Napoli, Ristorante e pizzeria 7 Soldi: 40 anni nei Quartieri Spagnoli

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al centro Rosa Vitrano la Titolare,alla sua dx l’uomo dei conti, Costantino Piccolo, con la bandana lo che Raffaele Matteo, con il grembiule rosso, l’aiuto cuoco, Pasquale D’Anna, con il grembiule arancio, il pizzaiolo Antonio Pane, in alto in giacca, il cameriere Ernesto Costabile, qui da 40 anni

 

Ristorante Pizzeria 7 Soldi
Vico Tre Re 6
Tel.39.081.418727
Aperto : pranzo e cena (12,30 – 15,30 / 19,30 – 00,00/ o fino al dopo teatro in caso di spettacolo al vicino Augusteo)
Chiuso :lunedì
Ferie: 10 gg centrali in agosto
Carte di credito – bancomat:si
di Giulia Cannada Bartoli
Siamo nel cuore dei quartieri spagnoli, un vico dal nome evocativo, Tre Re; Il Vico Tre Re a Toledo  collega  appunto, Via Toledo con la parte centrale di Montecalvario. Il nome si deve alla presenza di un albergo fondato nel cinquecento dedicato ai Tre Re, cioè ai tre Re Magi, a Napoli c’è  un altro toponimo simile localizzato nella zona di Piazza Carità, Vico Tre Re a San Tommaso.
Vico Tre Re è però famoso in tutto il mondo,  per un altro motivo, al numero 13 c’è la casa della “Santarella”, Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù, la vergine delle stigmate, nata il 25 marzo 1715, a cui si rivolgono le donne sterili e quelle che abbisognano di un aiuto per la gravidanza. E’ l’unica santa napoletana canonizzata e proprio a lei è dedicato questo piccolissimo santuario. Nella casa al piano di sopra, si custodisce la sua sedia, considerata miracolosa. Fuori da santuario, qualche volta, di mattina, la fila è lunga, sopratutto di donne. La notizia dei suoi prodigi ha superato i confini nazionali: qualcuna tiene tra le braccia il figlio del miracolo, tutti con lo stesso nome; altre aspettano il turno per sedersi qualche minuto sulla sedia e chiedere la grazie. Non dura molto, ci si siede per qualche istante, una donna racconta una storia, fa una preghiera, benedice con l’immagine santa. Si dice che confluiscono al corpo tutte le speranze. La scienza si ferma: notizie di gravidanze in casi impossibili ci sono, e  sono riconosciute. La piccola chiesa è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 12.15. La Casa di Santa Maria Francesca può essere visitata dalle  8 alle 12 (le visite vengono sospese durante le celebrazioni Eucaristiche), ogni 6 del mese anche dalle 16.30 alle 19.00.

Vico Tre Re n. 13, la Chiesa di Santa Maria Francesca

 

Vico Tre Re è anche degno di nota per le Edicole Votive che vi si trovano. Le edicole sacre di Napoli sono molte centinaia e costituiscono delle pregevoli forme d’architettura religiosa, nate come simbolo di devozione privata e popolare, costituiscono un patrimonio straordinariamente  ricco di stili artistici, sebbene poco conosciuto.

un'edicola votiva in Vico Tre Re

 

A pochi minuti da vico Tre Re, troviamo Via Speranzella, la strada dove  è nata Rosa Vitrano, la proprietaria di 7 Soldi. La vita di Rosa si è svolta tutta qui, nei quartieri, tra Via Speranzella e Vico Tre Re. Da circa un anno e mezzo Rosa è rimasta vedova, ma non si è arresa: forza e coraggio,  ha preso per la prima volta in mano le redini del locale, unica donna, in un quartiere quanto meno difficile; Il personale lo stesso da quarant’anni, l’ha sostenuta con rispetto. Entrando si ha l’impressione di varcare la soglia di  un locale d’antan, nulla, o, poco, è cambiato dagli anni dell’apertura, quando il suocero di Rosa, Don Gennaro Colicchio rilevò il locale che era poco più di una piccola osteria.

