L’ultimo pranzo nei vecchi locali di add’o Romano a Sarno

Letture: 141
‘O Romano, l’ingresso

di Marco Contursi

E’ stato il mio ultimo pranzo add’o Romano. Ha chiuso all’epifania per aprire di nuovo fra 15 giorni trenta metri più in là. Era una osteria da decenni, incastonata in uno dei centri storici più belli della zona, quello di Sarno che andrebbe adeguatamente valorizzato. Gaetano Cerrato è un uomo schivo ma di cuore e so che gli è dispiaciuto lasciare la sede storica di una delle ultime trattorie antiche dell’ agro sarnese nocerino. Il suo passato lo testimoniano le mura vecchie e il pavimento in basolato lavico, che nei decenni è stato calpestato da migliaia di clienti da tutta la Campania, per mangiare anguille e iammarielli, stoccafisso e baccalà, scarole e finocchi locali.

‘O Romano, l’esterno

Sorgeva su una delle sorgenti del fiume Sarno, acqua pulitissima che si potrebbe bere e che alimenta il mulino limitrofo la cui origine si perde nella notte dei tempi, addirittura all’anno Mille. Gaetano ha lasciato i locali e un pezzetto del suo cuore e come lui, io e tantissimi clienti affezionati che il giorno 6 gennaio sono accorsi numerosi per un ultimo pranzo nella sede a noi cara. Lascia perché alla scadenza del contratto di fitto non è stata trovata l’intesa con il proprietario.
Un vero peccato, ma tant’è….Poco tempo fa a Sarno hanno abbattuto in buona parte un altro mulino storico per fare un palazzo. Per fortuna l’ attuale amministrazione, sensibile al tema, ha promesso che non consentirà più abbattimenti indiscriminati di manufatti rurali di pregio.

Andare da O Romano è sempre stata una esperienza emozionale sin da quando varcai la prima volta il portoncino. Con gli anni di Gaetano, della preziosa moglie Antonietta, e del figlio Antonio, che però ha scelto di fare lo psicologo, sono diventato amico.

‘O Romano, lo stocco

 

‘O Romano, iammarielli

Persone fantastiche, grandissimi lavoratori, maniacali nella scelta dei prodotti migliori. Il successo di consensi è arrivato, unito al riconoscimento più ambito per una osteria , la Chiocciola di Slow Food. Farlo chiudere e aprire altrove è stato un piccolo grande torto fatto a ognuno di noi clienti e a tutti quelli che avrebbero provato una emozione al solo varcare la soglia, all’ affacciarsi alla finestra e vedere il fiume limpido scorrere, al mangiare sotto il porticato di uva a corniciello, allo scambiare due chiacchiere con Gaetano e Antonietta.

‘O Romano, la sala interna

Ma Gaetano può star tranquillo che io sarò lì il primo giorno nella nuova sede, molto bella, e con me tantissimi clienti-amici pronti a sostenerlo in questa nuova avventura. Il fascino senza tempo della vecchia sede andrà ad unirsi ad altri ricordi molto cari che custodirò nel profondo del mio cuore.

‘O Romano, clienti nell ultimo pranzo

 

io con Gaetano e Antonietta

Lì nessuno potrà scipparmeli come hanno fanno col piacere di varcare il portoncino con la scritta “Trattoria O Romano” in lamiera corrosa dai decenni.

5 commenti

  • […] L’ultimo pranzo nei vecchi locali di add’o Romano a Sarno sembra essere il primo su Luciano Pignataro […]

  • Tommaso Esposito

    (9 gennaio 2015 - 16:03)

    Grande e bel racconto fatto con il cuore

    • marco Contursi

      (9 gennaio 2015 - 16:34)

      Grazie Tommaso,hai colto il mio dispiacere per la chiusura.

  • Luciano Pignataro

    (9 gennaio 2015 - 16:48)

    La grande forza evocativa del cibo

  • Amalio

    (12 gennaio 2015 - 01:35)

    Grande Gaetano,
    sono certo che la trattoria di Gaetano risorgerà nella nuova sede, proprio come l’araba fenice, ancora più bella e appetitosa di prima e ci darà nuove e saporite soddisfazioni oltre a quelle già note.
    Non mi resta che passare a fare un assaggio :-)
    A presto
    Amalio

I commenti sono chiusi.