Vini Verrone – Nuove annate

4/4/2022 1 MILA
Vini Verrone Nuove entrate
Vini Verrone Nuove entrate

di Enrico Malgi

 

 Antonio Verrone ha iniziato ad interessarsi di viticoltura nel Cilento nel 1967, quando aveva ereditato una vecchia vigna di famiglia ad Agropoli. Parliamo, quindi, di un’epoca pioneristica dove ancora non era scattata l’ora “X” per produrre vino di alta qualità. L’allora giovane Antonio produceva poco vino solo per proprio uso personale, ma soprattutto era diventato conferitore di uve per molteplici aziende cilentane. Soltanto nel 2003 l’azienda agropolese, di cui si interessa in modo capillare il figlio Paolo, cominciò a produrre vino su scala commerciale. Attualmente continua a conferire le sue uve, ma nel frattempo è diventata soprattutto un’azienda vitivinicola affidabile e partecipativa come un sicuro punto di riferimento per tutta la viticoltura cilentana e salernitana.

Da molti anni Paolo mi fa assaggiare sempre i nuovi millesimi in anteprima. Stavolta si tratta di un’etichetta già da tempo sul mercato e di una inedita appena lanciata.

Controetichette vini Verrone Nuove entrate
Controetichette vini Verrone Nuove entrate

Vigna Girapoggio Aglianico Cilento Dop 2019. Soltanto Aglianico vendemmiato a fine settembre. Maturazione in vasche d’acciaio per un anno e poi affinamento in vetro per un altro anno. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro. Bottiglie prodotte numero 10.000.

Colore rosso rubino sfavillante e genuino. Bouquet espansivo e compiacente, che si apre gioiosamente al naso per affermare le sue voluttuose e sensoriali nuances. Ciliegia, prugna e sottobosco hanno il compito di aprire le danze, seguiti subito dopo da pregevoli e marcati profumi che evocano in successione un distillato purissimo di fiori rossi, sospiri di macchia mediterranea e fragranze di spezie orientali. In bocca esordisce un sorso affilato, sapido, morbido, voluminoso, accattivante e vibrante. Tessuto tannico sontuoso. Appeal sensuale, seducente e balsamico. Gusto permeato da percezioni incisive, infiltranti, rotonde e polpose. Longevità tutta ancora da scoprire. Finale responsabilmente appagante. Da preferire su piatti di carne arrosto e formaggi stagionati, farà sicuramente una bella figura.

Cuore Matto Aglianico Paestum Igp 2020. Aglianico al 90% e saldo di Primitivo. Uve raccolte a metà settembre. Maturazione in vasche di acciaio per nove mesi e poi affinamento in boccia per altri nove mesi. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 13,00 euro. Bottiglie prodotte numero 1.500. Etichetta realizzata dall’artista salernitano Antonio Eusebio.

Si tratta di una bottiglia esordiente confezionata con Aglianico ed una piccola parte di Primitivo, che qui ha il compito di agire da spalla al posto del più usato Piedirosso nel classico blend campano.

Bicchiere tinto da un luminoso colore rosso rubino appena scalfito da lampi purpurei. Timbro aromatico interessato da costumate vocazioni olfattive di marasca, viola, garofano, iris, erbe aromatiche, ribes, mirtilli e zenzero. In bocca penetra un sorso pronto, acido, glicerico, sapido, salino, arrotondato, goloso, schietto e dinamico. Impalcatura tannica decisamente accomodante. Allure nobile, elegante ed aristocratica. Espansione palatale nitida, armonica, equilibrata, fine, intrigante e reattiva. Frutto giovane e croccante. Vino che durerà integro ancora per molti anni. Chiusura su toni intensi e persistenti. Da associare ad un piatto di spaghetti al pomodoro ed anche ad una bella zuppa di pesce. Si tratta, infatti, di un Aglianico giovane un po’ atipico, perché non mostra i muscoli ed è possessore di morbidi tannini. Una bella sorpresa davvero questo vino.

 

Sede ad Agropoli (Sa) – Località Cannetiello

Tel. e Fax 089 236306

[email protected]www.verroneviticoltori.it

Enologo: Alfonso Rotolo

Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 30.000

Vitigni: Aglianico, Primitivo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Fiano e Falanghina.

 

Giugno 2021

Vini Verrone
Vini Verrone

di Enrico Malgi

Antonio Verrone e suo figlio Paolo, spalleggiati dal bravo enologo Alfonso Rotolo, fanno tremendamente sul serio. Spiegate le vele, si sono avventurati tra le onde di un mare procelloso, cercando comunque di tenere diritta la barra per arrivare al traguardo finale ed approdare così indenni sulla magnifica costa cilentana. Un paradigma questo per spiegare che bisogna osare e tentare sempre di percorrere nuove vie per uscire dall’impasse e dall’immobilismo che, salvo casi sporadici, da molti anni attanagliano la viticoltura nel Cilento. Per fortuna ogni tanto qualche azienda tira fuori dal cilindro qualche bella novità, com’è successo proprio alla famiglia Verrone di Agropoli, che ultimamente ha immesso sul mercato ben tre spumanti nuovi ed una delle rare bottiglie di Fiano cilentano coltivato in altura a 650 metri di altezza sotto il Castello di Rocca Cilento.

