Alluvione nel Gargano: Antonio Facenna, il giovane pastore inghiottito dalle acque

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Antonio Facenna (Foto De Grandis)

L’alluvione del Gargano ha trascinato nella morte Antonio Facenna. Era un giovane pastore di 24 anni che postava sulla sua pagina le foto di vacche podoliche e cavalli al pascolo. Non troverete nel suo profilo starlette musicali, immagini di movida, foto di gruppo sparate alle 4 di notte con occhi frullati dalla stanchezza e dai bicchieri bevuti.

La foto di copertina nella pagina Facebook di Antonio Facenna

No.
Lui faceva il pastore, molto semplicemente. E quando ha visto la pioggia crescere e i canali esondare ha preso la sua auto e da Vico del Gargano si è diretto a Carpino dove c’è l’azienda di famiglia per verificare che tutto fosse a posto, che gli animali non corressero rischi. Un’onda lo ha travolto e la sua auto è stata trovata alla foce del Lago Varano.

L’auto di Antonio

Mi ha colpito questa morte così antica e così moderna.
Mi ha ricordato quella di Fabio Lombardi sette anni fa, anche se sembra ieri.

Proprio su queste scelte difficili e radicali si regge il miracolo dell’agrolimentare italiano. Spesso lo dimentichiamo, ma è così. Non solo spadellamenti e parate, ma lavoro duro in campagna. Duro come nel passato ma, a differenza del passato, finalmente diginitoso. Al punto da trattenere e attrarre i giovani migliori.

Così la vedeva Antonio su Facebook

Ecco come lo ricorda Foggia Today
Quella di Antonio è la storia di un ragazzo di 24 anni che a differenza di tanti altri aveva scelto di restare sul Gargano e di sporcarsi le mani con un lavoro umile e faticoso. A Carpino era conosciutissimo. Era anche diventato il protagonista di un video di tre minuti dell’associazione Carpino Folk Festival e pubblicato dall’associazione Con il Sud nell’ambito di un concorso.
“Potrei dirvi come mi chiamo, ma lo dimentichereste”
, dice Antonio raccontando di sé. “La mia è una storia semplice. A Carpino con i miei genitori gestisco un piccolo consorzio familiare: produciamo caciocavallo podolico”. Facenna parla della produzione di questo prodotto unico della terra garganica. Ne parla come fosse una metafora di vita. Racconta della vacca podolica, “un animale, genuino, mite, modesto” che ha un dono, quello di bisbigliare una metafora che forse vale anche per noi meridionali:

Di quel poco che la terra offre bisogna saper trarre il meglio

Ecco, lo ricordiamo, anzitutto a noi stessi, in questa domenica mentre il Gargano soffre e inizia a riparare alle ferite.
Per fortuna c’è questa Italia.

4 commenti

  • Marco Contursi

    (8 settembre 2014 - 09:43)

    Onore a questo ragazzo.

  • barbara guerra

    (8 settembre 2014 - 11:53)

    Riposa in pace

  • Mondelli Francesco

    (8 settembre 2014 - 22:45)

    Giustissimo ricordarli quando muoiono eroicamente,ma sarebbe bello che ogni tanto si andasse a scoprirti quando,come giustamente si mette in evidenza,svolgono normalmente il duro lavoro quotidiano.Un po’ quello che in tempi non sospetti faceva per la televisione il grande Soldati.Onore a questo ragazzo e sentite condoglianze alla famiglia con la speranza che non si lascino sopraffare dal dolore,ma tengano alto l’obiettivo e l’impegno di Antonio.FM.

  • Nisi Licia

    (9 settembre 2014 - 08:28)

    Finchè i programmi tv e anche tanti giornali “cosiddetti impegnati” nei loro siti on line daranno spazio a tette e muscoli, giovani come Antonio saranno mosche bianche da considerare di serie B “poverino fa il contadino……” I poveri siamo noi e i figli “cittadini” che tiriamo su!

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