La Schiava in Alto Adige, alla ri-scoperta di un vitigno antico ma moderno: dall’antipasto al dolce!

12/9/2020 838

di Marina Betto

L’Alto Adige è sia terra di vini bianchi che di vini rossi. I bianchi sono forse più noti, certamente più diffusi e consumati anche fuori regione mentre i rossi sebbene abbiano una storica tradizione rimangono un po’ offuscati. Tra questi la Schiava vuole e merita di essere riscoperta.

Lago di Caldaro
Lago di Caldaro

Vino chiaro, beverino senza grandi pretese da accostare a colazione ai salumi e ai formaggi locali si presenta oggi in più versioni che possono accompagnare tutto il pasto dall’antipasto al dolce, mostrando versatilità e in qualche caso di essere all’altezza dei rossi più importanti.

Colazione altoatesina con i vini di Cantina Tiefenbrunner
Colazione altoatesina con i vini di Cantina Tiefenbrunner

La Schiava bacca rossa autoctona altoatesina genera un vino sincero, vivace, fresco. Attraverso le interpretazioni dei produttori Alois Lageder, Cantina Tramin, Castel Sallegg, Christof di Cantina Tiefenbrunner, Johannes Pfeifer del  Maso Avito Pfannenstielhof,  Muri-Grìes e ancora con le etichette Klosterhof, Hartmann Donà, Rottensteiner e della Cantina di Caldaro si scoprono sfumature diverse mai scontate, sensazioni in alcuni bicchieri più ricche e definite in altre maggiore godibilità e immediatezza.

Alois Lageder a Magre
Alois Lageder a Magre

Partiamo da Magrè dove si trova la Tenuta Lowengang di Alois Lageder, 55 ettari di propietà della famiglia dove vengono applicati i principi della bio-dinamica, un approccio olistico che è alla base di tutta l’attività, vini questi che parlano di Alto Adige classico, produttivo, attento all’ambiente, uno spirito innovativo che viene fuori nella linea le Comete una produzione che va oltre le convenzioni e le tradizioni possiamo definirli vini sperimentali che lanciano un lungo sguardo al futuro, alle stelle ecco perché la linea si chiama  Comete oltre al fatto che in passato la cantina aveva come propietari i conti Melchiori che avevano come simbolo la stella cometa.

Parco di Castel Turmhof - Cantina Tiefenbrunner
Parco di Castel Turmhof – Cantina Tiefenbrunner

Tra i rossi di Alois Lageder il Romingberg 2018 Vernasch cioè Schiava,  il Lagrein Rosé 2019,  Al Passo del Leone Rosso 2018  che è un melange di vitigni ci troviamo il Cabernet, il Merlot, Lagrein, Syrah, Tannat e Petit Verdot  invecchiato un anno in botti di legno ha un’anima vegetale, è fresco succoso e persistente con un nerbo di giovinezza.

Alois Lageder a Magre
Alois Lageder a Magre

Il Pinot Nero della linea Classica gioca sulla freschezza è didattico ma il Krafuss 2017 di casa Lageder è un Pinot Nero tutt’altro che scontato. Zampa di Corvo, questo il significato di Krafuss che è il nome del vigneto di 30 anni, affina 10 mesi in barrique ma mantiene vivide le note acerbe di frutta, di lampone e more, di sottobosco lasciando la bocca fruttata e una sensazione piena e completa. In autunno le specialità locali composte con i prodotti dell’orto, i salumi affumicati, i canederli, le carni di vitello o selvaggina sono l’accompagnamento ideale della Schiava che viene accostata ad una cucina essenziale e territoriale fatta di verdure appena colte e carni appena macellate che si compongono in vecchie ricette come gli Schlutzkrapfen ( mezze lune ripiene), i Tirtlen( ravioli fritti) le zuppe d’orzo,le costine con i crauti. Castel Sallegg e Cantina Tramin hanno presentato i loro vini al ristorante Seehofkeller sul lago di Caldaro, un maso vinicolo storico risalente al XVI sec. caldo e accogliente dove si può pranzare e cenare con la splendida visione del lago. Venti ettari di vigne di Castel Sallegg si affacciano su queste acque coltivati con i vitigni a bacca rossa.

