Cantina Iovino nei Campi Flegrei, Grande Farnia e Gruccione

Letture: 269
Teresa e Antonio Iovino nel cuore della splendida vigna (foto di Sara Marte)

di Sara Marte

Potremmo definirla una visita senza sovrastrutture e pure senza strutture! Quando abbiamo chiamato Antonio Iovino per andare a trovarlo in cantina, decidemmo sportivamente di fare un brindisi in vigna. A prima vista potrà sembrare un vezzo bucolico dettato da slanci floro-filosofici. La verità è che la splendida cantina, struttura del 600 chiamata Torre Pignatelli, è in ristrutturazione totale. Bello e intraprendente il progetto di accoglienza e sala degustazione, anche se adesso si deve un po’ soffrire giacché tra gli operai e i lavori non ci sono né pace né spazio. Così, con semplicità e cordiale accoglienza, innati in Antonio, veniamo ospitati nel cuore della bella vigna. Queste sono le cose che predispongono gli animi davvero bene. Antonio e Teresa, la moglie, sono perfetti e complementari. Determinazione e simpatia, sicurezza data dal buon lavoro e precisione.

Lo splendido panorama dalle vigne Iovino (foto di Sara Marte)

Il tuffo in vigna fa girare la testa, qui a Pozzuoli, località Monte Spina, c’è mare, Vesuvio e solfatara che fanno capolino da ogni lembo di questa terra baciata dal sole in tutto il suo giro. Quattro gli ettari di cui due a vigneto e tutto è semplicemente territorio: Falanghina e Piedirosso ed alle piante corrisponde un vino. Più trasparente di così non si può.

Un angolo suggestivo della "passeggiata" che attraversa la vigna Iovino (foto di Sara Marte)

Passeggiando troviamo qui e lì la testimonianza della storia antica della famiglia Iovino che Antonio conserva con cura. Dal 1886 il nonno coltivava la vite ed era “masto vatecaro” e così, zappa alla mano, creava i terrazzamenti da queste splendide alture. Non è cambiata poi tanto la tecnica giacchè nei terrazzamenti stretti stretti che ci sono qui,  Antonio, lavora ancora con la zappa. Cura pianta per pianta “come fossero dei figli”, così come ci racconta Teresa.

I terrazzamenti della Vigna Iovino (foto di Sara Marte)
Un esempio della cura di ogni singola vite, evidentemente manuale (foto di Sara Marte)

La vigna è tutta storia da scoprire: ci sono esempi di pergola puteolana che hanno deciso di preservare a testimonianza delle origini; Un po’ più in là troviamo una vite antica di 200 anni ed altre centenarie spruzzate in giro. Tutte le piante sono a piede franco, comprese quelle nuove che qui si ottengono con la tipica “calatoia”.

Un esempio della tipica calatoia (foto di Sara Marte)
Una delle viti più antiche presenti in vigna (foto di Sara Marte)

Non ultima la bellezza e la pulizia delle viti con i capofilari di castagno. Dopo questa passeggiata nella luce ancora calda della mattina ci fermiamo di fronte all’esempio più puro del territorio, espressione dritta e concreta, riconoscibile e aderente alle radici: i vini.

Grande Farnia 2010, Campi Flegrei DOP (foto di Sara Marte)

Cominciamo con la Grande Farnia Falanghina dei Campi Flegrei 2010. Grande Farnia è il nome di una splendida quercia di oltre cent’anni che svetta un po’ defilata nel polmone della vigna. Il colore è luminosissimo ma tuffare il naso nel bicchiere è pazzesco. Benvenuto Territorio! Intenso, ricco, verticale, pulito, minerale di solfatara e vulcano. Bocca fresca, grassa piena di materia e di sostanza. Finale lungo e piacevole. Non mi faceva piacere scegliere tra i due vini per questa degustazione e allora incamminiamoci verso il Gruccione, piedirosso 100%.

Gruccione, Piedirosso Campi Flegrei DOP 2010, Iovino (foto di Sara Marte)

Il gruccione, o come si dice in gergo partenopeo l’acquaiolo, è un uccello variopinto che, come spiega Antonio, quando canta in primavera annuncia le prime piogge. E’ molto bello questo collegamento ulteriore col territorio che compie anche nella scelta dei nomi dei vini: esprime un legame ancora più stretto e viscerale con la terra dei Campi Flegrei e con la sua vigna.  Guardiamo ora il bicchiere con quel colore rubino un po’ trasparente tipico del piedirosso che si accende ancora di più nel cuore della vigna che parla d’autunno.  Passiamo a un naso completo, fatto di cenni erbacei, fiori e arancia amara. Quando ci spostiamo sul palato, ricordiamo che è vino “solo acciaio”, e allora è raccolto bene con il suo tannino giusto e composto, presente e sottile. Abbiamo una bocca freschissima, sapida, intensa, gustosa e lunga.

