Grotte 2009 Greco di Tufo docg | Voto 88/100

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Grotte 2009 Greco di Tufo docg

COLLI DI CASTELFRANCI

Uva: greco di Tufo
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Vista 5/5. Naso 24/30. Palato 27/30. Non Omologazione 32/35

Il  mio primo ricordo dei bianchi di quest’azienda, che ha sposato la filosofia dell’understatement, poco chiasso, niente autoesaltazione: parlano i vini, risale al Vinitaly del 2004; allora in un podio ideale dei migliori vini campani in Fiera, Luciano Pignataro inserì il Fiano Paladino vendemmia tardiva 2003, un vino straordinario. Nel 2004 non avevo ben  idea di dove fosse esattamente questo piccolo borgo che si trova  nel pieno dell’areale del Taurasi e tra le zone più vocate alla produzione di aglianico; scoprii che Castelfranci è un paesetto dell’Alta Irpinia a 450 mt sul livello del mare  e sulla valle del fiume Calore. Si trova quindi in una condizione pedoclimatica d’eccellenza. L’azienda nasce nel 2002 dall’unione di due soci Luciano Gregorio e Gerardo Colucci. Da quell’anno i due soci – amici ne hanno fatta di strada, oggi la cantina è una realtà solida, moderna e  vocata all’accoglienza: si organizzano visite guidate, degustazioni ed è anche prevista l’ospitalità in tre camere ( per buyers, clienti e appassionati) con l’uso di sala da pranzo e cucina, per consentire loro d’ immergersi pienamente nel territorio in tutto relax e lontani dalla  vorticosa vita di ogni giorno.L’azienda è presente nella migliore ristorazione ed è molto attiva anche nell’esportazione.

Quasi dieci anni fa insieme a Luciano Pignataro decidemmo di trasformare quel podio del web in degustazione dal vivo,  organizzando una degustazione dei primi tre bianchi e primi tre rossi, presso l’azienda agricola La Palombara nell’alto casertano abbinando ad ogni piatto uno dei vini della classifica virtuale. Fu una bella manifestazione con tanta gente arrivata da ogni parte della Campania e l’entusiasta amica Lya Ferretti, scomparsa da qualche anno. Questa ormai è storia.

il borgo di Castelfranci in Irpinia

Veniamo al Greco di Tufo, Grotte 2009, scovato per caso qualche giorno fa nelle mie riserve, tra gli scaffali più nascosti. Non ho esitato a stappare: a Castelfranci il clima è rigido e dà vita a vini sottili, raffinati e allo stesso tempo di corpo e persistenza. Il colore vira verso un giallo oro intenso, carico di pagliuzze similmente dorate e cristalline, con ottima consistenza in roteazione. Il primo naso si è rivelato non ricchissimo di profumi, ma straordinariamente minerale con la pietra focaia dominante; con lo scaldarsi del vino e l’ossigenazione sono sopraggiunti profumi di fiori gialli appassiti, ginestra, pesca gialla matura ricca di polpa e erbe aromatiche, in particolare salvia. Al palato il vino gira piacevolmente, freschezza e sapidità, soprattutto la seconda, hanno retto alla grande e si fondono alla perfezione nel ritorno di bocca. La lunghezza in termini di persistenza aromatica è a livello di grandissimi bianchi, conferma della inclinazione ben nota dell’enologo Alessandro Mancini verso i vini bianchi. A tratti, mineralità e idrocarburi, di stile quasi alsaziano mi hanno portato con la mente al Vigna Vulcano 2002 Lacryma Christi riserva di Villadora che però affronta un leggero affinamento in legno, qui di legno non v’è traccia e questa è la meraviglia, probabilmente questo vino ha ancora parecchio da offrire.  In abbinamento è un jolly e questo è un gran vantaggio per il consumatore, oltre alla piacevolezza della beva e all’ottimo rapporto prezzo – qualità; lo abbiamo bevuto su uno straordinario e originale plateau di mare in bianco,composto da rondelle di calamaro farcito, con pane grattugiato, olive bianche,  pezzetti del calamaro stesso e qualche vongola,  infornati; disposte a corona intorno al piatto, fantastiche cozze al gratìn: la tendenza dolce e l’aromaticità del piatto hanno inscenato un matrimonio d’amore. La bottiglia è terminata prima del calamaro, ma tant’è, abbiamo voluto accontentarci e non abbiamo scelto un secondo vino per godere della  persistenza di Grotte 2009, davvero un’ opera d’arte della natura e dell’uomo.

Questa scheda è di Giulia Cannada Bartoli

Sede a Castelfranci, Contrada Braudiano. Tel e fax 0827.72392. Sito: www.collidicastelfranci.com, cantina@collidicastelfranci.com Enologo: Alessandro Mancini. Ettari: 25. Bottiglie prodotte: 170.000. Vitigni: fiano, greco, aglianico.

2 commenti

  • gp

    (4 settembre 2013 - 10:49)

    “a Castelfranci il clima è rigido e dà vita a vini sottili, raffinati ecc.”: è un trabocchetto in cui cadono in tanti quello di identificare sede aziendale e luogo di provenienza delle uve. Invece la piccola docg Greco di Tufo, a differenza della docg Fiano di Avellino che è molto più estesa, copre solo 8 comuni (Tufo e dintorni), tra i quali non figura Castelfranci che su strada dista 40 km da Tufo.
    Comunque, sarebbe una bella cosa che i produttori iniziassero a indicare in retroetichetta il luogo di provenienza delle uve, consentendo così di riconoscere e apprezzare le caratteristiche a volte molto diverse legate alle diverse provenienze, e di distinguere le vinificazioni in purezza di singole zone dai blend.

  • Antonio Valentino

    (15 settembre 2013 - 18:12)

    Dalla vendemmia 2007 l’enologo non è più Mancini !

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