerico, sapido, succoso e gradevolmente fruttato. Incidenza acida, che alita freschezza per tutto il cavo orale. Trama tannica generosamente tornita. Buona la longevità. Chiusura su toni espansivi e sostenuti. Ottimo per accompagnare un piatto di pasta al sugo e formaggi di media stagionatura.

Costa d’Amalfi 4 Spine Tramonti Rosso Riserva Doc 2018. Blend di Aglianico, Tintore e Piedirosso. Maturazione in acciaio e poi affinamento in botti grandi per circa due anni. Elevazione in bottiglia per sei mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di circa 20,00 euro.

Bicchiere tinto da un colore rosso rubino screziato di lampi purpurei. Al naso salgono sospirose credenziali di amarena, ribes, mirtilli, violetta, erbe officinali, noce moscata, zenzero, liquirizia e tabacco. In bocca fa il suo ingresso un sorso teso, balsamico, strutturato, complesso, avveduto ed imponente. Percezione tattile ben cadenzata, solidale, morbida, polposa e tonica. Tannini gradevoli e sfiziosi. Allure aristocratica, affascinante, umorale, fine e ben ricamata. Longevità a lunga scadenza. Abbinamento ideale con un cosciotto di agnello con patate al forno e formaggi stagionati.

Turmiento Nature Caserosa. Si tratta di un vino naturale confezionato con Piedirosso e briciole di Tintore, senza denominazione e senza data. Vinificazione spontanea con lieviti autoctoni in tini di legno troncoconici, senza controllo della temperatura, nessuna chiarifica e nessuna filtrazione. Affinamento per un anno in tonneaux di terzo passaggio e poi elevazione in boccia sempre per un anno. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 25,00 euro. Bottiglie prodotte circa 1.000.

Alla vista si appalesa un solare colore rosso rubino chiaro con riflessi violacei ai bordi. Dall’ampio bouquet si espandono delicati e sintomatici profumi di marasca, lamponi, geranio e macchia mediterranea. Sottofondo lievemente speziato. Sorso scorrevole, insinuante, gentile, morbido, infiltrante, beverino, approcciabile, sottile, sapido, fresco, immediato e ruffiano. Tannini docili e gradevoli. Gusto secco, scattante, nitido, equilibrato, armonico ed elegante. Potrà durare integro ancora per alcuni anni. Chiosa finale aggraziata e leggermente amarognola. Da provare su un piatto di spaghetti al pomodoro, tagliere di salumi e pesce in guazzetto.

E’ Iss Tintore Prephilloxera Rosso Campania Igt 2018. Soltanto Tintore vendemmiato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Vinificazione in acciaio e maturazione in botti da 25 hl per circa due anni. Affinamento in vetro per sei mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 30.00 euro.

Ecco qui il Tintore in purezza, vanto ed orgoglio di Tramonti e di tutta la Costa d’Amalfi. Si tratta di un vitigno unico nel suo genere, che si alleva a piedefranco su terreno vulcanico, terrazzato ed a forte pendenza. Le vigne hanno un’età che supera il secolo di vita.

Cromatismo segnato da un colore rosso rubino intenso e profondo.
Espansivo e prorompente il crogiolo aromatico, dal quale il naso riesce a carpire percezioni voluttuose e stuzzicanti di ciliegia, prugna, cassis, mirtilli, carruba, viola mammola, iris, timo, alloro, more, pepe nero, chiodi di garofano, cannella, anice e cenere. Golosi gli afflati terziari di cioccolato fondente, caffè torrefatto, ginepro, china, grafite, mentolo, balsamo e goudron. Sorso pieno, abbondante, appagante, centrato, vibrante, materico, temprato e corposo. Spalla acida di grande effetto. Trama tannica ottimamente ordita.
Progressione palatale sfaccettata e sanguigna. Potenzialità di conservazione a lunga scadenza. Retroaroma gioiosamente persistente ed edonistico. Un grande vino davvero, da associare a cacciagione ed al classico provolone del monaco.

Un’ottima batteria di vini rari e prettamente territoriali che, pur prodotti in misura minimale,
sivanno ad affermare in modo molto deciso.