Don Gennaro Colicchio

Nel 1975 i lavori di ampliamento del locale con ristorante e pizzeria. Il nome del locale deriva da una vecchia  storia- leggenda: “ai tempi del risanamento, fine 1880, la zona di via dei Fiorentini, alle spalle dei grandi palazzi rifatti di via Medina e Corso Umberto, era praticata dai cd. “guappi”, che frequentavano una vecchia taverna,  uno di questi portava il soprannome di “ ‘o Settesord” perché tanto costava il suo coltello.”Oggi quella taverna non c’è più, perché distrutta dalla guerra, ma la storiella è rimasta.

Vico Tre Re e sulla sx l'ingresso del locale

 

classica riproduzione in maiolica con la veduta più famosa di Napoli

Tutta la zona dei Quartieri Spagnoli ha mantenuto per anni a Napoli l’economia dei fasonisti per i migliori marchi,  sia nel settore abbigliamento, sia, soprattutto, in quello calzaturiero.

Il locale si divide in due sale separate da un vano porta e un paio di gradini, in tutto una cinquantina di coperti. Tovagliato rosso e bianco, bicchieri classici da osteria, vino sfuso proveniente dal vesuviano e alcune note etichette campane. Lo chef Raffaele Matteo lavora qui da oltre dieci anni, in precedenza ai fornelli si sono alternate una lunga conduzione familiare di Rosa e della suocera Vincenza, e le collaborazioni di bravi chef esperti della cucina classica napoletana.

il locale ripreso dalla saletta più piccola

Oggi la cucina di Raffaele Matteo non svirgola dalla tradizione classica partenopea sia, di mare, che di terra; come abbiamo detto il locale è anche pizzeria.

ottima mozzarella di bufala aversana fresca tutti i giorni

Gli antipasti variano dall’assaggio di mozzarella di bufala, ai contorni freschi di giornata esposti in vetrina

il banco contorni, verdure in tutti i modi

 

carciofi, funghetti e melanzane sale e pepe
peperoni in padella con olive e capperi

 

zucchine alla scapece

 

i friarielli olio e peperoncino, il contorno cult dell'inverno

 

Veniamo ai piatti forti della cucina di mare e di terra. I piatti speciali portano sempre il nome di 7 soldi, ecco allora gli spaghetti 7 soldi: il mare nel piatto, praticamente uno di tutto: vongole, cozze, taratufi, gamberi, scampi, seppie, il tutto saltato con pomodorini del piennolo.

 

Gli spaghetti sette soldi

 

Ancora due semplici classici: gli spaghetti rosè  con le cozze e quelli in bianco con le vongole.

 

spaghetti con le cozze

 

spaghetti alle vongole in bianco

 

Tradizionali e intramontabili due primi di terra: gli gnocchi di patate co’ ‘o rraù con basilico e fiordilatte in versione sorrentina, e i vermicelli alla “puttanesca”con pomodorini, olive nere e capperi.

 

gli gnocchi fumanti

 

i vermicelli alla "belladonna"

 

Anche le minestre con legumi, la pasta e patate, pasta e zucca e minestrone sono tra i piatti della settimana, così come la mozzarella in carrozza, i crocchè di patate, il polpettone con le patate al forno. Il menù è giornaliero con alcuni fissi in carta. Del menù extra carta fa parte la “zuppa di soffritto” che Rosa si fa preparare dal fratello macellaio. I secondi durante la settimana sono principalmente carne: salsicce e friarielli, polpette, carne alla pizzaiola, carne del ragù e della genovese la domenica;in questo periodo fa capolino anche  la lasagna. Il fiore all’occhiello è il baccalà, fritto, o, in cassuola con pomodorini olive e capperi: i pezzi scelti sono i migliori, vengono dissalati alla perfezione, l’equilibrio del piatto è una goduria, richiede persino la “scarpetta” con i crostini che accompagnano il piatto.

il baccalà prima...

 

... e dopo

 

con “scarpetta” obbligatoria

 

Il servizio in sala è rapido e cordiale, il personale è qui dall’apertura, si tratta di persone esperte di sala,  pronte ad ogni imprevisto. Come sempre, mi informo sulle materie prime, nessun dubbio, fornitori di prima qualità per pane, verdure, pasta, olio, carne e pesce, anche qui gli stessi da molti anni.
Raffaele lo chef è un ottimo pasticciere: suoi i babà  e la torta ricotta e pera.

