Massimo Cucchiara presenta sua Maestà il Re tartufo di San Miniato

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Massimo Cucchiara con il suo cane

di Raffaella Corsi

Si dice sempre che nella vita ci vuole un po’ di pepe; c’è invece chi di Pepe non potrebbe farne a meno. E’ il caso di Massimo Cucchiara, tartufaio di San Miniato, che si affida al fiuto del suo amato meticcio, Pepe, per andare a caccia del ‘diamante’ della terra nei boschi di San Miniato. Massimo è IL Tartufaio, quello che si alza la mattina prestissimo, sfidando le intemperie, e torna a casa contento solo quando ha trovato qualche “pepita”. E’ stato il nonno Lino, uno dei primi tartufai della Toscana, a tramandargli l’amore e il rispetto per la natura. “Per capire cos’è il tartufo bisogna partire da lì – dice Massimo, indicandomi il bosco – e quando parlo di natura intendo gli alberi, gli animali, un intero habitat che va rispettato e salvaguardato. Quando si entra in un bosco bisogna farlo con la massima umiltà, restando un passo indietro rispetto a chi ci accompagna e ci guida, il cane.”

A Massimo brillano gli occhi quando racconta del rapporto con il suo cane, che lo osserva scodinzolante. “Il mio rapporto con Pepe è qualcosa di straordinario: quando ci guardiamo
negli occhi c’è fiducia, rispetto, comprensione, amore, complicità. Il mio e il suo fiuto lavorano insieme per andare alla scoperta dei migliori tartufi; d’altra parte in lui c’è davvero un istinto primordiale, naturale, che lo guida. E abbiamo un sogno in comune: trovare il tartufo più grande del mondo”. Come non capire lo stupefacente rapporto che si instaura tra un essere umano ed il suo cane; io lo sperimento quotidianamente con il mio bulldog Rudi, e so quanto ci si può capire, e amare, senza neanche aver bisogno di parlare. “Quando andiamo nei boschi delle colline sanminatesi, Pepe, ormai esperto, fa di testa sua ed è giusto che sia così; d’altra parte è lui la mia guida e per lui è il più divertente dei giochi. E quando troviamo un tartufo la gioia è indescrivibile; la scoperta è sempre una sorpresa,: grande, piccolo, più o meno profumato… non ci sono regole, è madre natura che comanda”. Miti e leggende hanno sempre accompagnato questo straordinario dono della terra, la cui nascita rimane ancora oggi avvolta da un’affascinante mistero. Mentre ci incamminiamo nel bosco, Massimo mi svela uno dei tanti aneddoti: già i greci erano attratti dal tartufo e non essendo un prodotto “coltivabile” si tramandò l’idea che nascesse dall’azione combinata dell’acqua, del calore e dei fulmini. Da qui trassero ispirazione vari poeti; uno di questi, il Giovenale, spiegò la sua origine come il frutto di un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una querce, albero ritenuto sacro dal padre degli Dei, e da qui il nome di “cibo degli Dei”.

Massimo Cucchiara alla ricerca di tartufi

E intanto Pepe corre e saltella, e noi ci inerpichiamo lungo i sentieri, che finiscono, e allora bisogna scansare con le mani i rami, farsi spazio tra le sterpaglie, saltare piccoli fossi. Ma è quando Pepe inizia a scavare che accade la magia “La ‘truffle experience’ – continua Massimo – è un’emozione che si rinnova ogni volta. Sono molti gli stranieri, ma anche gli italiani, che ci chiedono di essere accompagnati nei boschi, che vogliono assistere alla ricerca in prima persona e che vogliono saperne di più sul tartufo; la gioia della scoperta che si legge negli occhi di tutti in un solo istante è qualcosa di meraviglioso, che si ripete ad ogni escursione, ed è in grado di scatenare un’energia formidabile”. Per questo motivo ho deciso che a Salotti del Gusto il laboratorio sul tartufo dovrà iniziare proprio dal bosco. “Ricordo il mio primo tartufo importante – spiega Massimo – Avrò avuto circa 15 anni e un giorno decisi di avventurarmi da solo nel bosco, in compagnia di “Morina”, il cane di mio nonno; dopo neanche un’ora di cammino trovai un’esemplare di circa 80 grammi. Quanto ero emozionato! E invece di continuare la mia caccia come farebbe un tartufaio esperto, tornai a casa sventolando il mio trofeo, appagato dalla mia conquista”.

