Canneto 1995 Basilicata igt

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Canneto 1995 D'Angelo

D’ANGELO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo:nd
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Il Canneto è un rosso vintage con un buon numero di affezionati. Avrebbe avuto forse le carte in regola per essere vino-evento, ma alla fine ha preferito fare il suo dovere come un buon maestro di un tempo che rinuncia alla cattedra universitaria per stare con i suoi ragazzi.

Berlo dopo quindici anni conferma tutti i temi dell’Aglianico: la longevità, il rifiuto inconscio alla dolcezza, la struttura, la bella sapidità e l’amaro del suolo nero vulturino.

Una delle espressioni classiche di questo territorio, proposto da un produttore di tradizione la cui spinta alla modernità risale all’inizio degli anni ’90 con l’introduzione di chardonnay e merlot  in terra di Basilicata ma che poi, per fortuna, non è precipitato nelle concentrazioni caricaturali e marmellatose che ha investito il Vulture all’inizio del decennio sucessivo scontando a suo vantaggio il percorso tutto sommato portato avanti in solitario.

Il Canneto dunque, per l’epoca, era uno scatto aggiornato, una spinta verso l’evoluzione in corso nella viticoltura italiana, ma oggi questo prodotto di buon artigianato appare come l’alfiere della tradizione.

Così rapidamente è passato il mondo del vino riversandosi nei suoi opposti? Oppure è cambiata la percezione di chi beve certi vini? Probabilmente entrambe le cose, sta di fatto che oggi è molto più facile capire questo vino di quindici anni fa e la nostra fortuna sta nel fatto che alcune cantine lo conservano, come quella preziosa e ricca di Taverna del Capitano a Marina del Cantone.

La beva è tranquilla, autunnale, crepuscolare. L’Aglianico non ti investe con effluvi esagerati, ti ricorda una passeggiata nel bosco in cerca di more, oppure una visita alla cucina della nonna, quella con le carbonelle e le ceramiche, con il naso attratto da spezie, conserve e certezza del diritto.

In bocca invece è vivace, dinamico, veloce, piacevole. Un grande vino da conservare e da bere, da bere e conservare.


Sede a Rionero in Vulture, via Provinciale, 8. Telefono è 0972-721517 , fax 0972-723495 www.dangelowine.com Enologo: Donato D’Angelo. Ettari: 50 di proprietà. Bottiglie prodotte: 380.000. Vitigni: aglianico, chardonnay

4 commenti

  • Sara

    (12 settembre 2010 - 09:46)

    “una visita alla cucina della nonna, ….con il naso attratto da spezie, conserve e certezza del diritto”. Adoro il racconto di un vino per immagini e trovo questa immagine geniale.
    Il mio cuore è con il Vigna Caselle, ma non ho bevuto questa bottiglia e mi è venuta una gran curiosità

  • Alberto Maltese

    (12 settembre 2010 - 14:33)

    Grande Luciano! In quel quel che descrivi, con enfasi quasi mistica, c’è verità, e bellezza. Riesci, com’è nel tuo inconfondibile stile, ad arrivare più al cuore che alla testa. Chapeau!

  • Denny

    (13 settembre 2010 - 08:11)

    Fortunatamente l’anno scorso ne ho fatto una piccola scorta presso la cantina a Rionero, solo che se ne sono già andate due bottiglie….vedrò di seguire il consiglio di Luciano conservandolo ancora un pò…
    carpe diem

  • piero bianco

    (18 settembre 2010 - 10:56)

    l’ultima bottiglia di Canneto 1995, l’ho bevuta circa 3 anni fa, poichè temevo che non si potesse prolungare oltre la sua permanenza nella mia cantina non troppo sicura, era invece in ottima forma. L’articolo di Luciano , mi rassicura e mi spinge a continuare a conservare e scommettere sulle capacità di invecchiamento di questo aglianico, che condivido, essere ormai, un vino atipico e solitario nel panorama moderno del vulture

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