La lasagna napoletana di Carnevale

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Una bella e antica pernacchia alla fame

Cetara Il Convento. La lasagna di mammà

A Napoli, escluso il Vomero, il ceto medio non è egemone come nel resto d’Italia e in gran parte d’Europa. Qui è la sua sostanziale diversità nella quale la capitale dispiega il suo continuo chiaroscuro a cui, nel bene come nel male, è impossibile restare indifferenti. Una diversità esagerata dai numeri quando era più grande e bella di Madrid che l’aveva conquistata, e poi per il passo diverso assunto con l’avvento del capitalismo nel quale altre città e altre nazioni si sono imposte dettando i tempi dell’orologio e mettendo per la prima volta in relazione il lavoro con i minuti e le ore invece che con i giorni e le stagioni.

Foto d’epoca: Bill e Hillary fanno una lasagna nella cucina della Casa Bianca

Grande città prima della rivoluzione industriale, unica con Parigi, è distinta dunque dagli eccessi, in bilico fra l’assoluta essenzialità dello spaghetto al pomodoro fresco o quello antico con il formaggio, oppure la sontuosità dei pasticci di pasta come la lasagna. L’equilibrio è ricercato sugli opposti, l’esagerazione estetica e gustativa, proprio come nella vita di tutti i giorni dove i problemi vengono affrontati solo se diventano emergenza e non gestione ordinaria. La naturalità umana in una situazione di costrizione urbana diventa anch’essa fisicità vissuta come naturalezza, penso ad esempio alla gestualità unica partenopea, ai toni di voce, alla necessità di marcare subito gerarchie e distanze sociali, ribadire preventivamente la proprietà di una donna o di un uomo. Forse per questo qui il Carnevale non ha altra, vera, forte tradizione se non, appunto, la lasagna: in una società repressa, fortemente gerarchizzata e ordinata, operosamente cronologizzata, bisogna avere uno spazio per liberare le energie, sognare qualcosa di diverso.

La lasagna al forno a mo’ dei Palmesi.

L’impiegato in giacca e cravatta che si mette in tuta la domenica, gli slavi e i nordici che si ubriacano con la vodka il fine settimana, le follie da sballo del sabato sera iniziate non a caso negli anni’80 in Italia, quelli della definitiva vittoria del pensiero consumistico sull’etica rurale cattolica e quella urbana comunista.

Ma a Napoli questa discrasia fra essere e lavorare non esiste così marcata, il quotidiano offre sempre qualcosa di straordinario e irrequieto, l’ordine borghese che Bassolino ha tentato di imporre con la conquista dello spazio nel centro città resta solo un episodio, una risposta di governo a ciò che si può solo autoequilibrare come ha notato molto argutamente Goffredo Fofi. E soprattutto l’essere in emergenza, in equilibrio precario costante, preserva in tutti il senso di essere ancora comunità, non c’è l’individuo solo contro tutti, non a caso qui i suicidi sono statisticamente una grande rarità. Come quando ci si trovava nelle grotte durante i bombardamenti. E la presunzione occidentale di rimettere ordine in questo caos orientale è destinata a naufragare sommersa dalla enorme e infinita marea immigratoria verso la quale i tentativi di contenerla appaiono tanto stupidi e velleitari come pensare di evitare che cada la pioggia.

La lasagna appena sfornata

Carnevale è allora la festa dei bambini o dei piccoli paesi, dove è necessario sfogare il rigido controllo della comunità familiare esercitato nel corso dell’anno. La trasgressione pagana è dunque tutta nella creazione di un piatto esagerato, capace di far dimenticare la fame, di esorcizzarla, di essere così abbondante da poter dire basta, così ricco da restare vivi, il contraltare all’unica vera regola a cui i napoletani hanno dovuto sottostare dalla fondazione della città sino agli anni ’60, quella della fame e dell’incertezza delle calorie per la sopravvivenza. Da poco tempo, insomma, i bisogni primari sono soddisfatti a livello fisico ma non ancora nell’inconscio collettivo.