Castel Sallegg Bischofslaiten 2018
Castel Sallegg Bischofslaiten 2018

Bischofsleiten 2018 Castel Sallegg diffonde profumo di petalo di rosa fresca, rossa e rugosa, intensa, insieme a sottobosco e fungo. Il sorso è ampio e godibile mantenendosi leggiadro con un tannino quasi impercettibile. La Schiava della Cantina Tramin Freisinger 2019 ( nome del Maso) emana i classici sentori di fragola e lampone, un vino fresco e beverino ottimo con i salumi. Castel Sallegg Nussleiten  DOC Alto Adige 2016 da uve Merlot coltivate sempre sul Lago di Caldaro, per l’esattezza sono solo otto filari di 25 anni, per una produzione mini ha un ventaglio olfattivo che va dalla foglia di peperone, la ciliegia e la liquerizia e una grande bevibilità mentre  la Riserva Loam 2016 di Cantina Tramin fatto di Cabernet e Merlot vinificato in tini di legno mostra maggiore alcolicità e astringenza con uno strascico sapido. I dolci in  Alto Adige sono altrettanto noti e goduriosi dai Krapfen allo strudel di mele  ai semifreddi con lamponi e cioccolato a cui si accostano ottimi vini dolci come il Terminum 2016 di Cantina Tramin dal tessuto dolce e denso e sentori di idrocarburi e albicocca secca ma fatto con il  Gewurtraminer mentre se si cerca un vino rosso dolce Castel Sallegg propone il suo celebre e raro Moscato Rosa un sorso delineato da una sottile nota affumicata e insieme fruttata. Il Parco di  Castel  Turmhof  a Niclara una frazione di Cortaccia dove si trova la cantina Tiefenbrunner è fiabesco.

Vini dolci Terminum 2016 e Il Moscato Rosa Castel Sallegg
Vini dolci Terminum 2016 e Il Moscato Rosa Castel Sallegg

Qui un anfiteatro naturale che raggiunge i 900 metri di altitudine con forte componente calcarea ospitava prima solo Schiava oggi ci troviamo coltivato anche Cabernet e Chardonnay,Gewurztraminer  e Merlot. La saga di Laurin è leggenda in Alto Adige e il mondo degli gnomi e delle fate sembra essere molto reale concretizzato in un parco antico, visitabile risalente alla fine del 1800  fatto di statue di pietra, camminamenti tra la folta vegetazione, laghetto, cigni e porte misteriose. Giunta alla quinta generazione alla guida dell’impresa la famiglia Tiefenbrunner affianca l’esperienza delle generazioni passate  a tecniche moderne con grande rispetto per la natura e il fatto che gli vengano conferite le uve da oltre 40 viticoltori della zona richiede una grande conoscenza del territorio e della sua natura. Tiefenbrunner segue 4 diversi stili di vinificazione oltre al procedimento tradizionale in acciaio o in botti grandi puntando molto sull’invecchiamento e sull’affinamento in botti piccole. Prima di parlarvi dei vini rossi dell’azienda voglio segnalarvi  della Selezione Vigna il Feldmarchall Von Fenner  forse il migliore Muller Thurgau di sempre che nasce a 1000 metri di altitudine, un sorso unico, complesso e minerale dai nitidi sentori di pesca e albicocca. La Schiava Vernatsch Tiefenbrunner fa parte della linea Merus ( dal latino puro). Le uve provengono dalla bassa Atesina vinificati in tini di acciaio e cemento per ottenere vini freschi e genuini. Dalla Selezione  Thurmhof, sede dell’azienda vinicola, Vernatsch 2019  100% Schiava fa assaporare lampone puro semplice e nitido con uve che restano sulle fecce fini per alcuni mesi e affinano e maturano in botti di legno. Della Selezione Linticlarus che prende il nome dal Castrum Linticlar che era a monte di Castel Turmhof il Pinot Nero Riserva 2017 vinificato con delicatezza e affinato in piccole botti di rovere per un anno più mezzo anno di botte grande emerge per stile elegante e fresco, un vino corposo e nello stesso tempo delicato per un’annata difficile. Sempre della Selezione Linticlarus il Lagrein Riserva 2017 sfodera frutto e aromaticità, note di cioccolata e di pelle insieme ad un’astringenza lievemente polverosa. Da Gloriette Guest House struttura ricettiva aggrappata su Bolzano a cui si arriva con la funivia del Renon da cui si gode di un panorama alpino da cartolina con di fronte  le Tre Cime di Lavaredo si è accolti  con il Lagrein Rosé di Pfannen Stielhof vino giovane e succoso freschissimo. L’azienda che si trova nella zona artigianale piani di Bolzano produce esclusivamente vini rossi, la campagna intorno a Bolzano è nota per questo. Muri-Gries è un’ altra realtà vitivinicola dall’antica storia conventuale ottiene il Sudtirol DOC Lagrein Kretzer 2019 Rosato con la tecnica del salasso per un risultato elegante e morbido. Schiava e Lagrein si trovano in uvaggio  nel Pfannen Stielhof Sudtirol ST.

