Bianco di Bellona 2010 Irpinia doc, ossia la sequenza giusta per bere i bianchi campani

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Milena Pepe mostra la guida Slow Wine 2011

Manuale del bevitore intelligente. Compito a casa: come si beve l’annata 2010?
Molto semplice: adesso, dopo che sono passati un po’ di mesi in bottiglia, potete iniziare con il Biancolella d’ischia, i blend della Costa d’Amalfi e con l’Asprinio d’Aversa. ma soprattutto potete iniziare a stappare, per quanto riguarda le zone interne, fantastici Coda di Volpe nel Sannio e in Irpinia. Così fino al mangiar magro di dicembre che precede le feste, quando potrete iniziare ad aprire timidamente qualche Greco di Tufo base.

Infine, a partire dal secondo anno dalla vendemmia procedete pure con il Fiano di Avellino che avrete opportunamente comprato e conservato al buio e, possibilmente, a temperatura corrente.
Va bene, ma quali Coda? Ormai c’è davvero l’imbarazzo della scelta come ha dimostrato il confronto Looking for White in occasione della manifestazione Sulle Strade della Mozzarella. Il primo dei campani è risultato essere il Bianco di Bellona di Milena Pepe, un vino che noi adoriamo per un motivo molto semplice: quando si è deciso su quali vitigni puntare nell’acquistare le terre tra Luogosano e Sant’Angelo All’Esca, la scelta ha puntato dritto su questo vitigno.
Vedete, il Coda non sarà mai il bianco della vostra vita. però vi accompagnerà gradevolmente per tutta l’estate sia sulle paste con i piselli e i primi fagioli, sia soprattutto sulla cucina di mare robusta e strutturata. L’annata 2010 è stata un po’ comlicata per le uve raccolte dopo il dieci ottobre, ma è sicuramente molto buona per tutte le altre grazie all’andamento abbastanza equilibrato della stagione.
Il Coda è un bianco low cost, semplice però mai banale, sirei soprattutto tipico e di carattere. L’esempio di come si possa bere bene cercando tra le scapolature di una viticoltura sempre più interessante e appassionante.