Il successo
Ecco dunque questo piatto in cui sul terreno amidoso della pasta combattono alternandosi la sensazione acida del pomodoro e quella dolce della ricotta, in cui entra tutto quello che uno vorrebbe mangiarsi nel corso dell’anno, dalla carne al salame, persino in alcuni casi le uova, simbolo d’eccellenza della fertilità in tutte le culture. La lasagna, da adesso la Lasagna, è dunque la vera trasgressione non costruita ma naturale, l’abboffata, spernacchiare la fame, sentire di avere tutto a disposizione, almeno una volta l’anno, nel piatto. Se questa è la genesi, la sua capacità di resistere e di essere realmente sentita nelle case come nei ristoranti, nelle trattorie e nelle gastronomie è ovviamente nella sua bontà, nel suo affermarsi sostanzialmente come piatto morbido e piacioso a tutti, grandi e piccini: non esiste al mondo una persona a cui non può piacere una porzione di Lasagna. Un altro elemento di successo, fattore non trascurabile nella mentalità napoletana, è la sua infinita praticità: la si può preparare il giorno prima tanto quello dopo è più buona, per questo è possibile anche conservarla, infine portarla integra facilmente con i ruoti del forno se si è invitati altrove o se, come spesso abbiamo fatto in passato, si organizzano le disfide della Lasagna, gare partite per scherzo dopo le quali spesso si sono rotti i rapporti tanto è forte l’identificazione non solo manuale ma familiare persino nella elaborazione di questa ricetta. Forse proprio partendo da queste esperienze ho capito poi quanto sia problematico dare punteggi ai vini e agli oli. Infine c’è la gestualità, il taglio della pasta simile a quello di una torta, l’evocazione immediata della festa, la speranza che in quella fetta ci sia quel salame e qualche polpettina in più. E, ancora, la disquisizione se sia più buono il centro morbidoso o la crosta esterna, la preparazione a strati in cui si esalta la filosofia vichiana dei corsi e ricorsi storici. Insomma: urrà.
I prodotti
Vorrei ora disquisire su alcuni ingredienti segnalandovi le mie preferenze, premesso che come tutti i piatti della tradizione ci sono le varianti e i segreti di famiglia. I Propilei sono costituiti dalla pasta, dal ragù, dalle polpettine, dalla ricotta.

La pasta
La stragrande maggioranza dei ricettari parla di pasta fresca all’uovo. Io credo invece che l’uovo sia molto meglio trovarlo dentro la Lasagna integro e sodo. Vanno usate le sfoglie di pasta di semola di grano duro industriali: reggono in modo assolutamente superiore tutto l’impianto del piatto mentre con quelle fresche c’è sempre il rischio pasticcio in agguato. La pasta industriale in questo caso mantiene distinti i piani e regala ordine ai sapori nella sequenza classica: ricotta, pomodoro, carne, salame e uova. Ottime sfoglie in commercio sono quelle del pastificio Faella mentre, più reperibili sul mercato italiano e ugualmente soddisfacenti, Amato.

Gi strati della lasagna napoletana

Il pomodoro
Il San Marzano va, a mio giudizio, meglio sui sughi freschi in cui si esalti il sapore e la sua vigorosa acidità minerale. Le cotture prolungate, ovviamente, tendono ad esaltare la struttura, l’estratto secco per usare un termine preso in prestito dalla scienza enologica, dunque vanno benissimo le conserve di pelati tipo Roma. Graziella di San Valentino Torio è un’ottima soluzione.

La ricotta
Esclusa quella di bufala, soffre sempre in cucina, vi alternerete su quella vaccina se non amate, come nel mio caso, la preponderanza della morbidezza in questo piatto, o su quella di pecora ove mai preferite sentire dominante il dolce del latte. Per i caseifici vi rimando all’apposita sezione.