Basta! Non voglio più niente! Tre sono i punti di forza: terroir, i proprietari e le due bottiglie. Se chiedete altro, non siete mai stati qui: in questa vigna con Antonio, Teresa e i loro vini, il resto è davvero inutile sovrastruttura.

Sede a Pozzuoli, via san Gennaro Agnano, 53
Tel.081.5206719
iovino.an@tiscali.it

11 commenti

  • Luca Maria Canida

    (15 novembre 2011 - 08:39)

    Che Meraviglia! Che Meraviglia! Che Meraviglia! Questa è la Campania che ci piace! Questo è orgoglio puro: Quaità, semplicità e territorio. Ottimi i vini di Iovino, solo 2 in un segnale forte e chiaro per questa scelta coerente col territorio…E che foto!
    Buona giornata !

    • Sara Marte

      (15 novembre 2011 - 09:32)

      Non posso che essere daccordo: piccole realtà che rendono orgogliosi di appartanere a un territorio.
      Buona giornata a Lei.

  • Antonio Paparo

    (15 novembre 2011 - 09:13)

    Non sarà stato per vezzo bucolico (bella espressione!) ma la visita è stata davvero un “lusso” unico. Per noi appassionati forse la miglior soluzione possibile! Che invidia! Comprendo inoltre la sua indecisione tra i due vini…magari oggi, con questa giornata chiara ma un freschetto pungente mi aprirei il piedirosso!

    • Sara Marte

      (15 novembre 2011 - 09:30)

      E’ proprio così! un vero privilegio godere dei vini immersi nella splendida vigna di Antonio Iovino. Abbinamento vino-tempo…mi piace!
      Buona giornata

  • Italo Corba

    (15 novembre 2011 - 09:59)

    Conosco bene i vini di Antonio Iovino e quando ne ho la possibilità, in giro per i ristoranti dei campi flegrei, scelgo sempre una delle sue bottiglie. Mi fa sentire sicuro e immerso nel territorio! Per ora ho provato solo Grande Farnia 2010, ma se il Gruccione è uscito ugualmente bene siamo a cavallo!
    Auguro a tutti una buona giornata.

  • Sara Marte

    (15 novembre 2011 - 10:17)

    E allora siamo a cavallo! E’ uscito bene, è uscito bene! :o)

  • Sara Marte

    (15 novembre 2011 - 10:19)

    Grazie a te Giulia! ti abbraccio forte.

  • Giacomo

    (15 novembre 2011 - 11:17)

    Quando si parla di queste realtà così semplici e laboriose mi ricordo perchè il mondo del vino è tanto affascinante. Come e dove giusti e aderenti alle radici. Non ho il piacere di conoscere i proprietari ma se la sua descrizione corrisponde a realtà (come credo che sia, La seguo spesso) non ho difficoltà ad immaginare perchè i risultati siano così “campi flegrei”.
    Complimenti!

  • Tommaso Esposito

    (15 novembre 2011 - 16:21)

    Falanghina inebriante. Bravo Antonio.

  • Antonio Petrella (ormai "Monzù)

    (15 novembre 2011 - 17:20)

    Quando su fb ho visto Antonio Iovino mi sono emozionato. E mi son tornati alla mente i giri che lui faceva, spesso infruttuosi, per i vari ristoranti, compreso il mio, a proporre i suoi vini, frutto della sana passione, non già del desiderio di arricchimento. Quanto ha lavorato! Bravo Antonio, il tempo è galantuomo e mette a posto le cose. Ti auguro tante soddisfazioni, a te e a tua moglie, insostituibile catalizzatore dei tuoi processi mirati al bello e al duraturo. L’impronta è impressa, so cosa cercare. Uno di questi giorni ti verrò a trovare per ammirare quello che non avevo capito.

    • ANTONIO IOVINO

      (16 novembre 2011 - 10:18)

      Ringrazio tutti voi, i commenti ricevuti non possono che rafforzarmi e rendermi soddisfatto per il risultato raggiunto, che per mia politica non è mai un traguardo.
      La nostra amica Sara Marte , ha fotografato e descritto molto bene il nostro territorio. Mi ritengo una persona fortunata , poichè sono nato e cresciuto in questa piccola collina (MONTESPINA) , che sovrastando il mare, la Solfatara , il Vesuvio , mi allontana dal caos della vita quotidiana.
      Vi invito ugualmente nel mio piccolo podere , anche se al momento vi sono lavori di ristrutturazione in corso, per condividere momenti di pura beatitudine lasciando parlare quelli che sono i prodotti della nostra terra, linfa dell’uomo.

      GRAZIE A TUTTI.

I commenti sono chiusi.