Salerno, Pizzeria Resilienza nella nuova sede: oasi di sapori e prodotti di qualità

Letture: 1676
Pizzeria Resilienza, Gennaro e Luciana
Pizzeria Resilienza, Gennaro e Luciana

La pizzeria Resilienza si è trasferita finalmente nella nuova sede, nella parte più bella di Salerno, ancora non completamente aggredita dalla chiassosa e insulsa movida del centro. In via Sabatini, a due passi dal porto, dal teatro ottocentesco dedicato a Giuseppe Verdi e da quel gioiellino di botanica che è la Villa Comunale.

Resilienza, il forno napoletano di Stefano Ferrrara
Resilienza, il forno napoletano di Stefano Ferrrara

Dopo due anni nell’ex quartiere operaio di Fratte, Gennaro Coppeta ha fatto il salto confermando la regola che la qualità alla fine premia sempre, anche in una città riminizzata come Salerno trasformata in un centro di consumo di post modernità televisiva. Grazie all’aiuto indispensabile della sua famiglia, a partire dalla madre Cristina – sempre in prima linea in cucina – e della sua compagna Luciana, giovane architetto che ha ridisegnato completamente il locale, l’ex ristorante ‘Il Sipario’. Una bella sala lunga e spaziosa, quasi un loft, reso luminoso dalle pareti bianche e da un arredamento dai colori chiari, essenziale ma efficace, con grande attenzione ai materiali naturali.

Pizzeria Resilienza, scorci della sala
Pizzeria Resilienza, scorci della sala

La filosofia della pizzeria, invece, fortunatamente, è rimasta la stessa, sempre ispirata all’idea di resilienza di Carlin Petrini: una vera e propria resistenza a difesa di un’alimentazione in armonia con le risorse del pianeta, quanto più possibile rispettosa di quello che si produce senza sprechi energetici.

Resilienza, il panuozzo
Resilienza, il panuozzo

Da qui, la ricerca senza sosta di materie prime particolari,  quasi tutte della provincia di Salerno, così come alle piccole aziende artigiane, a partire dai micro-birrifici locali. Pomodorini del piennolo del Vesuvio, datterini gialli di Paestum, cipolla ramata di Montoro, mozzarella nella mortella (rametti di mirto) del Cilento, alici di Cetara, Conciato Romano, i formaggi di Paolo Amato: questi e altri tesori campani li trovate su una pizza dall’impasto ben lievitato, con farine scelte e miscelate con cura.

Pizzeria Resilienza, la margherita
Pizzeria Resilienza, la margherita
Pizzeria Resilienza, pizza con lardo di nero casertano
Pizzeria Resilienza, pizza con lardo di nero casertano
Pizzeria Resilienza, la pizza con le Eccellenze di Salerno
Pizzeria Resilienza, la pizza con le Eccellenze di Salerno
Pizzeria Resilienza, la marinara con le olive
Pizzeria Resilienza, la marinara con le olive
Pizzeria Resilienza, bianca con datterino giallo di Paestum
Pizzeria Resilienza, bianca con datterino giallo di Paestum

La tipologia è molto più vicina a quella napoletana che alla salernitana: sottile ma molto morbida, con cornicione importante e bolle da forno a legna (di Stefano Ferrara). Il menu, che è stato ulteriormente arricchito, arriva ora a poco meno di trenta varianti. Si va dalle tradizionali margherita e marinara – a 4 euro – ai diversi tipi a base bianca o rossa. Ma anche con molto … verde, per la verità: nel senso che vegani e vegetariani qui possono trovare di che scegliere, grazie ai molti abbinamenti con le verdure.

Resilienza, fichi e prosciutto
Resilienza, fichi e prosciutto

Gustosa e saporita la “Resilienza”, con fiordilatte, pesto al prezzemolo e alici di Cetara; più che soddisfacente la rossa dedicata alle eccellenze salernitane, con San Marzano e mozzarella cilentana nella mortella; sempre sfiziosa la classica con alici di Cetara e scarola riccia servita cruda (o anche cotta, volendo); ricca e golosa quella al nero casertano con un lardo eccellente, profumatissimo, che si scioglie in bocca.

Resilienza, il tonno Iasa di Salerno
Resilienza, il tonno Iasa di Salerno

Accanto alle pizze, poi, una nota di merito per i fritti della casa, a partire dalle patate tagliate a mano e dai crocchè della signora Cristina, che ancora usa lo schiacciapatate di casa di una volta.

Pizzeria Resilienza, si schiacciano le patate per i crocchè
Pizzeria Resilienza, si schiacciano le patate per i crocchè

 

Resilienza, i fritti
Resilienza, i fritti
Pizzeria Resilienza, la pizza con scarola cruda e alici
Pizzeria Resilienza, la pizza con scarola cruda e alici

Servizio puntuale, con ragazzi giovani e motivati che si danno da fare e Gennaro che non perde mai di vista la sala. Da bere, buone etichette di vino del territorio e birre, come si diceva, quasi a chilometro zero, tutte scelte con cura e competenza. Si chiude con i dolci tradizionali della pasticceria “Mamma Grazia” di Nocera, altro laboratorio artigiano di eccellenza della provincia di Salerno.