i protagonisti del laboratorio sul tartufo presentati da Max Viggiani sul palco del Principe di Savoia di Milano (Massimo Cucchiara, lo chef Daniele Fagiolina e il giornalista Claudio Mollo)

Eccolo l’entusiasmo di Massimo, che ha mantenuto ancora adesso che è diventato un uomo. Sarà lui sabato 26 aprile ad accompagnare il gruppo di fortunati visitatori nella Tenuta di Artimino, e sempre lui a raccontare il tartufo di San Miniato nel laboratorio culinario a 6 mani con gli chef sanminiatesi Daniele Fagiolini, Stefano Pinciaroli e Gilberto Rossi, in questi giorni sugli schermi de “La Prova del Cuoco” su Rai1, che proporranno, nei loro piatti, originali interpretazioni e abbinamenti con protagonista il “re” tartufo. “Salotti del Gusto ci dà un’opportunità che nessun altro evento potrebbe dare – conclude Massimo – portare gli appassionati nei boschi dove sono cresciuto per vivere insieme l’esperienza della caccia ha un valore aggiunto fondamentale per chi, come noi, fa delle materie prime del territorio la propria bandiera”. Che la caccia al tartufo abbia inizio….con Massimo e Pepe ci divertiremo!

Massimo Cucchiara, lo chef Stefano Pinciaroli e il papà di Massimo, presidente dell’Associazione Tartufai di San Miniato

 

tagliolini al tartufo

La partecipazione all’esperienza sul tartufo di Massimo Cucchiara è su prenotazione.

Per info scrivere a nadiadp@salottidelgusto.com

Truffle in Tuscany di Massimo Cucchiara
Via Covina, 44/c
56028 San Miniato (PI)
info@truffleintuscany.it
www.truffleintuscany.it

3 commenti

  • giancarlo maffi

    (17 febbraio 2014 - 07:24)

    Complimenti per il pezzo. Senza offesa, chissà cosa potrebbe fare lo straordinario Pepe nei terreni del vero Re dei tartufi. Alba, Piemonte.

    • Raffaella Corsi

      (26 febbraio 2014 - 12:44)

      Grazie Giancarlo, sono contenta che il pezzo ti sia piaciuto! Conosco bene Alba, e il suo tartufo, il Piemonte è la terra in cui sono nata! Devo dirti che qui in toscana ho imparato ad apprezzare maggiormente, e con sorpresa, anche le varietà di tartufo nero che si trovano tutto l’anno, e che ti assicuro, spesso hanno un profumo e un sapore incredibile. Da piemontese, ho notato questa differenza; che qui il tartufo è usato e valorizzato tutto l’anno, mentre ad Alba il periodo in cui è percepito come un valore assoluto è soltanto quello canonico, da ottobre a gennaio, molto più stretto!! Un caro saluto alla mia bella terra…e naturalmente il 25 e 26 aprile a Salotti del Gusto Artimino!

  • Raffaella Corsi

    (26 febbraio 2014 - 12:49)

    Grazie Giancarlo, sono contenta che il pezzo ti sia piaciuto! Conosco bene Alba, e il suo tartufo, il Piemonte è la terra in cui sono nata! Devo dirti che qui in toscana ho imparato ad apprezzare maggiormente, e con sorpresa, anche le varietà di tartufo nero che si trovano tutto l’anno, e che ti assicuro, spesso hanno un profumo e un sapore incredibile. Da piemontese, ho notato questa differenza; che qui il tartufo è usato e valorizzato tutto l’anno, mentre ad Alba il periodo in cui è percepito come un valore assoluto è soltanto quello canonico, da ottobre a gennaio, molto, troppo stretto! Un caro saluto alla mia bella terra…e naturalmente ti aspetto il 25 e 26 aprile a Salotti del Gusto Artimino!

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