Vinitaly e Calabria in wine: un viaggio enoturistico tra i territori del vino calabrese
di Marina Betto
La Calabria negli ultimi anni ha saputo conquistare crescente attenzione, emergendo come una delle destinazioni più autentiche del panorama enoturistico nazionale. Una terra che non propone soltanto vini di carattere ma offre ai visitatori un patrimonio fatto di paesaggi spettacolari, biodiversità, storia millenaria e una cultura dell’ospitalità profondamente legata alla vite.
Visitare la Calabria significa intraprendere un viaggio che attraversa montagne, colline e due mari, seguendo un mosaico di territori capaci di raccontare, attraverso un calice una storia lunga migliaia di anni.
La Calabria è una terra unica nel Mediterraneo lo attesta la sua origine geologica che ci racconta che milioni di anni fa questo territorio era collegato all’arco alpino e soltanto successivamente raggiunse la posizione attuale a seguito dei grandi movimenti tettonici. Questa evoluzione ha dato vita a una regione dove, nell’arco di pochi chilometri si passa dalle vette del Pollino, della Sila, delle terre dell’Aspromonte alle spiagge del Tirreno e dello Ionio. La varietà di suoli, esposizioni e microclimi ha favorito la conservazione di un patrimonio ampelografico straordinario, fatto di vitigni autoctoni capaci di esprimere diverse identità.
La storia del vino calabrese coincide con quella della Magna Grecia, infatti già nel VII secolo a.C. i coloni ellenici introdussero varietà pregiate trasformando questo territorio in uno dei principali centri di diffusione della viticoltura nel Mediterraneo. Furono poi i Romani a consolidarne la fama apprezzando i vini di questa terra. La storia si è poi evoluta e tra crisi agricole e fillossera, guerre ed emigrazione si è arrivati ai giorni nostri. Oggi piccole aziende, giovani produttori e grandi investimenti nella qualità hanno riportato la Calabria al centro dell’attenzione del mondo del vino.
Tra le realtà più dinamiche spicca la DOP terre di Cosenza, denominazione tra le più estese d’Italia, nata nel 2011 per riunire sotto n unico marchio le storiche denominazioni del territorio cosentino. Per il viaggiatore questo territorio rappresenta una vera e propria mappa da seguire, articolata com’è in territori molto diversi fra loro.
Verbicaro si può definire il vino tra mare e montagna. Sulle colline della Riviera dei Cedri può iniziare il viaggio per la Calabria enoica, ai piedi dell’Orsomarso, il vino accompagna la storia del territorio da oltre duemila anni. Le antiche cantine sotterranee, i celebri “Catuvi”, ci parlano di una cultura contadina ancora viva dove il vitigno Magliocco assume il nome di Guernaccia Nera e dona vini eleganti, speziati e dal tannino maturo, perfetti accanto ai formaggi locali e ai piatti impreziositi dal peperoncino e dal peperone crusco.
Nel Parco Nazionale del Pollino il paesaggio cambia completamente. I borghi che si incontrano lungo la strada sembrano sospesi nel tempo, tra boschi secolari, il pino loricato e i panorami che spaziano fino allo Ionio, le vigne sono coltivate ad alta quota. Le forti escursioni termiche donano ai vini grande freschezza, mineralità ed una straordinaria capacità di evoluzione. Qui il Magliocco nelle etichette più mature esprime aromi di amarena, prugna, sottobosco e spezie, vino ideale con la carne podolica, la capra e i salumi tradizionali.

Ceraudo Crisara Calabria IGT, Masseria Falvo 1727 Donna Filomena Guernaccia Bianca, l’Eroico IGT Terre della Costa Viola, Librandi Efeso 2024 Tenuta Rosaneti Calabria IGT
Sulle pendici occidentali della Sila tra i 400 e i 700 metri di altitudine si trova uno dei territori storici della viticoltura cosentina. Qui le vigne sono contornate da castagneti, uliveti e boschi di faggio e il Magliocco, spesso accompagnato dal Greco Nero, produce vini profondi, minerali e longevi. L’abbinamento ideale a tavola è con le salsicce, l’agnello e i piatti della memoria.
La Valle del Crati rappresenta una delle zone più vocate della denominazione. I vigneti sono contornati da ulivi e antichi frutteti. I terreni sono ricchi di ferro e conferiscono ai vini colori intensi, note minerali e grande freschezza. Le versioni giovani accompagnano salumi e formaggi mentre le Riserve trovano il loro equilibrio accanto alle carni arrosto.
Tra il Pollino e Sibari vi è la Valle dell’Esaro uno dei paesaggi più affascinanti della Calabria. Alle spalle si trovano le montagne del Pollino, davanti la Piana di Sibari e il Mar Ionio. Qui la macchia mediterranea convive con i vigneti di Magliocco e la cucina arbereshe arricchisce ulteriormente l’esperienza enogastronomica con piatti tradizionali tramandati nei secoli ricchi di erbe spontanee.
L’altra grande anima del vino Cosentino è il Savuto, una delle denominazioni storiche della Calabria. I vigneti terrazzati che seguono il corso dell’omonimo fiume, disegnano uno dei passaggi vitati più suggestivi del Sud Italia. Celebrato in tempi antichi da Plinio e in tempi più moderni da Mario Soldati, il Savuto è un vino strutturato ricco di sfumature profumate che spaziano dalla frutta matura alle spezie e con una buona dose di mineralità, perfetto con gli arrosti e la carne alla brace.

La cedrata nell’area dell’Orsomarso a Papasidero, le tisane di Catasta sul Pollino, la pasta con il tartufo, i peperoni cruschi
La Calabria contemporanea si racconta anche con il Magliocco Dolce, da sempre presente nelle colline cosentine con numerosi sinonimi locali: Arvino, Guarnaccia Nera, Lacrima, Gaddrica, e ogni territorio ne interpreta la personalità in maniera diversa essendo più fresco e verticale in montagna, più morbido e mediterraneo lungo le coste e nelle vallate interne. Il risultato è una sorprendente varietà di vini accomunati da colore intenso, profumi di frutti rossi e spezie, violetta e una struttura capace di affrontare lunghi affinamenti.
Ma la Calabria del vino oggi sorprende non solo per i rossi ma anche grazie ai bianchi autoctoni. Pecorello, Mantonico, Guarnaccia Bianca, Greco Bianco e Malvasia stanno vivendo una stagione di straordinaria riscoperta. Sono vini freschi, minerali, eleganti, ricchi di profumi mediterranei, perfetti per accompagnare il pescato, i formaggi freschi e la cucina vegetale del territorio.
Vinitaly and the City Calabria in Wine, la manifestazione giunta alla sua terza edizione svoltasi nel Parco Archeologico di Sibari dal 17 al 19 luglio 2026 è la vetrina che racconta la Calabria che guarda al futuro, una regione che ha scelto di investire sulla qualità, sull’identità dei vitigni autoctoni e sull’enoturismo.
Visitare questi territori significa andare oltre la degustazione, vuol dire entrare nelle cantine, attraversare parchi nazionali, scoprire borghi antichi, percorrere strade panoramiche tra mare e montagna e incontrare produttori che custodiscono una cultura millenaria. Per chi scopre la Calabria attraverso Vinitaly and the City il passo successivo dopo aver visto la manifestazione è partire, attraversarla lentamente e lasciarsi guidare dal filo rosso dei suoi vini, perché qui il vino non è soltanto un prodotto ma il racconto più sincero di una terra antica che continua a sorprendere.