 

Tenuta San Francesco

Tramonti (Sa) – Via Fieccia – Frazione Corsano

Tel. 089 877434 – 856190 – Cell. 335 6670854

[email protected]www.vinitenutasanfrancesco.com

Enologo: Carmine Valentino

Ettari vitati: 12 – Bottiglie prodotte: 60.000

Vitigni: Tintore, Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Biancolella, Pepella e Ginestra

 

23 maggio 2020

Vini Tenuta San Francesco

Vini Tenuta San Francesco

di Enrico Malgi

Dopo Apicella siamo sempre a Tramonti in un’altra frazione, quella di Corsano. Qui opera l’azienda Tenuta San Francesco di proprietà di tre soci: Bove, D’Avino e Giordano. La fortuna dei viticoltori locali è quella di fare parte di un ecosistema unico per la coltivazione della vite: terreno di natura vulcanica, ricco di lapilli, cenere, pomice, sabbia ed argilla ed allevamento a piedefranco col classico sistema a raggiera detto “pergola tramontina”. E poi ancora preponderanza di impiego di varietà territoriali, vento costante, forti escursioni termiche, clima favorevole e mare non troppo lontano assicurano una produzione vitivinicola di ottima qualità. Diciotto piccoli e panoramici vigneti sparsi in tutto il territorio comunale, posizionati tra i trecento ed i settecento metri di altezza, forniscono uve eccellenti per la produzione di vini straordinari.

Sei le bottiglie che ho assaggiato in questa occasione.

Controetichette vini San Francesco

Controetichette vini San Francesco

Costa d’Amalfi Tramonti Bianco Doc 2019. Blend di Falanghina, Biancolella e Pepella. Fermentazione a maturazione in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale introno ai 12,00 euro.

Colore giallo paglierino. Impatto olfattivo caratterizzato da un intenso bouquet di pesca bianca, mela, pera, melone, arancia, gelsomino, ginestra, timo, salvia e camomilla. Sorso fresco, ge delicato, soave, sapido e sulfureo. Sensazioni palatali dinamiche, fruttate, morbide, eleganti, equilibrate e pulite. Finale appagante e gradevole. Sulla classica cucina di mare della Costiera.

Costa d’Amalfi Per Eva Bianco Doc 2018. Uve di Falanghina, Ginestra e Pepella raccolte a mano in alta montagna. Maturazione in acciaio e boccia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo.  Prezzo finale tra 15,00 e 20,00 euro.

Colore giallo paglierino già carico e lucente. Alnaso rimandi di limone, pesca gialla, susina, biancospino ed erba appena falciata. Lievi note speziate in sottofondo. Sentore di pietra focaia. L’opulenza del sorso è ben sostenuta da una notevole spinta acida. Marcati sentori minerali. Silhouette cristallina, sapida, elegante e profonda. Retroaroma persistente e gradevole. Un grande bianco da combinare insieme con piatti di mare, ma anche con quelli più strutturati di terra.

Costa d’Amalfi Rosato Doc 2019. Classico blend di Aglianico e Piedirosso. Lavorazione in acciaio e vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 10,00 euro.

Alla vista si presenta un delicato colore rosato tenue buccia di cipolla. Spettro aromatico di amarena, sottobosco, melagrana, petali di rosa, viola, zenzero e bacche mediterranee. Sorso fresco e piacevole. Sapidità, freschezza, mineralità e morbidezza in buon equilibrio. Un palato gentile, suadente, stuzzicante e ben ricamato fa da prodromo ad un finale scorrevole e molto gradevole. Su minestre di legumi ed insalata di mare.

Costa d’Amalfi Rosso Doc 2017. Blend di Aglianico, Tintore e Piedirosso. Maturazione in acciaio e legno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 12,00 euro.

Rosso rubino. Nuances di fiori rossi, spezie orientali ed erbe officinali, innestate su gradevoli sussurri terziari. Sulla lingua plana un sorso cadenzato, teso, polposo, morbido, sapido e sensitivo. Astringenza moderata ma gradevole. La bocca esplora poi un potenziale gustativo tonico e voluminoso ed incalzato da un ritmo palatale che mette in evidenza uno sviluppo verticale. Siamo ancora all’inizio della storia. Chiusura precisa e persistente. Da preferire su pasta al ragù e formaggi semistagionati.

Costa d’Amalfi QuattroSpine Tramonti Rosso Doc 2016. Anche qui tipico ed affidabile blend della Costiera di Aglianico, Tintore e Piedirosso. Acciaio, legno e vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 20,00 euro.