 

i babà di Raffaele Matteo

 

home made ricotta e pera

 

La clientela è abituale e  numerosa, grazie anche alla posizione strategica, a pochi passi da via Toledo, da piazza del Plebiscito e dal porto di Napoli, il locale è meta di professionisti, impiegati di banca, commercianti e crocieristi stranieri delle navi attraccate per l’escursione giornaliera a Napoli. Inoltre 7 Soldi è ad un passo dal Teatro Augusteo,  per molti spettatori e attori del dopoteatro è una meta sicura, priva di pericoli, perché saranno accolti dal sorriso della onnipresente Rosa e dalla cortesia del personale. La cucina è buona, dormiranno  di un sonno tranquillo con ottima digestione.  A proposito di digestione…

questo non vi accadrà:)

 

Veniamo al vil denaro: per gli antipasti spenderete circa 6 euro,  per un  primo di mare, come gli spaghetti 7 Soldi 10 euro, tutti gli altri primi, la puttanesca, le minestre, il pomodoro fresco  vanno intorno ai  5 euro;  gli spaghetti con le vongole costano 8,00 euro, 7, quelli con le cozze; per i contorni la spesa massima è di  2, 50 – 3,00 euro. I prezzi dei secondi variano tra terra e mare e per tipologia: la bistecca tagliata al momento va a 30,00 euro al chilo, le salsicce con contorno di friarielli costano 8,00 euro
Sul lato mare, la frittura gamberi e calamari costa 7,50 euro ed il baccalà in cassuola 8,00 euro. I dolci fatti in casa costano 3,00 euro; mezzo litro di vino della casa vi costerà 4,00 euro,  il coperto1,50 euro, il  caffè, un euro . Facciamo due conti: un primo comune 5,00 euro, una frittura gamberi e calamari con insalata 9,00 euro, dessert 3,00 euro, 5,00  euro per acqua e vino, un euro per il caffè. Avrete speso 23,00 euro, con porzioni più che abbondanti e, soprattutto, calore umano e cordiale accoglienza a sazietà e gratis :-)

5 commenti

  • olimpia

    (13 febbraio 2012 - 10:51)

    Sì…ci sono stata…tanto tempo fa…con mio nonno…che mi disse di ricordarmi sempre delle tradizioni partenopee in cucina…ed io rammento!!!! :-)

  • giuseppina agrelli

    (13 febbraio 2012 - 17:24)

    quel mare nel piatto è una tentazione troppo grande……..

  • Corinne e Pascal (turisti francesi)

    (24 febbraio 2012 - 10:49)

    Il giornalista che ha scritto quest’articolo ha saputo benissimo rendere l’ambiente del locale. Ho trascorso una settimana a Napoli con mio marito e abbiamo mangiato ai Sette Soldi ogni sera, abbiamo assaggiato un po’ tutto : pizza fritta, linguine alle cozze e vongole, misto alla griglia, frittura di paranza mista e spaghetti sette soldi. Porzioni più che abbondanti (chissà quanto saremo ingrassati a causa di Lello il cuoco e i suoi colleghi !), prezzo conveniente ma soprattutto ci sentivamo in famiglia, come se fossero stati adottati da una “famiglia” napoletana. Più che una trattoria, questo posto è una storia d’anima e di cuore che Rosa e la sua équipe trasmettono ai loro ospiti. Ogni volta che avremo un pensiero per la bella Napoli, avremo anche un pensiero per Rosa, Costantino, Gianni, Ernesto e tutti gli altri… i loro sorrisi ci mancano già…

  • isidoro

    (8 aprile 2012 - 18:25)

    a dir poco subblime e inpeccabile come da sempre grazie di esistere…..

  • gino

    (23 settembre 2013 - 11:16)

    mi vengono quasi le leacrime vedendo ste foto,visto ke io abitavo di fronte al ristorante sette soldi.conosco Rosa e quasi tutti gli altri e vi dico ke si magia benissimo sono tutti cordiali e simpatici lo dico senza interessi (nn prendo percentuali hahahahaah) cmq complimenti e di sicuro appena saro´ a napoli con gran piacere mi faro´NA BELLA MANGIATA.ciao rosa e ciao a tutto lo staff

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