La carne
Il ragù, lo sanno anche i bambini, è la ricerca di equilibrio di carni diverse. Nel caso della Lasagna si usa quasi esclusivamente il maiale perché Carnevale coincideva, e coincide in effetti, con l’abbondanza di questo animale sui banchi delle macellerie in quanto siamo in piena mattanza. Se volete riequilibrare l’eccessiva dolcezza potete usare la carne di vitello per le polpettine. Fondamentali le cervellatine, sottilissime salsicce napoletane.

Salame, uova
Mettiamola così: se siete gourmet esercitati meglio evitarle perché alla fine dominano in bocca e nascondono pregi e difetti delle esecuzioni. Ma se la Lasagna è per voi una coperta di Linus, allora, va bene, ma sempre in maniera moderata. Non c’è nulla di peggio di pasta e salame. Meglio usare salsicce secche lucane o, wow, quelle piccanti calabresi.

Mozzarella, fiordilatte formaggi
No, no e no. La mozzarella di bufala odia la cucina a meno che non sia di quattro, cinque giorni. Ha troppa acqua e regala umidità in eccesso al piatto. Stesso discorso anche se un po’ meno marcato vale per il fiordilatte. Per i formaggi vale quanto detto sopra su uova e salame, se ci tenete, negli strati vi consiglio fette molto sottili di caciocavallo silano o crotonese non stagionati.

La lasagna del ristorante Le Chiacchiere, Napoli

La ricetta per 10 persone
1 kg di sfoglie di lasagna
500 g ricotta
300 g caciocavallo
500 g carne di vitello e/o di maiale macinata
500 g di tracchiole e cervellatine
pecorino grattuggiato (non romano)
pane raffermo
4 uova
1 kg di pomodoro in conserva
2 cipolle
sedano
carote
sale
olio d’oliva extravergine
1 cucchiaio di sugna
a piacere
5 uova
una ventina di fette di salame napoletano o, in alternativa, di due salcicce secche lucane

Preparate il ragù partendo da una base di soffritto in olio e un pizzico di sugna di cipolle, mezza carota, un gambetto di sedano finementi tritati. Aggiungete tracchiole e cervellatine e fate indorare. A questo punto versate il pomodoro e partite con la pippiata di alcune ore: dovendo la cottura essere completata in forno, conviene fermarsi un po’ prima del classico ragù napoletano lasciando alla salsa la possibilità di conservare il colore rosso vivo. Una mia variante, improponibile se si è in famiglia, è aggiungere al ragù un cucchiaio di ‘nduja.
Preparate le polpettine, mescolando carne macinata, uova, pane raffermo precedentemente ammorbidito e pressato, pecorino, sale. Fatele a palline piccole e friggetele in olio extravergine d’oliva.
Lessate le lasagne avendo cura di lasciarle al dente perché avranno bisogno di una ulteriore passata in forno.
Bene: siete pronti per la costruzione della vostra casa. Uno strato di sfoglia, poi il ragù, la ricotta, una spolverata di pecorino.
Le polpettine ed eventualmente la carne sfilacciata a piccoli pezzi del ragù, il salame o le salcicce lucane, le fette di caciocavallo, le uova iniziate a metterle a partire dal secondo strato insieme al ragù e alla ricotta. Salite fin che vi pare, più è alta meglio è.
Alla fine mettete molta salsa e lasciate in forno per una mezzoretta.
Da mangiare almeno due o tre ore dopo la cottura, quando il tutto si è assestato, magari riscaldando dolcemente a bagnomaria o al vapore, oppure lasciandola riposare nel forno ermeticamente chiuso. La Lasagna, a differenza degli spaghetti, non va mangiata troppo calda.

Da bere
Non si sono dubbi: Gragnano. Il rosso frizzante per le tavole familiari e fra amici. Grotta del Sole, Iovine, Sannino, De Falco sono alcune delle etichette facilmente reperibili ovunque.
In alternativa, il Barigliott di Paternoster.
L’avete capito, è necessario sgrassare la bocca così opulenta e i tannini, persino quelli dell’Aglianico giovane, non bastano.

