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Da Cono a Rofrano: la vera cucina rustica cilentana

9 marzo 2016
Da Cono, da sx Piera, Teodoro ed Alessandra Caputo

Da Cono, da sx Piera, Teodoro ed Alessandra Caputo

di Enrico Malgi

Ci sono luoghi reconditi nel profondo Cilento, il comprensorio più esteso della provincia di Salerno, che vanno assolutamente scoperti. Non hanno la visibilità che godono le località marine affacciate sul mare più pulito della Campania, ma sono altrettanto interessanti e per questo devono essere necessariamente ritrovati. In una domenica di pioggia, di vento e di freddo mi sono trovato a transitare nel territorio del comune di Rofrano (molto famoso qualche anno fa perché proprio qui Ancel Keys nel 1954 studiò per la prima volta la Dieta Mediterranea prima di trasferirsi a Pioppi), che guarda l’altra faccia del Monte Gelbison dal versante opposto a Novi Velia. Anche il Monte Cervati, la seconda vetta regionale più alta, è molto vicino così come il fiume Mingardo che lambisce il paese.

Da Cono, logo e slogan

Da Cono, logo e slogan

Prima di arrivare nel centro abitato ho notato un’insegna che mi consigliava di fermarmi al Ristorante da Cono, che per la verità mi sono ricordato di averlo già frequentato qualche anno fa. Detto fatto, piccola deviazione dalla strada principale e dopo pochi metri mi sono trovato immerso in una natura selvaggia, al centro di un vallone inciso dal Mingardo dove sembra che il tempo si sia fermato.

Da Cono, l'interno

Da Cono, l’interno

 

Da Cono, spazio esterno per l'estate

Da Cono, spazio esterno per l’estate

Il ristorante è stato aperto nel 1989 da Cono Caputo (purtroppo assente al momento della mia visita), un emblematico e singolare personaggio che con la sua grossa faccia nasuta, barbuta e capelluta sembra il profilo tracciato dalla penna dello scrittore agropolese Domenico Chieffallo che narra dei briganti cilentani dell’Ottocento.

Da Cono, foto di Cono Caputo

Da Cono, foto di Cono Caputo

Naturalmente è solo un’apparenza perché Cono me lo ricordo come una persona ospitale, schietta, gentile, simpatica, spiritosa e socievole e che si diletta a suonare l’organetto per intrattenere i suoi clienti, accompagnato dal figlio Teodoro che strimpella la chitarra.

Da Cono, chitarra

Da Cono, chitarra

Insieme con la moglie Angela ed i suoi tre figli, Teodoro, Piera ed Alessandra, Cono gestisce un’osteria di campagna inserita in un ambiente che definire rustico, folkloristico e naif è riduttivo. L’interno è molto spartano ma funzionale ed è riscaldato da un grande camino e da stufe a legna in inverno, che emanano un dolce e rassicurante tepore. In più ci sono cinque camere, immerse nella folta vegetazione, a disposizione degli ospiti per soggiornare e godere così la pace e la tranquillità del posto.

Da Cono, camere in affitto

Da Cono, camere in affitto

 

Da Cono, vecchia stufa a legna

Da Cono, vecchia stufa a legna

La cucina è casereccia, ruspante, genuina, territoriale e tradizionale. Non c’è un menù fisso, si mangia quello che si trova al momento e secondo la stagione.

Da Cono, camino acceso

Da Cono, camino acceso

Le materie prime sono in parte prodotte direttamente in azienda, come quelle dell’orto, la frutta, l’olio, i sott’oli, i sott’aceti e la pasta fatta in casa, e solo parzialmente sono acquistate da produttori locali di fiducia, come la carne, i formaggi ed il famoso pane di Rofrano cotto nel forno a legna.

Ho iniziato con un ricco e squisito antipasto misto: affettato di prosciutto crudo, capicollo e salame; formaggio pecorino; melanzane a listarelle in salsa di pomodoro; insalata di patate, pomodori, carote, olive e cipolle; e funghi sott’olio.

Da Cono, antipasti misti

Da Cono, antipasti misti

A seguire un primo composto dai triieddi, pasta locale di farina di castagna tirata a mano che sembrano dei passatelli, abbinati ai peperoni cruschi di Senise. In appresso ancora un primo di ravioli (cauzoni) farciti di ricotta e prezzemolo e poi per secondo spezzatino di cinghiale macerato nel vino e accompagnato da patate fritte.

Da Cono, triieddi con farina di castagne e peperoni secchi

Da Cono, triieddi con farina di castagne e peperoni secchi

 

Da Cono, ravioli (Cauzuni) ripieni di ricotta e prezzemolo

Da Cono, ravioli (Cauzuni) ripieni di ricotta e prezzemolo

 

Da Cono, spezzatino di cinghiale in umido e patate

Da Cono, spezzatino di cinghiale in umido e patate

Per dolci una crostata di albicocche e zeppole di patate. Vino, acqua, caffè e grappa per un totale di 20,00 euro. Non male vero?

Da Cono, crostata di albicocche

Da Cono, crostata di albicocche

 

Da Cono, frittelle di patate (zeppole)

Da Cono, frittelle di patate (zeppole)

Naturalmente ci sono altre ottime proposte culinarie che soddisfano tutte le esigenze dei commensali. Pertanto, se vi trovate a passare da queste parti vi consiglio di fermarvi assolutamente e non ve ne pentirete!

 

Foto di Enrico Malgi

 

Ristorante da Cono di Teodoro Caputo
Via Lettafora – Rofrano (Sa)
Tel. 0974 952451 – Cell. 347 4767946 – 334 1716492
www.dacono.it
Coperti: all’interno circa 100, più 50 esterni in estate
Apertura tutto l’anno (i proprietari abitano proprio lì)
Prezzo medio di un pasto: 15,00 – 20,00 euro tutto compreso
Pensione completa per il soggiorno (venti posti letto disponibili): 45,00 euro al giorno a persona tutto compreso, con prima colazione, pranzo e cena.

4 Commenti a “Da Cono a Rofrano: la vera cucina rustica cilentana”

  1. Marco contusi scrive:

    Un gran bel posto.immerso nella natura.

  2. Enrico Malgi scrive:

    Ciao Marco. Devo dedurre che ci sei già stato, vero? Ottima esperienza senz’altro.
    Peccato non aver trovato Cono che è un personaggio straordinario. Vogliamo andarci insieme la prossima volta?

  3. Marco contusi scrive:

    Ci manco da 4 anni e Cono si mise a suonare….speriamo di trovarlo quando andiamo

  4. giuseppe viterale scrive:

    Pur essendo un ristoratore a New York che di solito non si lascia entusiasmare da altri locali, devo dire che andare da Cono e` un`esperienza unica.Ancor prima di Slow Food e farm toTable c`era Cono che con la sua testardaggine ha creato un posto (in the middle of notwhere). I piatti che la famiglia Caputo serve, oltre a soddisfare il palato sono un carburante per lo spirito.

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