Nude 2003 di Cantina Giardino. Il miglior Aglianico di cui avete mai sentito parlare

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Antonio Di Gruttola

Su segnalazione di Franco Ziliani, vi traduciamo un articolo di Neil Duarte sul Nude e sulla Cantina Giardino i cui vini estremi a noi piacciono molto.
Personalmente ritengo Antonio Di Gruttola geniale: ogni suo vino ti costringe a pensare e ti coinvolge.

© di Neil Duarte

Negli ultimi anni i vini campani hanno iniziato a ricevere il rispetto e l’elogio che è a loro dovuto. I due rossi campani fatti con uva Aglianico sono generalmente considerati i migliori.


Si pensa che l’uva Aglianico sia stata portata in Campania dai Greci e che il nome sia una variante del termine italiano “ellenico”. L’Aglianico è prodotto anche in Basilicata ma di solito questi vini non godono della stessa elevata reputazione di quelli campani e hanno un prezzo più basso. Comunque ho bevuto alcuni aglianico della Basilicata molto buoni.

Per molti anni gli esperti hanno sostenuto che solo poche cantine in Campania hanno prodotto vini degni di nota. Queste si trovano nell’area di Taurasi nella provincia di Avellino che è conosciuta dalla gente del posto anche come Irpinia. Questa breve lista include nomi come Mastroberardino (oggi due cantine poiché i fratelli Antonio e Walter si sono separati in modo astioso e Walter ha aperto una nuova cantina chiamata Terredora) e Antonio Caggiano. Tutti e tre producono vini eccellenti ma ora anche altre cantine più piccole producono alcuni vini eccellenti.

Uno sfidante meritevole di questi pesi massimi della Campania è Cantina Giardino (www.cantinagiardino.com) che si trova ad Ariano Irpino. Questo piccolo produttore e imbottigliatore produce sia vini rossi che bianchi ottenuti con uve locali con una produzione totale di meno di ventimila bottiglie all’anno.

Uno dei loro Aglianico, Nude, è buono come quello dei produttori più noti e forse è persino un po’ migliore. Sono venuto a conoscenza di questo vino per la prima volta da uno dei miei figli che era a Napoli nelle truppe come ufficiale della marina statunitense. Quando ritornò negli Stati Uniti con la sua famiglia, portò un certo numero di bottiglie e ne diede parecchie a me e a mia moglie.

Cantina Giardino usa solo vecchie viti, le più giovani delle quali hanno 30 anni, e non impiega chiarificazione o filtrazione del prodotti. Infatti il Nude è ottenuto da viti di Aglianico d’Irpinia di 80-100 anni di età.

Il 2003 che ho provato aveva un tasso alcolico pari a 14.5%, dopo la vendemmia nei primi di Novembre è stato lasciato a macerare per 25 giorni a temperatura ambiente, poi invecchiato in barrique per 12 mesi, seguiti da altri 12 mesi in botti e infine 6 messi in bottiglia. Non sono stati aggiunti solfiti.  Il risultato è il classico sentore di pelle dell’Aglianico, il gusto leggermente fruttato e il finale liscio. E’ un vino eccellente per la pasta e piatti di carne rossa. Dal momento che oggi tutti vogliono un punteggio, al Nude io darei un 93.

Ho visitato la maggior parte delle cantine di cui ho scritto. Sfortunatamente non ho avuto l’opportunità di visitare Cantina Giardino ma spero di farlo nel corso della mia prossima visita in Campania. Assaggerò le altre loro 7 proposte e scriverò quello che sarà probabilmente un report entusiastico di un’eccellente piccola cantina.

Negli Stati Uniti Cantina Giardino è rappresentata da Louis Dressner (www.louisdressner.com).

Agosto 2010

Traduzione di Novella Talamo

3 commenti

  • Fabrizio

    (22 settembre 2010 - 09:37)

    Mi piace parecchio il nude.

  • Giuseppe

    (22 settembre 2010 - 10:45)

    Ottimi anche Le Fole e il Volpe Rosa.

  • alessandro

    (23 settembre 2010 - 10:17)

    siamo stati da Antonio e Daniela sabato scorso, abbiamo bevuto praticamente tutto e sono andato via con una campionatura di una dozzina di bottiglie, che berrò con calma. grande impatto il coda di volpe rosato e i bianchi in generale, tra cui spicca il blend fiano/coda di volpe/greco con fermentazione in anfora. aspetto di ribere con calma le varie versioni di aglianico ma in generale sono rimasto impressionato dal carattere e dalla rapida evoluzione in bicchiere di tutto ciò che abbiamo bevuto che avesse qualche anno di età.

    una sola osservazione (non sull’azienda ma sull’articolo): ma siamo certi che l’aglianico dell’irpinia sia superiore a quello del vulture?? e poi insomma, citare mastroberardino e caggiano tra i taurasi e non citare tecce, molettieri e perillo (come minimo) è alquanto delittuoso :-)

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