50 commenti

  • Armando Romolo Cavaliere

    (15 febbraio 2010 - 13:10)

    Troppo Buona

    • Randino Aniello

      (20 febbraio 2012 - 12:14)

      Ottima se fatta con lasagne di semola di grano duro possibilmente ricce e il salame napoletano e l’uovo sodo è indispensabile, inoltre io ci aggiungo anche la carne sbriciolata delle tracchiolelle

  • Carmine

    (15 febbraio 2010 - 13:28)

    Un unica accortenza:evitare la costruzione della nostra torre di babele Lasagna,con elementi a caldo.Il calore può innescare fenomeni di modificazione del ph(per esempio può esaltare l’acidità del pomodoro,o provocare un irrancidimento nei pochi grassi contenuti nei latticini)che possono far risultare la nostra cuccagna immangiabile.Subito una ripassata in forno e poi se possibile passaggio in abbattitore e poi frigo,in questo modo si stabilizzano tutte le componenti.

    • Oreste

      (12 febbraio 2012 - 09:19)

      Buona risposta!

    • Giancarlo Moschetti

      (6 febbraio 2013 - 20:31)

      Condivido!!!

  • Francesco Immediata

    (15 febbraio 2010 - 13:28)

    Da bere: Sul versante birre, la straripanza e la complessità di sapori ha lasciato in piedi solo qualche bitter ale con IBU relativamente basso, tutto il resto è stato completamente spazzato viaaaaaaaaaaaa

  • giulia canada bartoli

    (15 febbraio 2010 - 13:33)

    Mamma Salemme ad Abraxas di Pozzuoli ieri ha usato pomodoro sanmazano, ricotta di Montella, fiordilatte di agerola e che vuoi di piu’ dalla vita? In Gragnanooooo:))))

  • tracie p

    (15 febbraio 2010 - 15:24)

    sono ancora piena da quel pezzone che mangiai’ 4 anni fa…che bonta’!

  • achille

    (16 febbraio 2010 - 14:07)

    io uso fiordilatte e una uguale quantità di provola, entrambi di un paio di giorni

  • giulia

    (26 febbraio 2011 - 18:35)

    insomma quand’è il LASAGNA DAY?:)

    • antonella

      (18 febbraio 2012 - 19:05)

      interessante artticolo.
      solo un appunto: nel ragù napoiletano NON CI VANNO ASSOLUTAMENTE CAROTA E SEDANO.
      aNTONELLA

  • giovanna fasanino

    (26 febbraio 2011 - 20:38)

    Mi prenoto: domani ne sforno una dal forno a legna che era dei miei nonni…ma è made in Basilicata.

  • Mimmo Modarelli

    (5 marzo 2011 - 09:01)

    E’ quasi all’altezza della nostra

  • sartù

    (5 marzo 2011 - 11:59)

    ma secondo voi tra i ristoranti in campania chi la fa meglio di tutti????

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (5 marzo 2011 - 18:45)

      domanda a trabocchetto: la lasagna è, come dice Lello Bracale, una coperta di Linus, da consumare decisamente a casa!

    • Luciano Pignataro

      (5 marzo 2011 - 23:00)

      Ha ragione Romualdo, a casa. Però molte gastronomie la fanno buona: io bevo quella di Luise a Piazza dei Martiri

  • Sandra

    (5 marzo 2011 - 22:39)

    Io con un piatto così potrei morirci!! :)
    adorooooooooo!

  • Monica

    (6 marzo 2011 - 08:39)

    da napoletana verace: va bene tutto ma la pasta si fa in casa, il giorno prima, e si lascia ad asciugare. Idem per mozzarella/fior di latte/provola che ci stanno e devo essere acquistati alcuni giorni prima e messi in frigo…
    La tradizione resta tradizione. Mica possiamo togliere la coperta a Linus e dargli un granfoulard bassetti ;)

  • rosaria

    (6 marzo 2011 - 17:56)

    Pienamente d accordo su tutto solo che io nel ragu’ metto anche i porcini nn potete immaginare che bonta’ mentre il vino è d obbligo gragnano frizzante!

