Garantito Igp – Margò e la quadratura del cerchio

1/12/2016 680
Margo Rosso 2009
Margo Rosso 2009

di Angelo Peretti

Con Carlo Tabarrini ci siamo presi a randellate virtuali su Facebook e non ricordo bene per quale motivo. Sta di fatto che poi ci eravamo dati appuntamento a Vini di Vignaioli, a Fornovo, per conoscerci di persona e bere un bicchiere di vino. A Fornovo, però, non sono riuscito ad andarci, ma almeno ho avuto chi mi ha acquistato e portato un paio di bottiglie sue, e benedetta quella volta che mi sono preso a randellate con lui, sennò rischiavo di non averli mai nel bicchiere i suoi vini. Perché, sissignori, mi sono proprio piaciuti.

Ora, va precisato, per chi non lo conoscesse, che Carlo Tabarrini ha una cantina piccina picciò che si chiama Margò, che sta in Umbria (Perugia, località Casenuove) e che milita nel variegato mondo dei produttori “naturali” e che è uno che sa perfino quadrare il cerchio, producendo vini di notevolissima finezza e contemporaneamente di consistente e irruente personalità. Se vi par poco un curriculum del genere…

Adesso i vini.

Umbria Bianco Fiero 2015 Margò

Grechetto, a quel che ho capito. Ma quel che più importa è che si tratta d’un bianco irresistibile. Nel senso che te ne versi un bicchiere e dici: “Buono”. Poi te ne versi un altro e ridici: “Buono”. Poi fai il terzo assaggio ed è sempre più convinto quel: “Buono”. Finché la bottiglia è finita. Ha una freschezza e un sale che t’invitano alla beva, ed è quel che cerco in un bianco sulla mia tavola, ed ha poi quel frutto che è profondo senza eccessi, macerativo senza andar sopra le righe. Chapeau.

(89/100)

Umbria Bianco Fiero 2015
Umbria Bianco Fiero 2015

Umbria Margò Rosso 2009 Margò

La retro dice che vien fatta la selezione di singoli acini e che poi si fanno follature manuali e che la vinificazione avviene, da tradizione, a tino aperto e poi l’affinamento è in legno. Sangiovese, mi pare. Io dico che comunque questo è uno di quei rossi che vorrei avere in cantina, e vorrei averne più d’una bottiglia di quest’annata, la 2009, e la stapperei alle prossime feste di Natale, ché credo sia all’apice della gloria sua, con quell’incedere terroso e speziato e quell’austerità convincente e avvincente. Un gioiellino.

(91/100)

Un commento

    Fabio Panci

    (2 dicembre 2016 - 16:42)

    Carlo Tabarrini è un mito, i vini sono strepitosi con profondità e facilità di beva solo in apparenza inconciliabili… Oltre ai due “gioiellini” da te citati, ti invito a degustare il Fiero Surlì (divertentissimo!!!).

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