Ais Roma |Prima giornata nazionale della cultura del vino e il nuovo progetto Bibenda Franchising

Letture: 126
Da sinistra: Franco Ricci, Daniele Cernilli e Paolo Lauciani

dall’inviata a Roma Marina Alaimo

L’Associazione Italiana Sommelier ha celebrato la prima giornata nazionale della cultura del vino ed io ho scelto di trascorrerla con quell’uragano di idee e di energia che è Franco Ricci. La giornata si è svolta presso il Palazzo dei Congressi all’EUR di Roma, con il pieno sostegno del Presidente Giorgio Napolitano che ha inviato personalmente una medaglia di rappresentanza esposta nella sede dell’AIS Roma.

L’evento è stato inaugurato da un intervento dai toni forti e polemici tenuto da Franco Ricci, Daniele Cernilli e Paolo Lauciani. Ha esordito Ricci con una frase dura “siamo incazzati neri verso le istituzioni ed i media per la totale negligenza e disattenzione verso una giusta comunicazione del vino”. Nonostante ricopra un posto di grande rilevanza nel fatturato nazionale, l’export 2010 è di quasi 3,9 miliardi di euro e rappresenta la prima voce del settore agro – alimentare, i grandi canali di comunicazione non danno ancora il giusto risalto a questo importante motore di sviluppo e di cultura.

Molto è dovuto al timore di promuovere una bevanda contenente alcool, ma si dimentica con troppa facilità che il mondo del vino è un grosso contenitore culturale di notevole rilievo socio economico.  Ha accompagnato la storia dell’uomo intorno al bacino del Mediterraneo, riveste tutt’oggi uno spazio di grande importanza nel nostro paese, eppure almeno la metà degli italiani naviga nella totale ignoranza su questo argomento, crede ancora che il vino del contadino sia genuino e giusto, acquista vino sfuso od in tetra pak. Eppure l’AIS fa cultura del vino da ben 46 anni attraverso professionisti specializzati in questo tipo di comunicazione , Ricci denuncia che media ed istituzioni regionali e provinciali troppo spesso disperdono i propri fondi economici in eventi o interventi non affidati a professionisti.

Ribadisce che in questo momento in cui il mondo si apre totalmente al consumo del vino c’è bisogno di educationals che facciano giusta informazione mirata a far conoscere in maniera corretta il vino italiano. E’ indispensabile informare i consumatori su quali fattori si bilancia la qualità del vino, sulle radicali differenze di produzione tra i vini europei e quelli che provengono dal paesi come l’Australia o la California, dove si fa poca attenzione ad una produzione ecocompatibile. Basti pensare che in questi paesi si coltiva la vite in territori desertici e che quindi per produrre un litro di vino occorrono ben 50 litri di acqua, mentre nel nostro paese gran parte delle doc vieta l’irrigazione o la limita fortemente, senza considerare poi le norme restrittive nei confronti dell’utilizzo dei trattamenti antiparassitari e nell’emissione di anidride carbonica, fattori appena accennati nel nuovo mondo.

Il vigneto italiano è fatto principalmente da piccoli produttori, la media nazionale prevede appena due ettari per azienda, pertanto prevale una vitivinicoltura artigianale, etica e di altissima qualità ed è indispensabile far conoscere questavalida realtà.

Alla fine del dibattito è stato presentato il nuovo progetto di Bibenda, realtà editoriale che vende ben 50.000 copie all’anno. Consiste in un franchising rivolto ad enoteche di alta qualità per rendere più seducenti la cultura e l’immagine del vino. Rappresenta  una formula di collaborazione tra imprenditori per la distribuzione di servizi rivolti a chi vuole avviare una nuova impresa, ma non vuole partire da zero, affidandosi ad un marchio (Bibenda) già affermato.