  • antonio

    (6 marzo 2011 - 19:52)

    Io per alleggerire la lasagna( tutto uguale) ad eccezione del ragù uso ragù di verdure
    carote,zucchine, sedano e cipolla, può andar bene grazie

  • Giuseppe

    (6 marzo 2011 - 20:55)

    Ho un dubbio da togliermi dopo aver acquistato la lasagna riccia della GAROFALO : riportano sulla scatola il tempo di cottura di 8 minuti.
    Normalmente le paste consistenti della Garofalo richiedono fra i 12 e i 16 minuti di cottura. Secondo voi 8 minuti gia’ prevedono la successiva cottura in forno o devo scolarle dopo 5-6 minuti ? Avrei preferito la lasagna liscia, ma non la ho trovata.

    • Luciano Pignataro

      (6 marzo 2011 - 21:03)

      E’ sana abitudine tirare sempre prima la pasta e non seguire i consigli sui pacchi. Qui, essendo il bordo riccio, ti conviene a maggior ragione anticiparti di un minuto abbondante

      • Giuseppe

        (6 marzo 2011 - 21:14)

        Grazie del consiglio che peraltro metto sempre in pratica. Con la pasta Garofalo, come per la Faella, invece i tempi di cottura sono reali : sono paste veramente di grano duro di alta qualita’ che non scuociono mai. Il tempo di 8 minuti mi sembrava gia’ ridotto . per eliminare ogni dubbio scrivo una e-mail alla Garofalo : credo abbiano dei buoni esperti nel loro staff.
        Se ricevero’ risposta, ti faro’ sapere.

  • Denny

    (7 marzo 2011 - 13:17)

    Un’alternativa alla provola ed alle mozzarelle varie che emettono molta acqua, secondo me è la scamorza o treccione (rigorosamente lucane) che non rilasciano molto sale in cottura (tranne la testa della scamorza che è più salata).
    Provate e poi mi direte.
    carpe diem

    • Luciano Pignataro

      (7 marzo 2011 - 13:19)

      Yes, sottoscrivo. La mozzarella non va assolutamente bene, meglio un caciocavallo fresco

      • Marcello

        (13 febbraio 2012 - 00:39)

        No mozzarella, no caciocavallo…..ed allora che ci metto?……..PROVOLA A GO’ GO’!!!

  • vincenzo

    (9 marzo 2011 - 12:04)

    salve a tutti , volevo intervenire a riguardo la cottura della pasta che a mio modestissimo parere è importante. io disolito uso quella di faella a devo dire che mantiene bene la cottura e rispetta i tempi ma, io dopo che la alzo la passo sempre in acqua e ghiaccio per fermare la cottura e per togliere quell’amido ke non mi permette di maneggiarla in modo corretto,e per evitare ke si attakki.grazie

  • Rosanna

    (14 febbraio 2012 - 22:48)

    La pasta veniva fatta a mano e lasciata asciugare, come ricorda Monica, dal giorno prima. Con solo uova mantiene perfettamente la cottura e da un sapore estremamente azzeccato. Le uova possono essere sia sode che sbattute crude in alternativa con ricotta e pecorino. Cuoceranno durante la cottura e sono di più facile digeribilità. La mozzarella una volta si comperava anche due giorni prima e la si lasciava colare…. una buona provola saporita può sostituirla egregiamente. Il Gusto personale, però la vince su tutto ma Napoli, con le sue tradizioni fantastiche, va sempre rispettata. Onore alla città

  • Luigia

    (18 febbraio 2012 - 19:52)

