Caprettone 2014 di Fuocomuorto, orgoglio del Vesuvio

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Caprettone Fuocomuorto
Caprettone Fuocomuorto

Il perseverare nel tempo di alcune aziende vesuviane, anzi direi più “famiglie del vino del Vesuvio”, nella produzione del caprettone, nel tempo ha portato ottimi risultati. Di recente ho provato alcune vecchie annate nella cantina di Massimo Setaro a Trecase con riscontri entusiasmanti. E ancor più convincente è stata la degustazione verticale di diverse annate di questo bianco tutto vesuviano della famiglia Sorrentino a Boscotrecase, tenutasi un paio di anni fa. Riprovo dopo diverso tempo il caprettone della piccola azienda Fuocomuorto, di Vincenzo Oliviero ad Ercolano.

Una bella sorpresa, un bicchiere vibrante di energia, dal timbro territoriale deciso, semplice sulle prime battute, ma poi convince la piacevolezza dell’assaggio che invoglia a riempire nuovamente il bicchiere. Ed è questo il segnale giusto da cogliere quando ci si avvicina ad un vino: il desiderio di berlo più volte. Non è un bianco sul quale ragionare a lungo, e forse di queste cose non sempre se ne ha poi tanta voglia. I sapientoni del vino e della cucina, diciamocelo pure, hanno un po’ stufato e sminuito il piacere della convivialità che invece dovrebbe sempre accompagnare questi momenti.

Ritornando al caprettone, ha il privilegio di essere allevato su piede franco, come spesso accade sul Vesuvio, sui suoli vulcanici particolarmente sciolti e sabbiosi dove la fillossera fa fatica a sopravvivere. Così i vigneti sul Vesuvio portano nel loro dna una storia antica e fortemente legata al territorio. Come nel caso di Vincenzo Oliviero, chi alleva caprettone, l’uva bianca del Vesuvio, appartiene ad una famiglia dove il vino si produce da più generazioni, con una memoria storica che ha radici profonde nel suolo grigio di lapilli e pietra lavica. Nello scorrere dei decenni, queste generazioni di viticoltori hanno curato e riprodotto in proprio le piante di tale varietà non acquistabile nei vivai. Ma soprattutto hanno imparato ad allevarla e vinificarla con le giuste tecniche, concedendole energia e personalità. La piccola azienda Fuocomuorto è anche agriturismo, posta nella parte alta di Ercolano, in posizione panoramica con vista sul golfo di Napoli. Gli splendidi scavi di Hercolaneum sono poco distanti e proprio qui è possibile visitare almeno due botteghe del vino millenarie, in ottimo stato di conservazione. Famosissima la “bottega ad cucumas” all’ingresso della quale è perfettamente visibile un affresco raffigurante quattro brocche (cucumae) con i corrispettivi prezzi dei vini contenuti.

bottega ad cucumas
bottega ad cucumas

Nell’area vesuviana è singolarissimo e particolarmente suggestivo visitare siti storici dell’epoca romana di interesse enogastronomico in quanto sono piuttosto frequenti e raffinati nella loro espressione. Della immensa estensione di vigneti di quell’epoca ormai sul Vesuvio rimane ben poco, l’intera produzione non supera il milione e mezzo di bottiglie. Forse questo le rende ancora più pregiate – consoliamoci così. Insomma, la collaborazione tra Vincenzo Oliviero e l’enologo Antonio Pesce ci ha regalato questo bel bianco, Caprettone 2014, fresco nei profumi e al palato, decisamente minerale, fiorellini bianchi di campo e agrumato, bocca scattante e piacevolmente salina.

Fuocomuorto è a Ercolano in contrada Croce dei Monti 22. www.fuocomuorto.it

 

Questa scheda è di Marina Alaimo

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (18 agosto 2015 - 07:52)

    Bentornata Marina.Come sempre convincente ed avvincente.Poche bottiglie e di conseguenza poca esperienza per me al riguardo,ma fa piacere intuire che qualche fumata bianca prima o poi verrà fuori anche dall’amato Vesuvio vinicolo.A presto e…..buon fine Agosto.

  • Marina Acino Ebbro

    (18 agosto 2015 - 14:00)

    Grazie Francesco

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