Colore rosso vivo e scuro. Dall’ampio e variegato crogiolo il naso aspira eterei profumi del sottobosco, come mirtilli, ribes, fragoline e more. All’appello non mancano poi suadenze di ciliegia e di prugna, insieme a vibrazioni floreali di violetta. Note speziate di noce moscata, pepe nero e chiodi di garofano. Gentilizie di balsamo, tabacco e caffè. Sottofondo fumé. Sorso ben ricamato e che porta in dote pregevoli spunti sapidi, minerali, taglienti, terrosi e fini. Trama tannica generosa. Composizione palatale ben rifinita da un cotè piacevolmente fruttato, che anticipa un finale godurioso, lungo ed imponente. Gran bel vino davvero, che può durare ancora per molti anni. Da provare sulla terragna cucina tramontina.

E’ Iss Tintore Prephilloxera Campania Rosso Igt 2017. Tintore in purezza ricavato da ceppi ultrasecolari a piedefranco e prodotto in poche bottiglie. Lavorazione in acciaio, maturazione in legno ed affinamento in bottiglia. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale intorno ai 30,00 euro.

Bicchiere tinto da un colore rosso granato intenso e luminoso. Al naso  rimandi stuzzicanti di frutta fresca, di visciole, prugna e sottobosco.Rimando anche floreale . E poi in ordine sparso godibili respiri di macchia mediterranea, mentolo, balsamo, pepe nero, cannella, vaniglia, carruba, ginepro, incenso, caffè e cacao. Pulsazioni empireumatiche e sulfuree. In bocca si sente subito la croccantezza di un frutto maturo. Pregnanza gustativa materica, corposa, temprata, vibrante e bene strutturata. Notevole l’acidità che apporta una freschezza inarrivabile. Trama tannica aristocratica e slanciata. Nobile allure di un vino unico e tipicamente territoriale. Vaticinio un’evoluzione a lunghissima gittata. Retroaroma appagante e persistente. Su piatti di cacciagione e formaggi stagionati. Alé.

Non c’è niente da dire, si tratta davvero di vini eccellenti degni rappresentanti di tutta la Costa d’Amalfi. Questo areale sicuramente è un piccolo gioiello, che soltanto da poco tempo è stato riscoperto e per questo meriterebbe molta più visibilità ed attenzione. Ma comunque siamo sulla buona strada.

Sede a Tramonti (Sa) – Via Fieccia – Frazione Corsano
Tel. 089 877434 – 856190 – Cell. 335 6670854
Enologo: Carmine Valentino
[email protected]www.vinitenutasanfrancesco.com
Ettari vitati: 12 – Bottiglie prodotte: 60.000
Vitigni: Tintore, Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Biancolella, Pepella e Ginestra.

3 Commenti

  1. Il Gran Capo è devoto a San Marzano.Io a San Francesco.Per ISS ma sopratutto per EVA uno dei migliori bianchi d’Italia da spendere sulla cucina di mare .Vini di montagna da bere al mare amo ripetere e qui sulla divina costiera ci sono ,entrambi .Cosa vuoi di più dalla vita ? Per quel che mi riguarda un ritorno ai settanta ed inizio ottanta non solo per gli anni in meno ma per la gioia e spensieratezza che allora c’era e chi l’ha vissuto in una “riedizione “come di un buon vecchio libro spera.FM

  2. Divina Costiera davvero. Vini territoriali, ma che esprimono anime diverse tra le tre sottozone, che comprendono quasi tutti i comuni della Costiera Amalfitana. Come diversi sono i vitigni impiegati. Un sorta di implicita convivenza per il bene comune, che si potrebbe definire, quindi. un patto di alleanza o di non belligeranza. Peccato che le aziende vitivinicole sono poche, come è poca la produzione in rapporto al potenziale on ancora espresso in toto. In ogni caso si tratta di un gran bel bere, che non tutti, purtroppo, riescono ad apprezzare.

  3. Da appassionato di Cabernet Frank sono ansioso di assaggiare questa versione nata su un campo di calcio tra le “montagne”della Divina Costiera di cui non sapevo nulla e per questo la ringrazio e chiudo con i più sinceri auguri a Raffaella che con coraggio ha preso il testimone lasciato anzitempo da Gaetano una delle personalità più interessanti del panorama vinicolo italiano.FRANCESCO

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