    Daccordo su tutto………………ma se uno vive a Milano dove lo trova il GRAGNANO originale? Faccio spesso questa lasagna a mio marito ma non si soddisfa mai………..perchè manca il vino eccezzionale Gragnano.( io sono di Gragnano e lo conosco) chi mi può dire dove posso trovarlo? Ciao e grazie

    • Denny

      (20 febbraio 2012 - 09:12)

      Buongiorno Luigia,
      in provincia lo trovi all’Auchan (Grotta del Sole (il migliore!) , Sannino, Vesevus) a Milano città c/o enoteca Wine & Chocolate in foro Bonaparte (Grotta del Sole)
      Prosit

      • Luigia

        (20 febbraio 2012 - 18:43)

        ti ringrazio di cuore per avermi risposto. appena possibile vado a comprarlo. ciao

        • Denny

          (21 febbraio 2012 - 09:34)

          Prego! ma non te la vorrai cavare mica così… almeno una porzione di lasagna me la merito! ))

  • francescaapicella

    (20 febbraio 2012 - 09:50)

    a me la lasagna piace da matti ma questa sara una bonta

  • gennaro

    (20 febbraio 2012 - 12:24)

    Ok mi avete convinto,che lasagna sia…..chi viene a cucinarla a casa mia???

  • pasquale

    (21 febbraio 2012 - 15:39)

    Giorni fa, quella tradizionale, con un ragù cotto per quattro ore, cucinato la sera prima in una pentola di terra cotta e riposato in frigo per tutta la nottata, una fetta che riempiva il piatto con il bis. Il giorno dopo!!! Pesavo +1,200kg del mio normale peso…… NON MI PENDO … è buoonaaaa

  • gaspare

    (21 febbraio 2012 - 22:26)

    a casa mia, che vi devo dì, si è fatta, e si farà sempre, la sfoglia impastata a mano, uova e semola bio di albanella.
    si passa nella imperia. si precuoce 10 minuti e si fanno gli strati con besciamella (burro di bufala, farina, latte intero, sale e noce moscata), ragù bolognese (soffritto all’italiana, macinato magro di manzo, bottiglia+pelati), ben spolverati con grana stagionato. stop. né mozzarella, né altro.

  • angela

    (24 aprile 2012 - 00:08)

    Va bene la pasta fatta in casa con la semola acquistata al mulino o panificio, va bene fare il ragù alla bolognese, ok la besciamella magari con soffritto di cipolla,ma senza provola non è napoletana è potentina.

  • Salvatore

    (6 febbraio 2013 - 15:59)

    Salve,vorrei sapere dove si trova il ristorante “Le Chiacchere” a Napoli.Grazie

  • vargas

    (6 febbraio 2013 - 23:51)

    ok

  • identità mediterranea

    (11 febbraio 2013 - 15:55)

    noi sabato abbiamo mangiato la lasagna napoletana preparata con le indicazioni del vs sito e abbiamo apportato piccole modifiche per migliorala, ma veramente eccezionale..provare per credere…
    saluti a tutti….
    https://www.facebook.com/sabrina.montano.79/posts/4986075544102?comment_id=4783656&notif_t=mentions_comment

  • Agostino Miele

    (24 febbraio 2014 - 09:52)

    Si parla genericamente di “sfoglia di lasagne”: scritto in questo modo sta a significare che una qualsiasi sfoglia liscia va bene.
    In effetti, la ricetta “classica” prevede che la sfoglia sia quella “riccia”, ossia con i bordi arricciati, stretta e lunga, e non quella quadrata liscia, adatta per la lasagna all’emiliana.
    Sia nel suo libro che nel post di questo blog, riprendendo la ricetta di Raffaele Bracale, viene indicata quale sfoglia proprio quella riccia.
    Invito, pertanto, a precisare quale tipo di sfoglia è veramente quello adatto per la lasagna di carnevale napoletana.

