Jeremy Parzen: Gragnano, il vino per tutte le cose calde e filanti

Letture: 101
Jeremy Parzen

Pubblichiamo volentieri la traduzione di un post dell’amico Jeremy Parzen segnalatoci da Franco Ziliani

di Jeremy Parzen

I tacos di pesce probabilmente non erano ciò che Dio aveva in mente quando creò il Gragnano (l’ottavo giorno?), uno dei miei vini preferiti dell’estate 2011. Ma è stato il vino davvero delizioso bevuto l’altra sera al Bahia Don Bravo, il nostro ristorante numero uno per i tacos quando siamo a San Diego (dove il proprietario mi consente di portare i miei vini).
Avevo provato dei Gragnano mediocri prima di incontrare Tracie P. ma fu fatale un giorno a New York City alcuni anni fa mentre stavamo per andare in Europa quando assaggiai un vino che fece diventare tutto più chiaro. A dire il vero il vino che assaggiammo fu il Lettere – la denominazione sorella del Gragnano – ma da quel giorno in poi vidi il mondo in una luce diversa.

Sono felice di riferire che l’eccellente Gragnano di Cantine Federiciane è finalmente arrivato nella California del Sud (lo potete assaggiare al bicchiere a partire da stasera al Sotto a Los Angeles dove mi occuperò della mescita del vino stasera e domani sera; e il vino sarà anche disponibile attraverso l’offerta estiva di questo mese di una confezione da sei).

Nel mio mondo non c’è nessuno che sappia più del Gragnano di Tracie P. che è vissuta a Gragnanoland (Napoli e la Costiera Amalfitana) per quasi cinque anni. Ecco qui cosa ha detto stamattina sul Gragnano:

Vorrei vedere a chi non piace il Gragnano (e la sua sorella Lettere). Nato nella Penisola Sorrentina, questo è un irresistibile vino frizzantino fatto per essere abbinato alla pizza, ai panuozzi e a tutte le cose calde e filanti. L’umiltà e la spontaneità di questo vino sono i suoi tratti caratteristici più avvincenti. Come provare a dire Sciascinoso e cercare di non sorridere. A proposito, pronuncia Sciascinoso, una delle uve usate nel Gragnano insieme al Piedirosso e all’Aglianico, stai ancora sorridendo? Vedi perché la amo alla follia?

Il cocktail di pesci misti era fantastico l’altra sera al Bahia e l’abbinamento con il vino Offida Pecorino della cantina Ciù Ciù era fantastico (è anche disponibile nella confezione da sei, a proposito).

Ma il momento clou della cena l’altra sera fu l’incontro con Romy, il bimbo appena nato di Jayne e Jon.

Non è una meraviglia???!!! Siamo così emozionati per Jayne e Jon.

Questo è tutto quello che ho raccolto oggi. Porterò una botte di questo vino a Los Angeles! Grazie per la vostra attenzione!

Traduzione di Novella Talamo


6 commenti

  • frankie

    (23 luglio 2011 - 11:09)

    Bello questo post , ma qualcuno spieghi agli americani che Gragnano e Lettere non c’entrano niente con la penisola sorrentina , Napoli e la costiera amalfitana ..

  • Angelo

    (23 luglio 2011 - 11:59)

    E di certo non sono vini che viaggiano in botte! :-)
    Ma va bene così, sono queste piccole cose che faranno in futuro più forte la Campania del vino.

  • Tommaso esposito

    (23 luglio 2011 - 15:52)

    Ehm son contento di aver qualcosa in comune co J. P. Una volta a proposito di maccheroni non ci siamo affatto intesi

  • Jeremy Parzen

    (23 luglio 2011 - 16:59)

    Luciano, ti ringrazio per l’attenzione e per la traduzione! :)

    Frankie, una precisazione: la denominazione Gragnano fa parte della DOC Penisola Sorrentina: http://www.agricoltura.regione.campania.it/Tipici/sorrent.html

    Angelo, in realtà non parlato di “una botte di Gragnano” sul mio blog: mi sono servito di un’espressione colloquiale americano… “I’ve got to get my butt to Los Angeles”… “Devo portarmi il culo a Los Angeles…”

    Tommaso, uno di questi giorni verrò a trovarti ad Acerra e ci berremo sopra — con un calice di Gragnano!

    Grazie a tutti per l’interesse e per questo vino fantastico! :)

  • gaspare

    (25 luglio 2011 - 16:32)

    le sotto denominazioni gragnano e lettere fanno parte entrambe della doc penisola sorrentina.
    sono due vini, in sé, oggi commercialmente indistinguibili.
    in realtà i suoli e i microclimi sono diversi, e storicamente perciò il lettere era vino pochissimo abboccato e appena spumoso (tant’è che non occorreva legare il tappo, o perlomeno così m’è stato riferito), più strutturato e scuro.
    il gragnano era più dolce, più spumoso (in pratica era lui il vero lambrusco del sud, credo io), meno strutturato e più beverino.
    il territorio di lettere ha suoli alti, assolati, senza brezze, è cerniera interna tra la calcarea dorsale amalfitana e la lavica discesa verso l’agro; gragnano è invece cerniera esterna tra la base della penisola e il mare ma non dal versante dell’agro bensì da quello napoletano; ha esposizione ben più di brezze ma è tuttavia protetta dai venti pericolosi dal monte faito.
    pur sapendo che venivano prodotti da diversi vitigni autoctoni, personalmente ignoro se c’era una differenza sostanziale nel mix di varietà (aglianico, pièdirosso, sciascinoso, ecc.), se qualcuno lo sapesse si faccia sotto..
    vini entrambi ricchi di tradizione e di carattere, andrebbero valorizzati di più.

  • […] rosso che è entrato nelle grazie di Jeremy Parzen che così scriveva qualche giorno fa, riportando le parole di una sua amica: «irresistibile vino frizzantino fatto per essere abbinato […]

I commenti sono chiusi.