La cucina di Gloriette abbinata ai vini di Abei- Muri e di Pfannen Stielhof
La cucina di Gloriette abbinata ai vini di Abei- Muri e di Pfannen Stielhof

Magdalener DOC Annver 2018, in omaggio alle figlie Anna e Veronica. Da antiche viti coltivate a pergola vendemmiate tardivamente si ottiene questo Santa Maddalena sontuoso, dall’anima speziata che affina in acciaio per 18 mesi e matura in bottiglia per cinque, un sorso di Schiava questo che non è giovane ma è un’interpretazione più intensa. Così come più intenso è il Sudtirol DOC Lagrein Riserva  Vigna Klosteranger 2015 che affina 22 mesi in barrique è un pot pourri di prugne, more e spezie con note scure di caffè un vino che racconta una storia antica fatto con le uve del vigneto più prezioso del convento.

Hartman Dona Blanc De Rouge Extra Brut, Klosterhof Plantaditsch 2017, Rottensteiner Vigna Premstallerhof 2018, Pfarrhof 2008 Cantina Caldaro
Hartman Dona Blanc De Rouge Extra Brut, Klosterhof Plantaditsch 2017, Rottensteiner Vigna Premstallerhof 2018, Pfarrhof 2008 Cantina Caldaro

Il Moscato Rosa Abei-Muri si produce dal 1989, molto aromatico con sentori di rosa,erbe, artemisia e incenso e una nota finale amaricante. Non vi stupite se con la Schiava si fa anche lo Spumante. Quello del vignaiolo indipendente Hartmann Donà Blanc de Rouge Extra Brut Metodo Classico  spinge sul varietale e sulla rotondità con note di mela e fiori d’arancio, avvolgente servito come aperitivo insieme allo speck è perfetto. Klosterhof Sudtirol Kalterersee DOC  Plantaditsch 2017 è una Schiava in purezza che  trova il suo giusto abbinamento con i canederli mentre il Rottestainer  Vigna Premstallerhof 2018  Santa Maddalena  Classico 85% Schiava e 15% Lagrein è un esempio di come la Schiava possa invecchiare bene facendo concorrenza anche al Pinot Nero. In bocca c’è intensità e rotondità, pienezza speziata che vuole come accompagnamento un piatto saporito come un risotto ai funghi. Lo chef Mattia Baroni  del Bad Schorgau a Sarentino offre con la sua cucina il concetto di silhouette- gourmet una combinazione di prodotti di qualità e cibo detox, usando alimenti probiotici, scarti alimentari, kefir e affumicature, scarso utilizzo del sale, grande impiego delle fermentazioni e molti elementi gluten free.

Il risotto ai funghi dello chef Mattia Baroni di Bad Schorgau
Il risotto ai funghi dello chef Mattia Baroni di Bad Schorgau

Mangiare diventa una filosofia di vita fatta di persone impegnate nella ricerca di nuovi prodotti salutari per noi e per il pianeta. Tornando alla Schiava concludiamo questo excursus  con il  Pfarrhof  Kalterersee Auslese Classico Superiore Cantina Caldaro 2008 una Schiava con una goccia di Lagrein, intensa proveniente da un particolare cru ma che non viene più prodotta. La sua eleganza, la frutta secca, il mirtillo dolce e l’acidità del mandarino che propone al naso e in bocca dimostra ancora una diversa anima per questo vino, quella elegante e longeva.

[email protected]    www.tiefenbrunner.com    www.seehofkeller.com    www.castelsallegg.it   www.cantinatramin.it   www.gloriette-guesthouse.com   www.pfannenstielhof.it   www.muri-gries.com    www.klosterhof.it     www.bad-schoergau.com   www.rottensteiner.wine   www.hartmanndona.it   www.kellereikaltern.com