  • gaspare

    (4 marzo 2014 - 06:00)

    se la tovate in giro, beveteci sopra una boccia di gragnano 2011 di iovine ;-))

  • Laura

    (5 marzo 2014 - 11:24)

    Cercando informazioni sull’origine della tradizione di far la lasagna a carnevale…. Ho trovato questa pagina…… Molto belle le parole e descrizioni su Napoli… Ma meno bella la ricetta della ‘lasagna napoletana’…Non ho potuto quindi,far a meno di commentare!!!! Che lasagna napoletana è senza mozzerella di bufala???? Con caciocavallo o salame calabrese???????? NO! La lasagna è rigorosamente con MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA..messa in frigo un paio di giorni magari ad asciugare!!! Io miachio mozzarella e provola!! La nostra provola affumicata..che da piu sapore!! Il salame è rigorosamente SALAME NAPOLETANO!!!! Le sfoglie,possibilmente,fatte a mano in casa….. O fresche o secche è questione solo do gusto!!!!! Io ne faccio sempre due..una con sfoglia fresca e una con sfoglie secche per tutti i gusti degli ospiti!!!! E infine..o RAGÙ NAPOLETANO… Non si fa con il soffritto di carotine ecc…… Si a pelate passate e o passate gia in bottiglia!! Meglio ancora se bottiglie di pomodoro fatte in casa… Olio cipolla e vari pezzi di carne…fai rosolare in casseruola..un po di vino per sfumare… poi aggiungi pomodoro!!!!! E fai stringere per ore… POLPETTINE PICCOLE PICCOLE FRITTE..UOVA SODE.. QUESTA È LA ‘LASAGNA NAPOLETANA’

  • antonio

    (8 marzo 2014 - 19:37)

    Oggi sul corriere della sera c’è un copia incolla della ricetta. E non mi pare che venga citata la fonte.

  • michele

    (8 febbraio 2015 - 12:08)

    A Napoli, escluso il Vomero, il ceto medio non è egemone come nel resto d’Italia…

  • Leopoldo Carpiniello

    (9 febbraio 2015 - 14:30)

    dire ottimo è molto riduttivo.
    Il sapore è un’ orchestra celestiale dove i suoni del contrabbasso e dei timpani la fanno da padrone.

  • Loredana

    (13 febbraio 2015 - 14:00)

    inella provincia vesuviana l invitati tira e’fornita da piccole polpettone … La ricetta è’ un pochino più leggera rispetto alla napoletana

  • Antonio Monaco

    (18 febbraio 2015 - 12:18)

    Grande pezzo descrittivo delle tante faccie della napoletanità che si rispecciano in una “lasagna” …che dire, mi sono ritrovato nella lettura, ..aggiungere altro potrebbe sembrare ripetitivo quindi viva l’esorcizzare tutta la modernità “presunta” (a mio modesto parere avere in tasca uno smarphone non è misura di modernità), con una sacra, antica mangiata di “significati” messi a strati tra le lasagne !!!!! buon appetito

  • erricat

    (3 febbraio 2016 - 18:42)

    E vi siete dimenticati tutti la “braciola” involtino di carne di manzo ripieno di aglio e prezzemolo tritato con pecorino pepe e pinoli che in alcune lasagne viene sbriciolata

  • Maria

    (4 febbraio 2016 - 18:51)

    La pettola la tiro io con 3/4 senatore Cappelli, il redtante 1/4 grano tenero 0, mulino artigianale farina tostissima, un uovo ogni 100 gr e un cucchiaio abbondante di olio evo, scuoce niente, fidati.
    Il pomodoro é quello che facciamo noi, conserva ( oggi si chiama liquido di governo ) di S. marzano con datterini freschi, acidp dolce bilanciatissimo, un miracolo.. Nel sugo la braciola di coperta e ramata di Montoro, polpettine con salsiccia e pecorino, ricotta di Montella, fior di latte vecchio e scamorza ( non mi piace il salame dentro ), pecorino e uovo sodo.
    Se non credete al bilanciamento, venite. La preparazione e la cottura il giorno prima, of course, adda arrepusare!

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