Gin Tonic

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– del Guardone dal Foro –

“ Guarda che io succhio…”

Così,  in mezzo ad una conversazione salottiera, senza definire il concetto,  con voce  sommessa e senza cambiare espressione,  volutamente calibrata di termini e di tono, quasi di sottofondo.

Sto bevendo placidamente il mio secondo gin tonic, c’è Gabriella Cilmi :

L’impietosa Gabriella Cilmi in  audio e pure video, da non credere che ha sedici anni in quel video la gabriellina,  ma pure lei non scherza un cz,  conosciuta da poco,  sono li meditando pigramente sulla solita procedura a scalini mentali nell’affollato bar di riferimento della cittadina di turno, ma senza chissà quali straordinari progetti che non siano un terzo Tanqueray e Fever Tree. Veramente, pensavo a cose diverse, non sono così succube del pensiero fisso dei più. Lei si fa aspettare ma quando arriva vale comunque l’attesa , si siede e  sta ad ascoltare con apparente attenzione quel che dico .

Ordina una cioccolata calda che arriva fulminea,  una cioccolata che la riscalderà forse più del piccolo giubbotto di pelliccia che le custodisce l’esile corpo. Esile  e apparentemente indifesa. Pantaloni principe di galles a vita bassa che messi così di precisione non ne ho più visti.

Prima di bere si passa il cucchiaino sulle labbra , per verificare la temperatura della cioccolata,  penso. Lo fa due volte in senso circolare, la seconda volta passandoci sopra anche la punta della lingua. Non chiedetemi in quale senso, quello mi è sfuggito,  poi mentre continuo a parlare, ma con voce sempre più flebile e confusa, ecco che fa  passare l’ambiguo messaggio.

Ora tutti a fare i fenomeni voi che ridete, ma vorrei sapere come si possa reagire velocemente e in quale modo efficace o intelligente per non buttare tutto il lavoro alle ortiche, perché qualsiasi cosa detta dopo una provocazione così, anche ripensandoci, sarebbe stata a sproposito. La risposta giusta, o meglio, un comportamento corrispondente l’avevo anche in mente, e dopo il terzo gin tonic e senza più nessun freno inibitorio l’azione sarebbe facilmente immaginabile. Ma in un locale pubblico non è ammesso ne dalla legge, ne dallo stesso proprietario del locale credo.

Questi giochetti psicologici crudelissimi li vedo spesso dove e quando mi infilo a bere un gin tonic solitario e in orario inteso come inconsueto. Appuntamenti  spostati, non importa dove, importa il quando e il come, perché avverti la tensione, l’indecisione, il ragazzo si agita troppo a fare il galletto e se è molto alto è ridicolo per quanto tentenna, lei è andata tre volte dal coiffeur negli ultimi tre giorni, si vede,  ci è andata perché la frangia non la convinceva, e neanche a me convincerebbe così perfetta, salvo per usarla come scopino per la polvere su un vecchio vinile.

Lei è proprio piatta, una seconda scarsa, ma se le gioca bene. Durante la conversazione che non deve avere pause , lei è sorridente mentre lui cerca di fare lo splendido e gli dice delle  rose del giardino di suo cugino, lei allora inarca un sopraciglio, finge di cambiare umore e si porta le due mani dietro la nuca ed inizia a muovere le spalle a destra e sinistra, come avesse avuto un fastidio al reggiseno , o forse per sgranchirsi schiena e spalle pensa lui, ma lo fa delicatamente, in modo che lo sguardo di lui possa seguire quel movimento.  Sembravano poche, sono poche, ma con quel movimento l’occhio del povero disgraziato va a fissarsi li in mezzo convincendolo che quello dovrà essere il suo obiettivo.

Un altro disgraziato è convinto di aver preso il comando delle operazioni, parte con profonde argomentazioni riguardanti i pollici dei cerchi in lega del cabrio parcheggiato fuori dal locale. Badate bene, queste cose accadono tra le 17 e le 18 del pomeriggio, in mezzo ad una vita sociale diversa dagli Happy Hour in poi. Dicevo, lei si alza perché deve andare in bagno senza averne fondati motivi,  ancheggia un poco, poi un po’ di più, poi si stoppa e si gira. Lui è la come un baccalà a guardarle uno straordinario lato B, perché se non lo fosse stato lei lo avrebbe coperto da un golfino nero, lei gli  domanda se forse stava ancheggiando troppo. Lo dice ammiccando un sorriso. Lui riesce ad emettere a malapena un suono indecifrabile su un quadro facciale deformato.