Resilienza, ciambotta
Resilienza, ciambotta

Resilienza è sempre aperta a pranzo e a cena, tranne la domenica, giorno che Gennaro dedica alla famiglia e anche alla sua caccia al tesoro preferita: andare in giro a cercare prodotti quanto più possibile «buoni, puliti e giusti» per la sua pizzeria.

 

Resilienza Pizzeria
Via Andrea Sabatini, 4
Tel. 089 285 3082
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: domenica

8 commenti

  • Marco Contursi

    (16 marzo 2015 - 15:33)

    L ho appena mangiata:impasto eccezionale,leggerissimo.

  • domenico margiotta

    (16 marzo 2015 - 21:21)

    pizza e fritti sempre ottimi, prezzi leggermente alti, e locale purtroppo troppo rumoroso, impossibile chiacchierare in pace

  • roberta

    (16 marzo 2015 - 22:42)

    Caro Sig.re Pignataro,

    Mi chiamo roberta e con il mio compagno la seguiamo da tempo tramite il suo blog,

    appunto per questo mi sento di scriverla apertamente come fosse “un’amico”.

    Tante volte abbiamo seguito le sue indicazioni approposito di pizzerie e ristoranti,

    e per la verità ci siamo trovati sempre bene.

    Ma questa volta a proposito di questa pizzeria “Resilienza” nn condividiamo affatto il suo pensiero, inquanto

    non basta leggere qualche guida attraverso cui selezionare prodotti per fare una buona pizza, ma parte tutto dall’impasto

    che in questa pizzeria e davvero pessimo, colloso, sottile e allo stesso tempo crudo, e ci vuole un’abilità per fare una

    pizza sottile e cruda allo stesso tempo, le critiche su tripadvisor sono chiare e io sono pienamente daccordo con molte di esse.
    concludo dicendo che nn capisco pke lei stia facendo tutta questa pubblicità per questo locale, pke nn lo merita affatto e lei di certo deluderà i tanti che come me seguono i suoi consigli.

    cordialmente
    Roberta

  • Giovanni

    (16 marzo 2015 - 23:43)

    Complimenti per il locale è per la qualità che avete mantenuto inalterata dal locale di Fratte. Ci rivedremo presto!

  • Lello Tornatore

    (17 marzo 2015 - 08:22)

    Ci sono stato diverse volte, ma nella sede di Fratte, a Salerno conto di andarci quanto prima. La mia esperienza è fortemente positiva. A parte l’impasto che ho trovato ben lievitato, con alveolature più che evidenti, anche se lo spessore del disco è appena un pò più sottile della napoletana classica, la cottura è mediamente(ci sta che possa capitare qualche inconveniente tra le miglia di pizze che si sfornano) buona. Basta osservare le foto!!! Ma il punto di forza di questa pizzeria è costituito dai grandi prodotti che usa, il meglio che il territorio possa offrire…Urge una visita a Salerno…vuoi vedere che nel trasloco Gennaro si sia diimenticato di come si fa la pizza??? :D

  • alda

    (17 marzo 2015 - 08:43)

    La pizza e’ sempre ottima ma il locale e’ talmente rumoroso che obbliga a mangiare velocemente la pizza e poi scappare. ! Non c’e’ alcuna possibilita’ di fare due chiacchiere e questo e l’antitesi di un presidio slow food. Spero i proprietari corrano presto ai ripari !. Io, e non sono la sola, al momento non ci torno.

  • Fulvia

    (26 marzo 2015 - 22:41)

    La pizza ottima e digeribile.
    Ma il rumore di sottofondo del locale é insopportabile. N on si riesce a conversare..si mangia la pizza e si scappa via.

  • Betto

    (20 aprile 2015 - 16:52)

    la pizza è (quasi) buona e dire che è “eccezionale” è esagerato!!! Il locale è quasi stile “mensa” con l’aggravante che tutto è studiato per far si che si mangi di fretta per lasciare posti liberi al piu presto. La prova è che per la troppa fretta, a mio modesto avviso, la pizza non è completamente cotta. Seguo da anni il blog del dott. Pignataro, condividendo spesso le sue recensioni, ma questa volta credo che la recensione sia stata esageratamante “benevola”. Personalmente non ci tornerei , in particolare avendo saputo, come ha scritto il dott.Pignataro che il titolare , il sig.Gennaro”, – la domenica la dedica alla famiglia e anche alla sua caccia al tesoro preferit per andare in giro a cercare prodotti quanto più possibile «buoni, puliti e giusti» per la sua pizzeria – questo mi causerebbe un “Grande senso di colpa” al solo pensiero che il Sig.Gennaro per farmi mangiare una pizza non si gode neanche del suo meritato riposo domenicale!!!

I commenti sono chiusi.