Vino, Donna a Terre di Vite: a Modena il confronto sulle donne nel settore tra conquiste, competenze e nuove prospettive


vino, donna di chiara giorleo – presentazione a terre di vite, modena

Vino, Donna di Chiara Giorleo, edito da Luciano Pignataro con il sostegno di Latteria Sorrentina, è stato presentato domenica 25 ottobre a Terre di Vite, la manifestazione dedicata al vino artigianale che ha celebrato la sua quindicesima edizione nella suggestiva cornice di Villa Cavazza – Corte della Quadra, a Solara di Bomporto, in provincia di Modena (le foto degli spazi parlano da sé).

terre di vite a villa cavazza, modena – interni

Un appuntamento che, sotto la guida di Barbara Brandoli, affiancata nell’organizzazione da Ludovica Zanasi, ha saputo costruire negli anni un format riconoscibile e seguito da un pubblico realmente interessato, come riconosciuto diffusamente. Oltre 150 produttori provenienti dall’Italia e dall’estero e più di 1.300 vini artigianali in degustazione hanno caratterizzato un’edizione che ha confermato il consueto interesse del pubblico e la soddisfazione dei vignaioli presenti.
A contribuire al fascino della manifestazione è ancora una volta Villa Cavazza, con i suoi portici, gli ambienti storici e gli ampi spazi che consentono di vivere l’esperienza con calma, alternando degustazioni, incontri e scoperte gastronomiche. Il tema scelto per questa edizione, Intelligenza artigianale, ha ulteriormente valorizzato il sapere, l’esperienza e la dimensione umana che accompagnano il lavoro dei produttori.

terre di vite a villa cavazza, modena- esterno

Tra le novità del 2026, il Palco di Terre di Vite, uno spazio dedicato al racconto e al confronto, che ha ospitato interviste e approfondimenti, a partire dalla presentazione di Lambrusco Republic, la serie documentaria ideata e girata dal regista Andrea Mignolo. E proprio questo nuovo spazio ha accolto anche la presentazione di Vino, Donna, moderata dal giornalista Luca Bonacini, firma de Il Resto del Carlino che ha ripercorso alcuni dei passaggi fondamentali del nostro settore richiamando figure che hanno contribuito a plasmarlo per arrivare poi, appunto, alle figure femminili che fanno parte del gioco.
Il momento più interessante dell’incontro è stato lo scambio diretto con alcune delle protagoniste intervistate nel libro, presenti per condividere esperienze e punti di vista. Accanto all’autrice, Chiara Giorleo, sono intervenute Barbara Brandoli, organizzatrice della manifestazione e sommelier, Barbara Galassi della pluripremiata azienda Paltrinieri, riferimento nel panorama del Lambrusco, Sara Cintelli, impegnata nella comunicazione del vino con un approccio attento al contemporaneo nonchè Vania Valentini, ben nota per la sua competenza e specializzazione nel mondo dello Champagne.

Terre di vite – sale

Un dialogo che ha offerto nuovi spunti per ripercorrere il cammino, tutt’altro che marginale, compiuto dalle donne nel settore vitivinicolo, senza perdere di vista quanto ancora si possa fare.
Barbara Brandoli ha ricordato i suoi esordi in un ambiente nel quale le donne rappresentavano ancora una presenza minoritaria, osservando come oggi lo scenario sia profondamente cambiato. Una trasformazione che, secondo la sua esperienza, procede a ritmo sostenuto, tanto da far intravedere un vero e proprio sorpasso.
Barbara Galassi, attraverso l’esperienza dell’azienda Paltrinieri, ha portato l’attenzione sulla sostenibilità sociale, un concetto che passa anche dalla capacità di riconoscere e rispettare le differenti esigenze delle persone all’interno dell’impresa. Prestare attenzione alle necessità specifiche delle lavoratrici significa creare condizioni favorevoli a una collaborazione autentica, nella quale uomini e donne possano contribuire con esperienze e sensibilità differenti, generando uno scambio reciprocamente arricchente.
Vania Valentini ha invece sottolineato l’importanza della specializzazione professionale. La sua esperienza nel mondo dello Champagne dimostra quanto sia importante, anche per le donne, costruire competenze approfondite su territori, denominazioni o specifiche tipologie di vino, sviluppando un’identità professionale forte e riconoscibile. Un approccio storicamente più frequente tra le figure maschili, ma che può rappresentare una leva fondamentale di autorevolezza e crescita anche per le professioniste.
Sara Cintelli ha riportato il confronto su un elemento imprescindibile: la competenza. È proprio la preparazione, infatti, a dover restare al centro anche quando si affrontano le questioni di genere. Solo partendo dal riconoscimento delle capacità e del valore professionale è possibile costruire un dialogo autenticamente paritario, nel quale il contributo di ciascuno venga riconosciuto senza pregiudizi.

Quattro testimonianze differenti, accomunate dalla consapevolezza che il percorso delle donne nel vino abbia già prodotto risultati importanti, ma che il cambiamento richieda ancora attenzione, consapevolezza e capacità di fare rete nonostante sia delicato e scivoloso da trattare.

È proprio questo lo spirito di Vino, Donna: un progetto editoriale nato da cinque anni di interviste a professioniste del settore, che sceglie di raccontare percorsi, competenze, risultati e difficoltà attraverso le esperienze dirette delle protagoniste. Non una rivendicazione fine a sé stessa, ma un racconto corale che mette in luce il valore dei modelli femminili e la loro capacità di ispirare nuove generazioni.
La presentazione modenese ha confermato come ogni nuovo incontro con le intervistate possa arricchire ulteriormente il progetto, facendo emergere riflessioni diverse e aprendo prospettive che vanno oltre le pagine del libro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.