Recentemente ho già assaggiato due dei tre spumanti: Le Mille Bolle Bianco da uve Falanghina ed un rosato di Aglianico contrassegnato dallo stesso titolo. Ora, invece, è la volta di degustare un nuovo spumante bianco di Fiano ed un altro Fiano fermo inedito di cui sopra, insieme ad un rosato dell’ultimo millesimo.

Controetichette vini Verrone
Controetichette vini Verrone

Le Mille Bolle Vino Spumante Bianco Brut Metodo Martinotti. Soltanto Fiano raccolto a fine agosto e lavorato in acciaio. Presa di spuma in autoclave. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo in enoteca di dodici euro. Bottiglie numero 3.000.

Colore giallo paglierino simpaticamente giovane e tenue. Il perlage, sotto il cappello di schiuma, evidenzia ottime, giocose e calibrate bollicine. Il naso si lancia alla scoperta di un bouquet fragrante e fruttato di clementina, pesca bianca, mela verde, pera e sottobosco. All’appello non mancano poi profumi di gelsomino, acacia ed erbe aromatiche. Sorso subito secco, divertente, pizzicorino, fresco, sapido e succoso. Espansione palatale pulita, elegante, deliziosa, briosa, aggraziata e delicata. Buona la chiusura. Da preferire in accompagnamento a finger food e latticini.

Vigna Castello di Rocca Cilento Fiano Cilento Dop 2020. Ecco qui la grossa novità di un Fiano allevato a circa 650 metri sotto il castello di Rocca Cilento. Vendemmia effettuata a metà settembre. Maturazione per sei mesi in vasche d’acciaio ed elevazione in vetro per due mesi. Tenore alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 18,00 euro. Bottiglie prodotte numero 1.333.

Nel bicchiere risalta un bel colore giallo paglierino attraente e lucente. Accattivante lo spettro aromatico, dal cui crogiolo il naso aspira un pot pourri di voluttuosi profumi, che rimembrano il mandarino, il fico, la nocciola, la susina bianca, il mango, il biancospino, la ginestra, il muschio ed il timo. In bocca fa il suo ingresso un sorso tagliente, avvolgente, succoso, morbido, cristallino, sapido, palpitante di gioia ed affascinante, manifestando così la sua nobile allure. Beva appagante, reattiva, scattante, pervasiva e dinamica. Migliorerà col tempo. Finale tonico e persistente. Ottimo vino davvero che si dimostra più complesso e rotondo, tanto da farlo sembrare un Fiano irpino che ama esprimersi al meglio in altura, dove può godere di un clima più fresco e/o di escursioni termiche. Ben vengano, quindi, vini di Fiano cilentano di altra collina. Da abbinare ad un risotto ai funghi porcini, latticini e piatti anche più strutturati.

Isca Rosa Rosato Paestum Igp 2020. Aglianico in purezza. Vendemmia ad inizio di settembre. Affinamento per quattro mesi in acciaio e poi in boccia per tre mesi. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo in enoteca di dodici euro. Bottiglie prodotte numero 3.000.

Alla vista si presenta un limpido colore rosa salmonato. Impatto olfattivo di ottima presa, laddove emergono plastiche essenze di ciliegia, ribes, mirtilli, fragole, lamponi, chinotto, melagrana, agrumi, sambuco e geranio. Cadenze speziate e vegetali. Attacco in bocca fresco, suadente, educato, prezioso, sapido, succoso, lineare e gradevole. Sorso scorrevole, equilibrato, ammaliante, aggraziato, soave, gaudente e glicerico e focalizzato poi su pertinenze gioiosamente fruttate. Retroaroma sensuale, armonico ed intrigante. Da consumare su una pizza margherita e tagliere di salumi.

Come sempre si tratta di un’ottima interpretazione di vini prodotti da una storica azienda cilentana, che ha determinato una svolta epocale e territoriale alcuni anni fa e che continua imperterrita ancora adesso a tracciare una sicura via ed a mietere successi. Alè.

Sede ad Agropoli (Sa) – Località Cannetiello
Tel. e Fax 089 236306
[email protected]www.verroneviticoltori.it
Enologo: Alfonso Rotolo
Ettari vitati: 16 – Bottiglie prodotte: 30.000
Vitigni: Aglianico, Fiano e Falanghina.

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