Ehi biondo, no, non ti puoi mettere un dopobarba preso al volo da un discount di acqua di colonie francesi per il primo appuntamento, e non passarmi così veloce a fianco al tavolino che mi fai il vento, vento velenoso, si allontanano anche le uniche due mosche presenti. Ha il look da piazzista di mini alloggi di una delle 150 agenzie immobiliari della città. Lei dice di fare l’arpista, e dal colore del viso non avrei motivo di dubitarne, bianca come una scamorza, me la vedo tutto il giorno a tirare le corde dell’arpa all’ultimo piano di un appartamento decadente con vecchio parquet scricchiolante e finestre socchiuse e coperte da pesanti tendoni d’antan. Non ha niente di bello, neanche quel triste abitino bianco troppo rigido per rivelare qualsiasi accenno di rotondità,  tranne questi occhi castani  cerbiattosi che incantano il piazzista. Primo appuntamento ma poco da dire, anche le previsioni del tempo sul week end le interessano poco e soprattutto quel dopo barba sconfiggerebbe anche l’assillo di un assicuratore di polizze vita. Spunta un bellimbusto al banco, la conosce, lei coglie l’attimo, si alza, due parole al banco con una postura già più rilassata ,  finalmente un sorriso illumina quel volto triste e così bisognoso d’affetto. Scusa ma devo proprio andare, mi ero dimenticata la lezione di musica delle17,30 . Ehi amico, non far quella faccia,  su col morale, questo gin tonic te lo offro io però quando vai a casa butta via quella bottiglietta di dopobarba.

Lei  ha una bella quarta con scollatura sciagurata, ma la gamba  è corta e la caviglia non proprio da antilope, punta tutto sul trucco violento, occhi che inchiodano l’obiettivo, probabilmente non è neanche tutta roba sua quella sottostante, ma ormai il senso della proprietà diventa sempre più relativo. Qui il trucco vero non è sugli occhi ma è la sciarpa sciallata, su e giù. Su e giù.  E l’altro dietro, su e giù con le occhiate. Me lo sono versato addosso quel gintonic in onore di quel povero disgraziato. Non ne potevo più neanch’io. Terminiamo il supplizio.

Lei è perfetta, lui è più giovane, lei vuole giocare, anche lui vorrebbe, ma diversamente, lei esibisce tutto il repertorio in un colpo solo, lui ha la faccia di Totti nel video con Cristiana Lauro.

Lei si alza dalla poltroncina cambiando espressione, lui fa domande cretine, lei non risponde, va nel solito posto.Lei torna e finge anche di essere stata male in bagno, quella maledetta tartina, ma non dirlo a nessuno, non  creiamo  problemi, portami a casa.

Sarà per la prossima volta.

Barman! My Gin Tonic Please!

Magari con il secondo video della Gabriellina…

 gdf

8 commenti

  • Gin Tonic

    (28 novembre 2010 - 18:56)

    […] Fonte: : Gin Tonic […]

    • beppe

      (28 novembre 2010 - 21:03)

      andava sottolineato ?

      • roberto

        (28 novembre 2010 - 21:10)

        No. Mi sembrava chiaro già di partenza

  • hazel

    (28 novembre 2010 - 19:47)

    Una tranquilla domenica nella riviera dei fuori.
    Ma la tassa sui guardoni,pardon voyeuristi,non e’ ancora arrivata laggiu’?

    • roberto

      (28 novembre 2010 - 20:37)

      E’ che si approssima il prossimo armadillo meeting… sale la tensione …

      • l'uomo armadillo

        (28 novembre 2010 - 23:25)

        ottimo gdf, ti vogliamo bello carico….

        • IlSommelierAlDente

          (28 novembre 2010 - 23:58)

          eh beh, con GdF così in forma l’Armadillo Christmas si preannuncia very interesting!

          • roberto

            (29 novembre 2010 - 09:01)

            Allora procuratemi del materiale per la prossima rubrica che avrei intenzione di aprire, “La Zoccola del Giorno” . Se l’uomo armadillo ha tempo e voglia di anticipare un casting a Milano, poi passo io per le interviste sui diversi temi…

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